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2 tesi

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Re(1): 2 tesi

marcospx 27/10/2009 - 11:48

Condivido.

Anche io non conosco bene i termini del "caso Boffo". Mi chiedo, però, se nel caso di un giornalista il ragionamento nel tuo articolo non possa essere leggermente modificato, o meglio esteso, come segue.

Se chi (assumendo un dipendente o eleggendo un rappresentante politico) gli mette, di fatto, nelle mani un potere molto ampio, ha diritto ad avere informazioni sulla vita privata dell'eletto/assunto - a detrimento, dunque, della privacy di quest'ultimo - nella misura in cui tali informazioni siano ritenute rilevanti ai fini della formazione di opinioni/gudizi relativi allo svolgimento dell'incarico stesso. Nel caso del direttore di un giornale, l'interesse ad avere informazioni sarebbe dunque dell'editore... anche se, di fatto, anche chi acqista un giornale potrebbe essere "legittimamente" interessato ad avere informazioni su credibilità e coerenza di chi scrive. Non sto a fare esempi banali.

Tutto ciò, direi, soprattutto nella misura in cui l'incarico affidato abbia, in qualche modo, un carattere "fiduciario", nel senso che l'oggetto della delega non è in buona parte contrattabile (come nel caso di attribuzione di "diritti infiniti"!).

Non sto dicendo che questa sia la mia opinione. Che anzi, ho molti dubbi a riguardo (basti notare come nelle mie poche righe ci siano una buona quantità di riferimenti a valutazioni di fatto soggettive). Semplicemente, mi chiedo se una posizione simile non sarebbe, in fondo, coerente con le argomentazioni che esprimi nell'articolo.

Insomma è lecito o no dire che il direttore X ha pagato in nero casa sua o che il direttore y ha una condanna passata in giudicato per diciamo molestie? Oppure che il vicedirettore z è una spia al servizio del sismi?
Se si, è lecito farlo perché come direttori hanno una linea politica e non sono semplici cronisti?
E se Draghi o Passera vanno a mangiare con Petruccioli o Scalfari? E se Belpietro è grande amico di Confalonieri che è dipendente di BS? E' privacy questa? Io ho i miei dubbi ma non trovo una regola chiara.

Re(3): 2 tesi

marcospx 27/10/2009 - 12:32

Il punto dirimente non mi pare essere direttore o cronista - che pure può certamente influire, in quanto cambia il responsabile dell'assunzione e cambia l'impatto sui lettori dal punto di vista della "rappresentatività" del giornale stesso.

Come ho sottolineato, non ho la risposta. Provavo solo a portare un po' all'estremo il ragionamento di Palma per vedere l'effetto che fa. Riguardo al tuo esempio, faccio notare come quando ci siano reati, specie se passati in giudicato, credo che la quetione non sia esattamente una questione di privacy - le sentenze di un tribunale esserndo roba pubblica.

La mia confusa opinione, infine, è che le cose vadano valutate caso per caso. Se devo andare a letto con una donna i suoi costumi sessuali mi interessano assai. Se lei è un chirurgo che deve togliermi la milza, non ho nessun diritto di conoscerli. Se un giornalista paga l'affitto in nero, la cosa mi interessa molto se quando scrive si occupa di legalità e di crisi degli alloggi. Mi interessa meno se fa il critico musicale. Ovviamente siamo in un ambito di estrema soggettività e di "buon senso". Il mio commento, infatti, non mirava a dare la mia opinione, che riconosco come banale e di nulla rilevanza se si vuole fare un dicorso di tipo normativo.

Insomma è lecito o no dire che il direttore X ha pagato in nero casa sua o che il direttore y ha una condanna passata in giudicato per diciamo molestie?

Le condanne passate in giudicato suppongo siano per loro natura pubbliche, quindi non ci vedo alcun problema.

Oppure che il vicedirettore z è una spia al servizio del sismi?

In questo caso temo sia reato, almeno nel paese di Scooter Libby...