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Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

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Temperatura media non vuol dire temperatura costante. Anche in Antartide ci sono dei minimi (fino a -90) e dei massimi (fino a +15) a seconda delle stagioni e la posizione. Se la temperatura va sopra lo zero il ghiaccio inizia a sciogliersi. Aggiungici che: 1) i poli sono le regioni in cui l'aumento e' stato piu' consitente (5-10 volte rispetto il resto del pianeta) 2) il ghiaccio non si deve sciogliere in necessariamente in loco (nel 2005 si e' staccato un pezzo grande come la california) 3) in Antartide le precipitazioni sono scarsissime.

Per quanto i poli si stiano sciogliendo piu' rapidamente di quanto previsto, il rischio piu' a breve termine deriva comunque dallo scioglimento della Groenlandia (molto piu' rapido) e dei ghiacciai.

Il punto due è irrilevante per il livello dei mari.

Se un pezzo si stacca è perchè galleggiava: il che implica che sciogliendosi non aumenta il volume dell' odeano di un centimetro cubo: il volume in eccesso è quello emerso.

Per curiosità, di che blocco di ghiaccio parli? Io (in 10' di google) ho trovato solo references del Larsen B,grande come il Rhode Island,ossia 1/100 della California, sciolto nel 2002 e di uno più piccolo in Canada sciolto nel 2005, l' Ayles.

In ogni caso, mentre purtroppo non ho avuto e non ho tempo per leggermi ora la documentazione che hai linkato, resto scettico sulla questione per motivi analoghi a quelli di Michele e Antonio:

  1. la stima dell' influenza umana sulla composizione dell'atmosfera è una questione estremamente complessa, e che riguarda poco i climatologi in quanto tali e più ingegneri, agronomi e biologi, ciascuno dei quali è competente per una parte minuscola della questione.
  2. con tutto il rispetto per i climatologi, anche il sistema che si trovano a modellare è estremamente complesso, ed ho qualche dubbio sulle capacità previsionali dei vari modelli a prescindere da quanto possano essere accurati per descrivere la situazione attuale.
  3. La mia esperienza mi dice che sciogliere il ghiaccio di superficie è un processo lento, specie in posti come Groenlandia e Antartide: nelle zone centrali se anche sciogli un po' di ghiaccio di giorno si ghiaccia la notte a pochi metri di distanza.Al mio paese (500m sul livello del mare, nel bresciano) i mucchi di neve dovuti ai 20 cm che cadono in inverno, finchè non piove durano mesi, nonostante quasi tutti i giorni si superino i 10°.Quindi, se mi dicono che nei prossimi 50 anni buona parte della groenlandia starà stabilmente sopra zero comincio a preoccuparmi, se parliamo di una manciata di gradi in più di temperatura media mi aspetto che ne siano influenzate giusto le zone più a sud e vicino al mare.

Inoltre, se davvero il riscaldamento è rapido, sostanzialmente antropogenico e catastrofico, temo che non possiamo farci nulla.Indiani e cinesi, come molti altri, stanno finalmente cominciando a vivere bene, quindi consumare, bruciare e produrre gas serra. Anni fa qualcuno chiese ad un ministro indiano cosa intendesse fare per ridurre le emissioni: ovviamente rispose che non aveva nessuna intenzione di far nulla che potesse rallentare lo sviluppo economico indiano.Ossia nulla di nulla. Leggo che i cinesi sono stati molto più diplomatici, e son convinto che cercheranno di espandere le loro produzioni di tecnologie "verdi" (mi pare che già oggi siano tra i principali produttori di turbine eoliche e pannelli solari), ma anche il contributo della Cina è destinato a crescere con la sua economia. Inoltre molte produzioni (tipo l'acciaio) lasciano l'europa anche a causa delle normative ecologiche: non dico che sia un male, ma mi chiedo fino a che punto la popolazione sia disposta ad appoggiarle.

"Inoltre molte produzioni (tipo l'acciaio) lasciano l'europa anche a causa delle normative ecologiche: non dico che sia un male, ma mi chiedo fino a che punto la popolazione sia disposta ad appoggiarle."

Questo fenomeno si chiama in gergo "carbon leakage": mi tassi sulle emissioni in Europa? Io chiudo l'acciaieria e ne apro una in un paese che non mi tassa, e poi importo direttamente i semilavorati (bramme, billette, coils...). Risultato: le emissioni ci sono lo stesso, in un altro paese ma sempre sullo stesso pianeta, gli operai dell'acciaieria europea perdono il lavoro e si inc... quelli dell'acciaieria extra-europea trovano un lavoro sicuro e probabilmente ben retribuito e sono contenti. 

Si tratta di un fenomeno lento, poichè molte industrie energy intensive sono anche capital intensive e una volta costruito l'impianto non hai voglia di smantellarlo, ma è già in corso da anni. Ben pochi di questi impianto sono stati costruiti nell'area OCSE negli ultimi venti anni.

Non so se sia giusto o no, mi chiedo: "è questo il nostro obiettivo"?

 

Il punto due è irrilevante per il livello dei mari. Se un pezzo si stacca è perchè galleggiava: il che implica che sciogliendosi non aumenta il volume dell' odeano di un centimetro cubo: il volume in eccesso è quello emerso.

Non e' vero. Il ghiaccio si stacca dallo shaft che sta sulla terra ferma e finisce in mare. Le coste dell'antartide sono (come tutte le coste) piu' calde del resto del continente.

Per curiosità, di che blocco di ghiaccio parli?

