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La linea sulla sabbia ...

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Faccio alcune domande sul ddl. Nella relazione che segue le varie modifiche alle leggi si legge che "Lo stato italiano è, infatti, quello che subisce il maggior numero di condanne da parte della Corte europea sui diritti dell'uomo per l'eccessiva durata dei processi". E' vero questo? Se sì, questo ddl non potrebbe essere usato come un palliativo TEMPORANEO che potrebbe alleggerire il compito di tribunali ecc., in attesa di alcune riforme strutturali che migliorino l'efficienza di tutto il corpo della giustizia? Ovviamente con questo non sto dicendo che questo sia il vero scopo di BS, non sono passato dal PdL al PD per difenderlo, però mi piacerebbe vedere un'interpretazione più oggettiva possibile.

 

Edit: Scusate, avevo letto solo questo articolo e non quello di Axel, mea culpa.

questo ddl non potrebbe essere usato come un palliativo TEMPORANEO

In genere quando si usano i palliativi il paziente muore.

giusto il tempo di estinguere istantaneamente i processi su alcuni tra i piu' grandi crack finanziari della storia della finanza?

"Lo stato italiano è, infatti, quello che subisce il maggior numero di condanne da parte della Corte europea sui diritti dell'uomo per l'eccessiva durata dei processi". E' vero questo?

Certo che e' vero, lo Stato italiano ha il sistema giudiziario piu' disastroso e lento della UE e le condanne all'Italia per i suoi malfunzionamenti, primariamente la lunghezza dei processi, tipicamente superano di numero quelli di tutti gli altri Stati eueopei insieme.

Avere uno Stato disastroso pone ottime premesse per favorire danni se possibile ancora piu' gravi.

A parte l'ignobile indulto, votato anche da FI, mi chiedo cosa abbia fatto concretamente il centro-sinistra per migliorare il funzionamento della giustizia.  Un provvedimento e' stato preso a dire la verita' e non mi ricordo se sia stata la destra o la sinistra: e' stato aggiunto un ente italiano che agisce da filtro tra l'Italia e la Giustizia europea per rendere piu' lento e piu' difficile incassare gli indennizzi che conseguono dalle condanne europee: una toppa indecente indicativa delle capacita' legislativa italiana.

lo Stato italiano ha il sistema giudiziario piu' disastroso e lento della UE e le condanne all'Italia per i suoi malfunzionamenti, primariamente la lunghezza dei processi, tipicamente superano di numero quelli di tutti gli altri Stati eueopei insieme

Colgo l'occasione per segnalare che l'organo che si occupa di questa materia è la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, organismo giurisdizionale del  Consiglio d'Europa, l'"altra" organizzazione sovranazionale europea (ma io non la considero affatto secondaria), fondata nel 1948. Ha il compito di conoscere sui ricorsi avverso le violazioni della Convezione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali, fatta a Roma il 4 novembre 1950.

E' la stessa Corte che si è pronunciata sul caso dei Crocifissi nelle Aule.

Forse incuriositi da quella sentenza, Berlusconi & Co. sono andati a documentarsi, e hanno scoperto che l'Italia si batte testa a testa con la Turchia per il numero delle cause trattate (e delle condanne). La gran parte viene appunto dalla lunghezza dei processi (lenght of proceedings), come si può evincere dalle documentate statistiche raccolte in questo Report (dovete andare a pag. 12 e 13, e girare il monitor - o, meglio, usare il pulsantino apposito del vostro Reader). Buona lettura e documentazione.

Ah, mi dimentavo di rammentare che al Consiglio d'Europa si arrivò per iniziativa di Churchill. E' forse l'unica istituzione sovranazionale europea che gl'Inglesi sentono veramente.

RR

 

 

È vero questo?

Sì è drammaticamente vero.

 

Se sì, questo ddl non potrebbe essere usato come un palliativo TEMPORANEO che potrebbe alleggerire il compito di tribunali ecc., in attesa di alcune riforme strutturali che migliorino l'efficienza di tutto il corpo della giustizia?

Per rendere più veloci i processi si dovrebbero fare una serie di riforme e di interventi legislativi ed organizzativi che, adesso, non sto ad elencare, la lista sarebbe lunga. Ci sarebbero, comunque una serie di modifiche immediate e a costo zero che garantirebbero un’immediata velocizzazione della macchina. Una di esse sarebbe quella di abolire il processo agli irreperibili, cioè processi a fantasmi che non si possono nemmeno difendere. Intasano la giustizia e costano, perché gli avvocati difensori che, fra l’altro, non sono nemmeno in grado di svolgere bene il loro lavoro, vengono pagati dal contribuente, per non parlar dei costi indotti quali le notifiche, il servizio stenotipia, i testimoni che si spostano ecc.

L’abolizione del processo agli irreperibili, la chiede la magistratura, la condividono anche gli avvocati e, (indovina un po?) ce l’avrebbe imposta la Corte europea dei diritti dell’uomo. All’epoca c’era un certo tizio, mi sfugge il nome, presidente del consiglio. Cosa ha fatto? Ha previsto che il processo si faccia lo stesso e che, se, in ipotesi, si dovesse trovare l’imputato, questi abbia diritto a rifarlo in Corte d’appello, ove dimostri di non esserne stato a conoscenza incolpevolmente…

Non credo di voler aggiungere molto altro sul profondo desiderio dei governanti di conformarsi alla volontà della CEDU.

 

 

Ok, grazie mille per il chiarimento. So che sembrava una domanda abbastanza stupida, soprattutto dato il contesto nel quale si inserisce questo ddl, ma però mi sono chiesto: "se questa riforma l'avesse fatta Di Pietro, si sarebbe potuta dire la stessa cosa, cioè che è inutile e dannoso?"

se questa riforma l'avesse fatta Di Pietro, si sarebbe potuta dire la stessa cosa, cioè che è inutile e dannoso?

Secondo me si'.

Ma secondo me AdP non avrebbe proposto una cosa del genere - come minimo l'avrebbe congegnata molto meglio, il che e' tutto dire.