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Il mago

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Il mago

marcospx 13/11/2009 - 15:53

Grande Axel! Ho aperto nFA nella speranza di trovare un tuo pezzo!

Faccio l'avvocato del diavolo ponendo una domanda ingenua su cui però, probabilmente, sarebbe utile fare ulteriore chiarezza.

Il limite di due anni sulla durata dei procedimenti è comunque, almeno in alcuni casi, almeno in una qualche minima misura e/o almeno per i giudici più volenterosi/efficienti, in grado di agire come incentivo reale per arrivare prima alla sentenza? In altri termini, vi sono misure che un giudice potrebbe effettivamente attuare per sveltire i processi in conseguenza della "minaccia" di scadenza anticipata imposta dal ddl in oggetto? O i vincoli imposti dalle procedure sono già oggi, di fatto, binding?

Ci tengo a chiarire: non pongo il problema perchè condivida nulla, ma proprio nulla, dell'operato del "diavolo" in questione... in questo come in tanti tanti altri ambiti. Solo una questione di completezza... per fugare il legittimo dubbio che 'sta legge possa essere una porcata al 95% invece che al 100%...

Grazie.

Se non si pone mano alla procedura puoi essere il giudice più volenteroso del pianeta, ma la difesa ha una marea di armi per portarti oltre i due anni.Ad esempio:

Notifiche non arrivate in tempo. Mi chiamo Callisto Tanzi e cambio residenza ogni 60 giorni nelle mie 100 ville comprate con i soldi dei fessi, la notifica è inviata, ma io nel frattempo ho cambiato residenza, si deve rinotificare. la notifica mi deve arrivare almeno 30 giorni prima...

Legittimo sospetto. Mi chiamo Callisto Tanzi e il giudice 27 anni fa ha detto che "i reati più fastidiosi sono quelli dei colletti bianchi". Non è che ce l'avesse adesso con me per questo suo "evidente pregiudizio"? Il processo si sospende (tra l'altro mistero sul combinato disposto: Axel che dici ? valgono sempre i due anni, o no?), ma quando riprenderà si deve rinotificare, sperare che un giudice non cambi...

Insomma, il miglior giudice del pianeta nulla può contro tutti gli "impedimenti" che BS e i suoi scherani hanno messo in questi anni per evitare i processi. La mia risposta è: no, è una porcata al 100%!

Re(1): Il mago

marcospx 13/11/2009 - 17:04

Certo Marco, ovviamente anche io, da totale profano, mi rendo conto che la difesa abbia mille più modi per alungare i tempi. Nella sostanza, sono pienamente in sintonia con quello che scrivi.

Tuttavia, ad essere pignoli, questo non mi pare risponda definitivamente alla mia domanda: il giudice ha, comunque, strumenti per agire (dati i vincoli di cui parlavo, e di cui tu non fai, mi pare, che portare alcuni esempi) sui tempi dei processi? Ad esempio, può decidere di accelerare un processo che "scade" tra un anno rispetto a un altro processo che "scade" tra cinque anni? O il timing è definito dalla/e procedura/e in modo così dettagliato da non lasciare al magistrato margini di manovra?

Il giudice (non il PM) ha la possibilità di fissare udienze, anche molto serrate, anche in orari "strani" pur di accellerare il dibattimento e può (entro certi limiti) privilegiare un processo su un altro. Ma se la difesa non ci sta hai voglia di accelerare, ovvero la procedura (che, attenzione, esiste ed è una garanzia per tutti) consente al giudice di "accellerare" entro certi limiti molto piccoli, ma consente alla difesa di tirare il freno a mano, frenare a due pidei e mettere la marcia più bassa possibile. A queste condizioni anche una Maserati inchioda...

Se poi dici anche: il circuito lo devi finire in 60 secondi, quando 59 è il record della pista..

