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Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

6 commenti (espandi tutti)

premesso che non mi occupo di clima provo a buttare lì qualche risposta:

A1) È verissimo che i modelli metereologici e climatologi sono molto complessi e fortemente non lineari, tuttavia non siamo così sprovveduti da usare questi modelli senza farne mille test di tutti i tipi. Non so quali siano i test a cui sono abituati gli economisti ma in fisica (l'idrodinamica è una branca della fisica anche se la climatologia si può a buon diritto considerare una disciplina saparata) di metodi per verificare robustezza ed affidabilità di un modello (nonché per propagare gli errori in modo da poter stimare con cura le incertezze) ce ne sono a bizeffe.

A2) Premesso che non mi è chiarissimo cosa tu intenda per "ricorsivi" (in meccanica statistica un sistema ricorsivo è un sistema che, attendendo un tempo sufficiente, ritornerà nel suo stato iniziale) ma mi pare di capire che tu ti preoccupi per la mancata inclusione della "variabile umana". Direi che, fin quando si studia cos'è successo fino ad oggi, questo non è un problema. Alla fin fine dire che c'è stato o meno un aumento sensibile della temperatura è indipendente dal sapere cosa faranno domani gli abitanti dell'Alaska. Diventa invece importante includerlo se si vogliono fare previsioni. In quest'ottica la procedura standard in fisica è quello di creare degli scenari dove i vari parametri assumono valori diversi (anche variabili nel tempo). Per esempio posso vedere cosa mi dice il mio modello su come evolverà il clima assumendo che l'emissione di CO2 aumenti con i ritmi attuali e poi vedere cosa succederebbe se aumentasse coi ritmi previsti da un dato modello economico ecc. Accoppiare il modello fisico al modello economico invece è, per quanto concettualmente possibile, molto più complesso e mi fa piacere sentire che ci siano persone che ci stanno provando. Tuttavia non mi sembra assolutamente fondamentale. La climatologia ti dice che, se i parametri nel prossimo futuro saranno queste, le probabilità (qui si parla SEMPRE di probabilità, il determinismo nello studio dei sistemi complessi è una chimera) che succeda questo o quello sono queste o quelle.

A3) Qui temo che bisognerebbe andarsi aleggere gli articoli specifici sui vari modelli. Una cosa però te la posso dire con certezza: bisogna preoccuparsi quando l'errore non è riprtato nella simulazione, se l'errore è riportato allora è sempre riportato anche il metodo col quale lo si è ottenuto e, tipicamente, questi metodi sono validi fino a prova contraria.

B1) Certo, è sempre possibile che il modello sia sbagliato. Questo è vero sempre ed in qualunque disciplina. Le equazioni Maxwell potrebbero anche essere un modello sbagliato per descrivere i fenomeni elettromagnetici ma questo non è un buon motivo per non affidarsi alle loro previsioni fintanto che non si trovi un modello migliore (rasoio di Hoccam).

B2) Vedi A3

C) Vorrei condividere il tuo ottimismo. Purtroppo svariati anni di ricerca scientifica mi hanno insegnato che i miracoli non avvengono e che non troveremo una fonte di eneregia pulita ed economica solo perché sarebbe profittevole averne una. Purtroppo la natura se ne infischia abbastanza di cosa noi vogliamo e cosa noi non vogliamo e l'evoluzione tecnologica deve sottostare a precisi vincoli imposti dalla fisica. Certo, magari fra una settimana arriverà la notizia che la Bubble Fusion funziona e che possiamo generare megawatt di energia dall'acqua in bottiglia ma, franbcamente, non ci farei affidamento. È decisamente più probabile che le tecnologie di produzione energetica pulita (o quasi-pulita) che arriveranno nei prossimi 20 anni siano infinitamente più costose e scomode di quelle attuali. Purtroppo però dovremo affidarci a quelle.

Premetto che sto cercando di capire più nei dettagli i modelli usati nella modellizzazione del clima, e.g. General Circulation Model ( so called ”GCM”).

A1) È verissimo che i modelli metereologici e climatologi sono molto complessi e fortemente non lineari, tuttavia non siamo così sprovveduti da usare questi modelli senza farne mille test di tutti i tipi. Non so quali siano i test a cui sono abituati gli economisti ma in fisica (l'idrodinamica è una branca della fisica anche se la climatologia si può a buon diritto considerare una disciplina saparata) di metodi per verificare robustezza ed affidabilità di un modello (nonché per propagare gli errori in modo da poter stimare con cura le incertezze) ce ne sono a bizeffe.

Qui http://www.realclimate.org/index.php/archives/2005/10/modeller-vs-modeller/ puoi trovare una descrizione a parole (in particolare vedi il punto 1) dei metodi usati nella propagazione delle incertezze.

