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Il mago

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Il mago

giorgiocarlo 25/11/2009 - 20:53

Prima di tutto chiedo scusa se questo post non sara' perfetto. E' la prima volta che scrivo su di un forum e non sono un mago del computer. Oggi mi prudeva troppo la tastiera.-

Lavoro in un piccolo foro di provincia e non credo che quello che vedo ogni giorno possa fare testo. Le mie sono soltanto osservazioni in liberta' e suggerite dall'esperienza.-

1) Un problema della giustizia - a mio modesto avviso il problema - e' costituito dallo scarso livello di preparazione e qualita' dei magistrati, molti dei quali sono approdati all'ordine giudiziario dopo aver tentato inutilmente di fare gli avvocati. Ce ne passa ovviamente dal dire che i magistrati sono tutti avvocati falliti ma per molti, troppi, quella del magistrato e' una professione di ripiego. Di questo non si parla quasi mai.-

2) Modello accusatorio e modello inquisitorio. In primo luogo non e' vero che il modello accusatorio (tendenzialmente accusatorio, nemmeno quello USA e' totalmente accusatorio) piace agli avvocati e non piace ai magistrati. A me personalmente piaceva di piu' il codice Rocco e lo rimpiango, se non altro perche' lo sento piu' in linea con il modo di sentire italiano. Del pari non e' vero che il modello accusatorio garantisce un piu' puntuale accertamento della verita'. E' vero, caso mai, il contrario. Nel sistema inquisitorio il giudice ricerca la prova dei fatti e non decide finche' non ha trovato tutti gli elementi, indaga, domanda, approfondisce. In un paese cattolico e - checche' se ne dica - dominato dal rispetto dell'autorita', come l'Italia, la coincidenza fra la verita' processuale e la verita' oggettiva e' sentita come un valore irrinunciabile. In una paese anglosassone, fondato sul patto sociale, cio' che conta e' la certezza non la verita'. Noi non tolleriamo l'errore giudiziario, sia che condanni un innocente sia che assolva un colpevole. Un americano risponde che il sistema puo' essere migliorato ma non reso infallibile. La verita' processuale puo' essere anche molto distante da quella oggettiva, nel momento in cui il giudice - giuria di camionisti e casalinghe - decide sulla base di cio' che hanno proposto le parti ed e' ovvio che quella piu' preparata, autorevole e, perche' no, scaltra ha piu' probabilita' di ottenere una pronuncia favorevole. Un sistema del genere impone un regime delle nullita' severissimo. Manca una virgola e l'innocente va in galera o peggio o il delinquente va a spasso. Ragionare diversamente significherebbe trasformare il processo in una giungla ma questo non fa che allargare la forbice fra verità processuale e verita' oggettiva. Costituisce viceversa principio fondamentale dell'ordinamento italiano che non si possa contestare l'efficacia di una atto, anche illegittimo, quando questo ha raggiunto comunque il suo scopo. Il modello tendenzialmente inquisitorio quindi e' piu' vicino all'esperienza italiana e forse andrebbe rivalutato.-

3) Appello. E' vero che un appello sul merito del processo e cioe' sulla valutazione della prova stride con un sistema accusatorio ma e' anche vero che tenuto conto della scarsa qualita' della giurisdizione un secondo giudizio di merito e' irrinunciabile.-

4) Avvocatura. Non e' vero che gli avvocati sono troppi o che sono impreparati. Sono mal distribuiti. Potrebbe funzionare un ospedale di soli ortopedici e quale sarebbe la qualita' di questi ortopedici. Bisogna ricordare che fino a non molti anni fa era considerato un illecito deontologico l'indicare un'area di attivita'. Io, per esempio, non avrei potuto dirmi penalista. Non credo che una riforma possa migliorare le cose, senza una potente iniezione di denaro. Tra l'altro chi e' a conoscenza del fatto che il decreto Bersani ha di fatto bloccato i pagamenti per i difensori dei non abbienti ammessi al patrocinio a spese dello Stato? Le tariffe minime chi le ha mai viste? Il massimo che si ottiene e' qualche centinaio di euro raggranellato fuori dal carcere o per i corridoi prima delle udienze. E' gia' molto quanto si riesce a concordare un acconto e a farselo dare. Soltanto i piu' giovani cascano nella trappola: "avvocato, ho dei soldi nascosti e quando esco la pago". Di solito ci provano gli spacciatori. C'e' ancora qualcuno che crede che le grandi aziende scelgano i legali per i risultati ottenuti e le capacita' e non per lottizzazioni para-politiche? E poi esiste un parametro dei risultati? E' meglio un patteggiamento a 500 euro o un'assoluzione dopo tre gradi di giudizio a 5.000 euro?