Il limite di due anni sulla durata dei procedimenti è comunque, almeno in alcuni casi, almeno in una qualche minima misura e/o almeno per i giudici più volenterosi/efficienti, in grado di agire come incentivo reale per arrivare prima alla sentenza? In altri termini, vi sono misure che un giudice potrebbe effettivamente attuare per sveltire i processi in conseguenza della "minaccia" di scadenza anticipata imposta dal ddl in oggetto? O i vincoli imposti dalle procedure sono già oggi, di fatto, binding?

 

Non c’è nessun vincolo procedurale per il giudice. Può e deve prendersi tutto il tempo che vuole per un processo. Il fatto è che si tratta di un gioco all’incastro. Mi spiego con un esempio. Un giudice monocratico non ha un solo processo da gestire. Ha un c.d. ruolo che varia a seconda delle dimensioni del tribunale, poniamo tra i 500 ed i mille procedimenti. In ogni giorno in cui tiene udienza fissa 25 procedimenti. Poniamo che tenga udienza due volte alla settimana, ha le prossime 10 settimane impegnate, quindi, se deve fare un rinvio, non può farlo prima di due mesi e mezzo. Notifica nulla? Manca un testimone? Rinvio di due mesi e 15 giorni (quando va bene), ecc. Se l’imputato è uno, è difficile sfuggire al giudice. In due anni il processo si chiude abbastanza agevolmente. Ma quando gli imputati sono tre, quattro, cinque, tutti difesi da avvocati agguerriti, non si va da nessuna parte. Aggiungo che per i processi più complessi (ad es. omicidio colposo, truffa ai danni dello stato, corruzione, ecc.) si passa dal Giudice dell’udienza preliminare. Il termine di due anni non decorre dal momento in cui inizia il dibattimento, ma dal momento in cui il PM chiede al GUP di rinviare a giudizio l’imputato. Quindi, la richiesta di rinvio a giudizio fa scattare il cronometro, dopodiché notifiche, udienza davanti al GUP, rinvio a giudizio, se l’imputato non c’è, nuove notifiche, e poi processo. Mediamente passa un anno per tutto questo, poi il giudice ha un solo anno di tempo per celebrare il processo, sperano che l’ufficiale giudiziario non abbia sbagliato qualche notifica, altrimenti ciao bella…

Scusa se scado sul banale specifico, ma perche' non tenersi alcune ore la settimana libere per metterci i rinvii? Cosi' invece di rinviare di 2.5 mesi si rinvia di una sola settimana. 

perché i rinvii sono tanti e quelle ore libere sono giá... piene di rinvii :-)

 

Non c’è nessun vincolo procedurale per il giudice. Può e deve prendersi tutto il tempo che vuole per un processo.

Non so se stai affermando cosa dice la legge italiana o cosa dovrebbe dire.  Secondo me l'azione giudiziaria si giustifica con un interesse pubblico a che la legge sia applicata, e ad ogni processo corrisponde un interesse pubblico che puo' essere diverso. Usare troppo tempo per un processo - date le limitazioni di risorse disponibili - danneggia gli interessi pubblici dei processi rimanenti.  La soluzione ottimale e' dividere le risorse disponibili - tra cui anche il tempo - tra gli interessi pubblici da salvaguardsare.  Come gia' detto da altri una giustizia ancorche' perfetta ma che arriva troppo tardi e' uguale a ingiustizia.

Condivido assolutamente. Ovvio che il giudice deve comunque cercare di chiudere il processo al piú presto in un´ottica che viene definita di "economia processuale". Quando dico che deve prendersi il tempo necessario intendo dire che deve avere il tempo di approfondire la vicenda. I processi contro i colletti bianchi sono spesso  complessi. Non credo che nessuno voglia essere giudicato e magari condannato in maniera superficiale.

Re(1): Il mago

marcospx 14/11/2009 - 00:38

Axel, ti ringrazio molto.

Non so, forse te l'avevo già scritto, ma - io che di giudici tribunali e processi ci capisco veramente poco - ogni volta trovo i tuoi articoli, risposte e commenti di enorme utilità. Mi paiono sempre di chiarezza ed equilibrio esemplari.