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Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

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Ma il combinato effetto dell'atteggiamento di Gilestro (il global warming esiste e chi lo nega è un farabutto)

Immaginiamo tre scenari (tre per semplicita):

1. C'e' un grosso consenso tra i climatologi che tutti i dati supportino AGW. Praticamente nessuno dei lavori pubblicati riesce a supportare ipotesi contrarie e la maggiorparte delle critiche originano per ideologia sulla blogosfera e si propagano per inerzia sui media.

2. Non c'e' consenso tra i climatologi. I dati sono troppo pochi o troppo recenti. C'e' divisione nella letteratura. I media riportano correttamente la divisione.

3. Il consenso tra i climatologi e' che A, G o W non siano assolutamente supportati dai fatti. C'e' una mole di dati chiaramente indicante che la temperatura non aumenta, gas serra non aumentano o se aumentano sono naturali etc. Tuttavia, esiste una lobby di climatologi che cerca di convincere il mondo di avere ragione usando trucchi e sotterfugi. I media spaesati, riportano la divisione.

Ora tu mi stai dicendo che ti fidi della comunita' scientifica avendo esperienza come editor, pero' il fatto che io stia cercando di spiegare che ci troviamo nel punto 1 ti crea qualche perplessita'. Quello he scrivi implica, paradossalmente, che se io parlassi di uno scenario 2 tu ti sentiresti a piu agio, fino a trovare i miei dati quasi piu' convincenti. Mi metti in una situazione difficile. In alcuni contesti il detto "in medio stat virtus" semplicemente non si applica. Non posso fingere che ci troviamo nel punto 2 o 1.5 solo per venirti incontro dialetticamente. L'unica cosa che posso fare (e mi sembra di metterci tutte le mie energie) e' portarti i dati e gli strumenti di modo che tu possa vedere che ci troviamo nello scenario 1.

Ho provato ad essere il piu' chiaro possibile nello spiegare che non penso che "chi lo nega e' un farabutto". Ci sono vari livelli di fraintendimento. Le cose vanno cosi': qualcuno, solitamente dalla blogosfera, critica un lavoro, una misura una persona. Il rumore si diffonde per quei canali e la gente si indigna perche' ecco l'ennesima prova che il global warming e' una bufala. La stragrande maggioranza di queste cosiddette prove si smonterebbe con una ricerchina su google ma per inerzia si diffondono, soprattutto in base ad un certo schieramento ideologico (fox e ilgiornale riportano la notiza, etc). quasi contemporaneamente arriva la smentita ma ormai e' troppo tardi e' il danno e' fatto.

Mi sembra di aver portati esempi a riguardo. Mi scuso di non essere in grado di portare una statistica che dica quante delle controversie attorno al global warming originano dalla blogosfera e seguano questo percorso. Mi spiace non poterlo fare perche' sono sicuro che aiuterebbe ma non esiste. Posso portare altri esempi pero' (sono utili se non altro per dare giusto peso alle fonti). Questo esempio e' di ieri. Ne escono cosi' tutte le settimane. La societa' climatica della Nuova Zelanda (NIWA) pubblica il solito report periodico con nuovi dati, mostrando il solito aumento di temperatura. Un blog negazionista scrive che quei dati sono truccati, infatti si legge sul report originale che i valori di temperatura di alcune sonde sono stati "aggiustati" (adjusted) e che guardacaso dopo averli aggiustati si vede l'aumento ma non coi valori crudi! Ennesima smoking gun! La notizia si sparge per la rete su altri blog negazionisti, poi sui giornali che scrivono "Climategate: the scandal spreads". E questo e' successo solo ieri. Nel frattempo, NIWA rilascia prontamente una nota in cui dice che "aggiustamento" e' un termine assolutamente normale quando si parla di analisi dati: in particolare per quelle sonde si tratta di aggiustamenti dovuti all'altezza sul livello del mare o alla vicinanza a centri abitati/aeroporti (vedi anche qui). Se una sonda e' a 3 metri sul livello marino e un'altra e' a 128 metri sul livello marino, non si possono mettere assieme perche', lo sanno tutti che in collina fa piu' fresco che al mare e i dati devono essere aggiustati. E pero' ormai il danno e' fatto e chissa' quante persone hanno letto sul giornale che climategate non interessa solo CRU ma probabilmente il mondo intero.