5) Riti alternativi. In USA 30 anni di galera diventano 6 mesi di liberta' vigilata con un patteggiamento. In italia si deve scegliere fra sei mesi con la condizionale patteggiati contro otto mesi con la condizionale dopo la cassazione. Il criterio di scelta diventa la parcella dell'avvocato, quando la si paga e cioe' quasi mai. Ve lo immaginate il sistema americano in Italia? Orrore: sconti ai criminali! Sfuma la certezza della pena! Gia' mal si tollera il giudizio abbreviato, che rende utilizzabili da parte del giudice tutti gli atti - spesso viziati - di indagine - spesso unidirezionale - compiuti dal P.M. e dalla polizia giudiziaria, in cambio del modesto sconto di pena di cui sopra, spesso vanificato partendo da una pena base piu' alta. Ad esempio condanna a quattro anni in giudizio ordinario, in giudizio abbreviato pena base sei anni meno un terzo uguale quattro anni. La stangata non cambia. Esempio di legge fatta senza sapere di cosa si sta parlando: eliminazione del pattaggiamento in appello. In realta' il patteggiamento in appello non e' mai esistito, e' un'invenzione della prassi. Io rinuncio a chiedere l'assoluzione e il P.M. conclude come me per un ritocco della pena. Si poteva fare e si continua a fare anche oggi, posto che nulla mi vieta e mi puo' vietare di rinunciare alla mia impugnazione (e' un mio diritto farla come non farla) e nulla obbliga il P.M. a concludere diversamente da me (sulle sue richieste comanda lui). Cio' che e' cambiato e' che e' stata eliminata la corsia preferenziale (camera di consiglio) per questo tipo di processi e cosi' l'imputato continua, forse, a guadagnarci e lo stato non ha nulla in cambio.-

6) Tempi e prescrizione, venendo all'argomento della presente discussione. E' possibile che esistano dei processi tanto complicati da non poter essere conclusi nel termine di prescrizione. Io non li ho mai visti. La prescrizione e' frutto di due fattori, a volte concomitanti: la negligenza e la precisa volonta'. A me e' capitato che per tre volte di seguito il P.M. notificasse gli atti al precedente difensore di ufficio, nonostante io avessi regolarmente da mesi depositato la mia nomina. E' stato un caso se l'imputato ha saputo che si stava celebrando un processo a suo carico. Per tre volte il giudice ha rinviato gli atti al P.M. perche' notificasse nel posto e alla persona giusta. La terza volta il reato si e' prescritto. Nota di costume: si trattava di una truffa, se il processo avesse seguito un corso regolare il mio cliente avrebbe risarcito il danno in cambio di una remissione di querela. La persona offesa non ha visto un centesimo. Seconda ipotesi: reato di truffa, falso in assegno e ricettazione di assegni rubati commesso nel 1996, avviso di conclusione delle indagini notificato nel 2002, nel 2006 il difensore chiede al P.M. a che punto e' il fascicolo e si scopre che e' ancora giacente presso l'ufficiale di polizia giudiziaria che ha eseguito la notifica nel 2002, oggi 2009 e' ancora giacente.L'art. 477 del codice di procedura penale prevede che: "quando non e' assolutamente possibile esaurire il dibattimento in una sola udienza, il presidente (giudice) dispone che esso venga proseguito nel giorno seguente non festivo". Mai visto. Il fatto e' che, nella mia esperienza, la prescrizione matura il piu' delle volte nel corso delle indagini preliminari oppure fra primo e secondo grado e cioe' proprio nella fasi in cui il potere del magistrato e' massimo e quello del difensore e' minimo. Il difensore infine ha ben pochi mezzi per tirare in lungo, anche se cio' molte volte farebbe piacere. La legge e soprattutto la giurisprudenza hanno infatti sancito la sospensione del decorso della prescrizione, per quasi ogni ipotesi di rinvio per interesse dell'imputato e poi non e' mica tanto facile ottenere un rinvio. Mi e' stato rigettato un rinvio per trattative con la persona offesa, ho patteggiato e anche qui il soggetto danneggiato e' andato in bianco. La legge sul processo breve a mio avviso non cambierebbe nulla. Si limita a spezzare per gradi quello che era un termine complessivo. Nella mia esperienza due anni bastano e avanzano per ogni grado, salvo i casi patologici di cui sopra, ma se non si vuole fare...