Titolo

Certo che con un giornalismo così...

3 commenti (espandi tutti)

Ma alla fine sti superindici ci prendono o no? Se andiamo a vedere le previsioni degli ultimi 15 anni, come si discostano dall'effettivo andamento? Sono tutte esternazioni ufficiali OCSE, no? Qualcuno avra' controllato. Perche' se ci azzeccano 9/10, sinceramente chissene se non hanno il modello elegante con le lettere greche.

 

Credo che questo debba essere il nocciolo della discussione.

Le previsioni economiche (superindice o altro) hanno una attendibilità verificata a posteriori ?

Se si - con tutte le ovvie cautele dovute alla impossibilità di pretendere previsioni esatte al 100% - allora vale la pena parlarne, altrimenti tanto vale discutere dell'oroscopo per il prossimo anno.

D'altra parte, mi chiedo (non provocatoriamente, ma proprio da ignorante), se il superindice è così aleatorio e sostanzialmente ininfluente, perchè all'OCSE perdono tempo a calcolarlo ? Cui prodest ?

 

Ogni modello, come sottolineavano Andrea e Giorgio (eleganza formale e martellamenti assortiti) prima o poi cade vittima di obsolescenza a causa del mutare delle condizioni ambientali. Sono i famigerati "break strutturali". Figuriamoci se questa contingenza, nel mezzo di una debt deflation che non si verificava da un'ottantina di anni, non è e sarà causa di break strutturali. Vale lo stra-citato lavoro di Rogoff e Reinhart, che ha prodotto il libro "This time is different". Ma l'Ocse ha segnalato molto chiaramente il rischio di alterazioni dei valori di lungo termine nei parametri del modello. Il problema è che, prima di arrivare a questo, i giornalisti avrebbero dovuto capire (come diceva Antonio) che trattasi di forecast.

L'operazione più sporca e/o ignorante l'ha fatta il Tg1 delle 20 di ieri, che ha usato una bella infografica che mostrava il +1,3 mensile e +10,8 annuale del CLI, instillando il suggerimento subliminale che fosse qualcosa di confrontabile col GDP...

Grazie, Mario. Quello che avevo in mente quando parlavo di estrapolazione dal passato vs. uso di modelli, e' proprio questo: quando si verificano eventi inusuali ( a frequenza piu' bassa di quella ciclica), o dei mutamenti "strutturali", le estrapolazioni dal passato ci azzeccano poco.

La nota tecnica dell'OCSE che avevo riportato nell'articolo, a p.3 contiene un grafico che confronta l'andamento del loro indice con quello dell'attivita' economica nell'area OCSE. A parte il fatto che non si sa quale sia la misura utilizzata per descrivere il livello di attivita' economica, e a parte il fatto che la figura si riferisce all'insieme delle economie OCSE e non a singoli paesi, una cosa salta subito all'occhio: il superindice sembra precedere abbastanza regolarmente (a occhio) i turning points dell'attivita' economica (ovvero, le inversioni di tendenza), ma non l'ampiezza di queste oscillazioni: basta guardare gli anni 91-92, e i picchi del 1994, 1998, 2000 e 2004 per esempio.

Questo vuol dire (di nuovo, molto a spanne) che del superindice possono essere utili i punti dove la derivata prima cambia segno, ma non l'ampiezza delle sue variazioni in un dato periodo di tempo - proprio quello che invece strombazzavano i giornali, confrontando il 10.8 italiano con la variazione dell'indice in altri paesi.

Tutto questo a occhio e a spanne, quando ho piu' tempo guardo delle analisi piu' rigorose.