Nota come in questa faccenda ci siano 4 protagonisti:

negazionisti: il blog che da' vita alla notizia. Non posso definirli scettici perche' non lo sono. Il loro blog e' professionalmente dedicato a creare notizie come questa, misinterpretazioni che si basano su parole "aggiustate" che abbiano presa sul pubblico. Talvolta cercano di dare un tono piu' serio pubblicando il post su PDF e chiamandolo paper (come in questo caso).

media ideologicamente schierati (the register.co.uk, se guardi gli altri articoli son sempre i primi a pescare queste panzane e solo queste panzane).

lettori male informati. La casalinga di voghera (o l'equivalente inglese) legge il giornale e si schifa, signora mia, che non ci si puo' fidare piu' nemmeno dei climatologi!

lo scienziato marxista che prova a raccontare come vanno le cose.

La totalita' di queste accuse arriva dalla blogosfera? No. Alcune arrivano da "istituzioni": Il Cato Institute, Hearthland Institute, Marshall Institute e altri Institute politicamente schierati. Nota che anche in questi casi raramente passano il vaglio della scienza. In alcuni casi un po' piu' seri (come il Cato institute e Pat Michaels) le posizioni sono meno drastiche - ad esempio: ok, AGW e' scientificamente provato ma non e' provato che sia dannoso.

Ora quello del NIWA e' solo un esempio ma ti chiedo di usarlo per giustificare due cose:

1. Il fatto che un blog (o un institute) che rilascia continuamente notizie tendenziose di questo tipo non puo' che essere definito farabutto e la sua credibilita' dovrebbe essere messa in discussione nei tempi a venire.

2. Immagina quanto debba essere frustrante per chi produce i dati e li diffonde (i climatologi) di vedere che le proprie ricerche considerate incredibilmente solide, hanno sui media e sulla gente eguale esposizione rispetto al primo cretino che dal blog dice: smoking gun!

e delle mails (chi non crede ciecamente nel global warming non può essere editor di una rivista scientifica) mi suscitano qualche perplessità.

Ti rimando al commento contenente i link in cui quella faccenda e' spiegata.

la gente si indigna perche' ecco l'ennesima prova che il global warming e' una bufala.

Nota come in questa faccenda ci siano 4 protagonisti:

[...]

Gilestro, ci manda una cartolina dal suo pianeta??

Sarebbe da morire dal ridere, se non continuasse a insultare chi non la pensa come lei.

Giorgio, per aiutare la soluzione di questa "polemica" ci potresti chiarire quale sia l'evidenza scientifica sul rapporto causale fra CO2 e surriscaldamento? Ho rivisto l'articolo, che glissa sulla questione, penso per la mancanza di spazio. Ma dal punto di vista di un economista, questa cosa e' cruciale. E' certo un problema "culturale" perche' voi "scienziati" siete abituati a farvi i vostri controlled experiments, mentre noi "economisti" non vediamo come questo sia possibile nel laboratorio terracqueo. 

Insomma la comunita' scientifica il cui consenso tu riporti e' cosciente della differenza fra correlazione e causalita', dei modi per identificarle, e quali sono gli studi che l'hanno fatto? Te lo chiedo non per alimentare la polemica, spero sia charo, ma perche' un economista non verra' mai convinto da quei  grafici. 

 

 

Giorgio, per aiutare la soluzione di questa "polemica" ci potresti chiarire quale sia l'evidenza scientifica sul rapporto causale fra CO2 e surriscaldamento?

Partiamo da una constatazione e cioe' che la fisica non e' come la biologia perche' la biologia si basa quasi esclusivamente su supporto empirico, invece la fisica ha, in aggiunta, anche un fortissimo supporto teorico. Tantissima della fisica che si studia sui libri di testo gode di entrambe: puoi descrivere il moto dei corpi celesti derivando formule da osservazioni e poi puoi usare le formule in altri contesti per testare il tuo modello. Questo vuol dire che sappiamo bene quali sono le leggi che regolano il moto dei pianeti all'interno del sistema solare senza avere mai avuto la necessita' di ricreare in laboratorio l'intero sistema solare.