NASA Finds Vast Regions of West Antarctica Melted in Recent Past

mentre purtroppo non ho avuto e non ho tempo per leggermi ora la documentazione che hai linkato, resto scettico sulla questione

Mi dispiace Marcello ho deciso che non rispondo piu' a domande che iniziano con questa premessa. Anche per me il tempo e' una risorsa e mi sembra di avercela messa tutta. Ad ogni modo i tuoi punti 1,2 e 3 sono riassumibili in "non mi fido delle competenze di chi si occupa di queste cose perche' secondo me e' troppo complicato" quindi non credo che ci sia nulla che posso fare o dire per farti cambiare idea a questo punto.

Il punto due è irrilevante per il livello dei mari. Se un pezzo si stacca è perchè galleggiava: il che implica che sciogliendosi non aumenta il volume dell' odeano di un centimetro cubo: il volume in eccesso è quello emerso.

Non e' vero. Il ghiaccio si stacca dallo shaft che sta sulla terra ferma e finisce in mare. Le coste dell'antartide sono (come tutte le coste) piu' calde del resto del continente.

Questo non invalida completamente il mio argomento: fino a che distanza dalla costa succede in modo apprezzabile? 1 km? 10? l' Antartide è un continente.

Per curiosità, di che blocco di ghiaccio parli?

NASA Finds Vast Regions of West Antarctica Melted in Recent Past

Parla di neve sciolta, non di icebergs (grasseti miei)

The observed melting occurred in multiple distinct regions, including far inland, at high latitudes and at high elevations, where melt had been considered unlikely. Evidence of melting was found up to 900 kilometers (560 miles) inland from the open ocean, farther than 85 degrees south (about 500 kilometers, or 310 miles, from the South Pole) and higher than 2,000 meters (6,600 feet) above sea level. Maximum air temperatures at the time of the melting were unusually high, reaching more than five degrees Celsius (41 degrees Fahrenheit) in one of the affected areas. They remained above melting for approximately a week.

Quindi per una settimana si è sciolta un po' di neve, che poi è righiacciata. Prova il riscaldamento, dubito possa avere effetti sui livelli dei mari, perfino se la temperatura fosse stata a 5° per tutta la setimana senza gelate notturne.

Mi dispiace Marcello ho deciso che non rispondo piu' a domande che iniziano con questa premessa.

fair enough.

i tuoi punti 1,2 e 3 sono riassumibili in "non mi fido delle competenze di chi si occupa di queste cose perche' secondo me e' troppo complicato"

Grosso modo si, soprattutto per il numero di discipline coinvolte.Coordinare un team di decine di esperti dei vari aspetti tenendo bassi rumore di fondo ed influenze politiche è un po' complicato.Comunque era una precisazione per chi diceva 'l' hai letto su focus'.

Quindi per una settimana si è sciolta un po' di neve, che poi è righiacciata. Prova il riscaldamento, dubito possa avere effetti sui livelli dei mari, perfino se la temperatura fosse stata a 5° per tutta la setimana senza gelate notturne.

Infatti, era per provare al barone che il ghiaccio si scioglie anche quando si trova ad una temperatura media di -30. Infatti ho anche scritto che

Per quanto i poli si stiano sciogliendo piu' rapidamente di quanto previsto, il rischio piu' a breve termine deriva comunque dallo scioglimento della Groenlandia (molto piu' rapido) e dei ghiacciai.

infatti l'antartide non rappresenta un rischio con gli scenari ricorrenti anche perche' se i modelli attuali dicessero che l'antartide si dovesse sciogliere ce l'avremmo nel culo in maniera tale da non stare nemmeno a parlarne. L'antartide sta andando incontro a cambiamenti climatici notevoli ma, ripeto, non e' la preoccupazione sulla base di cio' che sappiamo adesso e le dinamiche antartiche rimangono omeostatiche tanto che il contributo del ghiaccio antartico sul livello marino coi modelli attuali e' stimato essere meno di 1 millimetro. Il contributo della groenlandia da sola si misura in metri.

Grosso modo si, soprattutto per il numero di discipline coinvolte. Coordinare un team di decine di esperti dei vari aspetti tenendo bassi rumore di fondo ed influenze politiche è un po' complicato

Ti assicuro che e' molto meno complicato di quanto tu possa immaginare. Tutto cio' di cui hai bisogno e' un un punto di incontro. Esempio: uno che studia la genetica del moscerino della frutta puo' non non solo capire ma addiritura contribuire allo scenario sperimentalmente. In questo studio "Global Genetic Change Tracks Global Climate Warming in Drosophila subobscura" si usa il tasso di ricombinazione cromosomica di un moscerino della frutta come proxy per il riscaldamento globale. Ognuno fa la sua parte.

sarò un naziscettico, ma dubito fortemente che uno strato di ghiaccio di un paio di km di spessore possa essere influenzato da una temperatura dell'aria di +15° tenuta per qualche settimana (e vorrei capire anche COME ci potrebbe essere una temperatura di +15°C sopra 2 km di ghiaccio compatto, tra l'altro). forse se ne può fondere qualche mm, nel giro dei sei mesi dell'estate antartica (o polare, o groenlandese), ma lo scioglimento sarebbe al disotto perfino della marginalità, totalmente irrilevante, e porterebbe a nient'altro che a ghiacciare di nuovo nel giro di pochissimo, con un impatto sul livello dei mari prossimo allo zero.

quanto agli iceberg, altro non sono che saracchi di ghiacciai che normalmente scaricano in mare, spinti dal ghiaccio più a monte. una volta che galleggiano, non vanno a influire sul livello dei mari, e mi consta che ne viaggino per gli oceani da qualche centinaio di milione di anni, senza per questo influire minimamente sul livello dei mari.

IMHO, naturalmente