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1. Va da sè che Grilli e Draghi siano selezionati per assolvere a funzioni estremamente specifiche rispetto alle quali è possibile - in misura relativamente oggettiva - valutare le competenze necessarie. Non così per il politico generalista. Mentre l'esempio di Vendola vs Bersani già mi pare più opinabile. Infine, non mi pare che gente del calibro di Gasparri, Calderoli, Bondi siano proprio tra gli ultimi ad essere selezionati. Nè mi pare, realisticamente, che chi è selezionato dopo costoro possa essere troppo peggio (l'intelletto umano è limitato, il mio, poi...).

Ma non è questo il punto che mi preme di più. Torno invece sulla questione degli incentivi che determinano domanda e offerta di cariche - sul quale mi interesserebbe molto la tua opinione. A me pare che il numero di poltrone in palio non sia esogenamente modificabile. Nè che sia determinato dalla domanda degli aspiranti accomodati. Ma dal fatto che una buona schiera di questi ultimi sia vitale al mantenimento del consenso di chi sta sopra di loro.

2. Sul modello di gestione della corruzione che sta dietro il tuo discorso, dico boh. Evidentemente non ho le evidenze nè le sensazioni che hai tu. Nè so nulla dell'esempio USA a cui accenni, sul quale sicuramente avrai ragione. Continuo a pensare che se c'è un "volume" di poltrone necessario a tenere in piedi il sistema, di cui al punto 1., tale numero (magari crescente nel tempo) verrà in qualche modo creato.

Infine, ti ringrazio di avermi dato occasione di impreziosire il mio vocabolario con il termine "bustrofedico" - che già non vedo l'ora di riutilizzare! :D