Pensare che la prova che la CO2 scaldi la atmosfera sia impossibile perche' non si puo' riprodurre una atmosfera 1:1 in laboratorio, e' analogo a pensare che i moti planetari non possano essere capiti perche' non possiamo ricostruire un sistema solare 1:1 in laboratorio.

L'effetto serra e' una realta' per la fisica talmente solida che non lo trovi tanto nelle reviews come quella che ho linkato proprio perche' e' praticamente dato per scontato. Forse ho fatto anche io lo stesso errore dando per scontato qualcosa che per altri lettori scontato non e'. Provo a rimediare ma farti un riassunto delle evidenze in questa sede e' oggettivamente impossibile perche' arrivano da tutti i fronti.

La sostanza e': se aumenti la CO2 nell'atmosfera, ti devi aspettare un aumento di temperatura. Qui trovi una storia dell'effetto serra che va indietro fino a Fourier e via verso climate change. Secondo manca un po' dei dati spaziali pero', che sono state of the art della ricerca sull'effetto serra. Questi sono UARS (dal 1993 al 2005) e EOS aura

I primi modelli che collegassero l'aumento di CO2 all'aumento di temperatura sono stati avanzati nel 1970 e questo usando soltanto meno di dieci anni di raccolta (di pochi) dati: gia' il modello degli anni 70 si e' rivelato pero' molto accurato e ha predetto con margine utilissimo esattamente l'andamento che abbiamo oggi, sapendo pochissimo dei valori strumentali degli altri fattori.

Stilare un modello e poi testarlo e' un modo assolutamente legittimo di fare scienza che non ha nulla da invidiare all'esperimento "controllato" che puo' fare un biologo. I modelli climatici attuali hanno due componenti: una naturale (principalmente composta da sole, eruzioni vulcaniche, nuvole, albedo, ENSO (= El Nino and southern oscillations) e una antropogenica (modellamento dell'effetto sera basato sulle rivelazioni strumentali dei gas serra). Il riscaldamento degli ultimi 150 anni (misurato col termometro) si spiega benissimo usando questi modelli. Il motivo percui gia' i modelli del 1970 facevano un buon lavoro e' che la componente umana e' cosi' piu' importante di quella naturale che pur togliendo tutti gli eventi naturali spieghi l'80% dell'aumento; togliendo invece la componente antropogenica e lasciando solo gli eventi naturali spieghi solo il 20% dell'aumento (10% il sole, 10% tutto il resto). I modelli naturali spiegano da soli l'andamento precedente la societa' industriale (per quanto ci sia un margine di errore piu' ambio per via dei dati).

Considera che i modelli climatici attuali sono talmente utili che non solo riescono a ricapitolare benissimo l'aumento di temperatura osservato negli ultimi 50-100 anni, ma riescono addiritura a tracciare le differenze geografiche con una risoluzione di circa 200 Km (grid).

In pratica il percorso logico qui e':

1. esiste una cosa chiamata effetto serra che scalda l'atmosfera

2. l'effetto serra e' causato da gas serra. ogni gas scalda con una dinamica diversa (diversa radiative forcing)

3. CO2 e' il principale gas serra (non il principale fattore serra, che' quello e vapore).

4. La teoria qundi ci dice che aumentando la concentrazione di gas serra, dovrebbe aumentare la temperatura. Questo spiega la temperatura di superficie (Terra vs Luna vs Venere ad esempio).

5. Bruciare carboni fossili produce CO2

6. Circa meta' della CO2 bruciata finisce in atmosfera, quindi, se i nostri calcoli sono giusti, dovremmo aspettarci un aumento di temperatura. L'aumento di temperatura atteso dovrebbe avere un andamento di tipo X.

7. Non solo l'aumento di temperatura c'e' ma riusciamo a ricostruirlo coi nostri modelli molto accuratamente, non solo a livello globale ma con una buona approssimazione geografica fino a 200km di risoluzione.

8. Lavorare per migliorare i modelli di modo da aumentare la risoluzione geografica e temporale.

La parte uno del quarto rapporto IPCC (Climate Change 2007: the physical science basis) contiene spiegazioni piu' accurate. Queste invece sono tutte video-lectures per non scientific majors di uno che si occupa esattamente di CO2.