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La lite Tremonti-BS. Ipotesi fantapolitiche.

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se fantapolitica (che poi mi sembra invece una visione molto più pragmatica delle tante che circolano, almeno si contano i numeri) dobbiamo fare ci provo anch'io. La mia personalissima visione della situzione mette al centro l'altro "corno" del problema e il suo possibile ed immaginabile futuro, aldilà delle contingenze. Se riconosciamo a Gianfranco Fini una qualsiasi strategia politica, in virtù del suo essere politico di lungo corso che ben sa districarsi nel palazzo, bisogna necessariamente tenerlo in considerazione. A parte l'uso strumentale e "da megafono" (imho) che sta facendo dei cosiddetti libertari e fondazioni varie, insieme ai grandi gruppi editoriali (che però lo usano con abbondante resa) il suo problema principale resta quello di come immaginarsi un futuro.

Se lo fa all'interno delle attuali coalizioni e delle attuali forze, continua a non poterlo neanche immaginare. Nella coalizione di centrodestra, con la lega a quelle percentuali e con quella forza è inimmaginabile. Sarebbe un uomo morto politicamente e morte sarebbero tutte le sue aspirazioni. La sua svolta, ripeto a parte le alleanze incomprensibili, dal mio punto di vista, con qualcuno che forse stando in commissione attività produttive alla camera, giustamente dl suo punto di vista, ritiene di avere molte più possibilità teoriche di partecipazione al cambiamento del pase e non riuscendo mai nonostante siede da 2 legislature in parlamento a contare qualcosa, va anche in una direzione di un chiaro "scontro" post-ideologico con il popolo della lega. Immigrazione, diritti civili etc, che fa intendere che il nostro ha capito benissimo che non è da quelle parti che potrebbe raccogliere i consensi che gli servirebbero (e gli articoli linkati di ffwebmagazine e le uscite quotidiane di Campi ne sono ulteriore conferma). A destra dopo aver dato il liberi tutti con l'accordo 70-30 e aver fatto confluire quel che restava di An (rimasto nelle mani sul piano territoriale degli ex-An Gasparri-La Russa-Matteolo-Alemanno) dentro il Pdl, si è reso conto che questo non sarebbe bastato e ha iniziato a lavorare per crearsi un gruppo di fedelissimi e dargli quel potere territoriale e decisionale che gli serve. Vicenda sicilia docet. A roma chiede maggiore partecipazione nella gestione del partito, in sicilia i suoi uomini fanno gli accordi separati con Lombardo, creano i gruppi autonomi (con Miccichè) e gestiscono gli assessorati (con Strano), non dialogando con nessuno e chiedendo solo, con Granata ufficialmente un vicecoordinatore, primus inter pares, in prossimità delle nomine dei coordinatori provinciali. Perché a parte le operazioni di palazzo et similia, alla fine Fini (e anche D'Alema), sanno benissimo che è con i voti prima o poi si dovranno misurare e i voti dovranno contare. Dico quindi, che a mio parere, nessuna presunzione, posso anche sbagliarmi, ovvio, nessuno è in grado di profetizzare ancora, il nodo è tutto lì. Fini (e anche D'alema) lavorano e lavoreranno per una disaggregazione delle attuali alleanze perché è solo con un rientro in gioco di un grande centro, (montezemoliano o casiniano alleato con rutelli che sarà) che potrebbero immaginarsi un futuro e giocarsela dopo l'uscita di scena di Bs, che è quello il momento fatidico su cui tutto ruota, anche oggi. Mettendo da parte Fini la Lega e D'Alema l'idv e sinistra estrema. In una grande riedizione dell'arco costituzionale, per la creazione del "paese normale" e normalizzato, con una grande, moderna destra europea. In tutto questo il ruolo di Tremonti è necessariamente e strategicamente quello di "nemico", come lo è stato nello scorso governo.

 

ps: E se contiamo i numeri anche del famoso comitato per la Politica economica, presieduto dallo stesso Tremonti. Si legge in una nota del partito che: "Ne faranno parte i coordinatori nazionali, i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, i vice capigruppo vicari, Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello, e il responsabile della Consulta Finanze, Marco Milanese".

L'unica cosa che si può facilmente notare è la presenza "anomala" dei Vicecapogruppi (non bastavano i capogruppo, eletti dalla maggioranza del gruppo?), con il coinvoglimento di Bocchino, che serve a qualcuno, evidentemente, per essere prontamente informato. Se li contiamo sarebbero infatti 7 a 2, 6 a 3 o 8 a 1, fate voi.