B1) Certo, è sempre possibile che il modello sia sbagliato. Questo è vero sempre ed in qualunque disciplina. Le equazioni Maxwell potrebbero anche essere un modello sbagliato per descrivere i fenomeni elettromagnetici ma questo non è un buon motivo per non affidarsi alle loro previsioni fintanto che non si trovi un modello migliore (rasoio di Hoccam).

A questo proposito potrei utilizzare le categorie di Roger Penrose per descrivere l'efficacia e "bellezza" delle teorie fisiche ma preferisco parafrasare: “Mi gioco una palla che sulla correttezza delle equazioni di Maxwell, tutte e due no ma una me la gioco”. Btw, il rasoio è di Occam e il filoso è Guglielmo da Ockham.

Chiedo venia per l'orrore di spelling che ha sfigurato il nome del buon Occam :-)

delle TRE una

Okkam

Ockam

Occam

rasoio di Hoccam e' un rasoio ad hoc usato da un omicida seriale in Olanda nel 1789

Risposta tecnica:

Premesso che non mi è chiarissimo cosa tu intenda per "ricorsivi"

Per ricorsivo intendo un sistema dinamico in cui lo stato del mondo oggi si puo' descrivere perfettamente conoscendo lo stato del mondo ieri e le decisioni che hai preso ieri (Markoviano suona meglio?)

In quest'ottica la procedura standard in fisica è quello di creare degli scenari dove i vari parametri assumono valori diversi (anche variabili nel tempo). Per esempio posso vedere cosa mi dice il mio modello su come evolverà il clima assumendo che l'emissione di CO2 aumenti con i ritmi attuali e poi vedere cosa succederebbe se aumentasse coi ritmi previsti da un dato modello economico ecc. Accoppiare il modello fisico al modello economico invece è, per quanto concettualmente possibile, molto più complesso e mi fa piacere sentire che ci siano persone che ci stanno provando. Tuttavia non mi sembra assolutamente fondamentale. La climatologia ti dice che, se i parametri nel prossimo futuro saranno queste, le probabilità (qui si parla SEMPRE di probabilità, il determinismo nello studio dei sistemi complessi è una chimera) che succeda questo o quello sono queste o quelle.

Qua sta l'errore secondo me: i parametri cambiano a seconda di come l'uomo interagisce con l'ambiente, non credi? se io invento una tecnica che prende la CO2 e la trasforma in una cosa non dannosa per l'ambiente, ecco che i tuoi scenari vanno a puttane. Se io mi adatto al clima piu' caldo e il mio benessere come essere umano aumenta perche' produco piu' grano (magari OGM in modo da avere bisogno di pochissima acqua, visto che mi sto adattando ad un mondo con meno acqua potabile, per dire) o perche' non sono depresso tutti i giorni per il tempo piovoso (ogni riferimento a fatti o cose reali e' puramente voluto :-) ), insomma che me ne fotte dei due gradi di temperatura in piu' nei prossimi cento anni? Le previsioni fatte a scenari NON TENGONO CONTO DELL'UOMO, e questo e' profondamente sbagliato, scientificamente parlando.

P.S.: qui trovate delle slides di Per Krusell sull'argomento.

Sì, Markoviano suona MOLTO meglio :-)

Francamente faccio fatica a vedere il problema che poni. È ovvio che se i parametri cambiano allora il mio scenario va a quel paese ma questo vale per qualunque disciplina e non solo per l'influenza dell'uomo. D'altra parte non è molto utile introdurre nei modelli climatici tutte le complicazioni legate all'astrofisica solo perché magari nei prossimi anni verremo investiti da una tempesta magnetica che manderà tutto a pallino.

Scopo della climatologia è di descrivere quello che è successo fino ad oggi e di fornire un metodo per fare previsioni statistiche sul futuro. Quale sia la predizione poi dipende dai parametri che si inseriscono e che non possono venire dalla climatologia stessa ma che devono provenire da altre discipline (ed es. sarà l'economia a dovermi dire se e quanto aumenterà il consumo di carbon fossile nei prossimi anni e l'ingegneria a dirmi che impatto avrà questo sulle emissioni di CO2). Dato che questi "input" non sono quasi mai dati sperimentali ripetibili e verificabili ma vengono quasi sempre da estrapolazioni e modelli sono costretto a realizzare diversi scenari per diverse combinazioni plausibili di parametri (non fate così anche in economia?).

Chiaro, se poi tu vuoi che un modello matematico, per quanto ben fatto, tenga conto dell'imponderabile (impatto del pianeta Nibiru con la terra nel 2012, invenzione della fusione fredda, sterminio della razza umana da parte di formiche intelligenti ecc) allora temo che ci resti solo la sfera di cristallo a disposizione.