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Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

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[...] gli intellettuali devono comprortarsi da intellettuali e muovere critiche precise, basate sui loro preconcetti - è inevitabile - ma non sulle sensazioni...

[...]

2) Gli "scienziati" hanno un'ideologia diversa dagli economisti - oltre ad avere una affinità maggiore alla materia, che si traduce automaticamente in una maggiore acquisizione di informazioni a riguardo.

Mi contraddico? Ebbene si, mi contraddico!

Vedi, io capisco che tu non capisca e non veda il problema con le tue due affermazioni precedenti (ed anche quella sotto 1), ma Aldo è grandino e non ha bisogno di difensori d'ufficio).

Purtroppo lo capisco.

Ma è proprio il capirlo ed il leggere stronzate (sì: "esse ti erre o enne zeta a ti e") come quella in 2) che mi fa dubitare alquanto che NON vi sia pregiudizio ideologico e conformismo intellettuale in questa levata di scudi di fronte alla lesa maestà "A"!

P.S. Che poi uno riesca a contraddirsi cosi palesemente nello spazio di 4 righe (senza accorgersene) è indizio d'altre cose, ma è solo un indizio, inutile farci sopra delle teorie.

Professor Boldrin,

Rustichini ha appena scritto un ottimo intervento a rettificare il suo precedente: stranamente, muove critiche precise.... (e l'intervento e' molto piu' divertente del precedente).

Vero che non vedo le mie contraddizioni - O QUASI, perche' ho anche specificato che la comunita' scientifica dei climatologi ha una ideologia che dovrebbe facilitare la scoperta di un GLOBAL COOLING invece che di un global warming... Mentre quello che mi e' sfuggito e' il SUO punto (non espresso, ed effettivamente piu' forte del mio) che gli scienziati tendono a pensare in termini di teoria, e quest'ultima - in questo caso - prevede un global warming al 100%.

Beh, alla fine ho finalmente razionalizzato perche' gli scienziati sono sempre visti come arroganti e spocchiosi. 

a rettificare il suo precedente

??

Avendolo letto e "editato" dubito alquanto vi siano rettifiche nel pezzo di Aldo.

Se poi non capisci dove sia la contraddizione nelle tue asserzioni, cosa vuoi che ci faccia io?

Ok, siccome io ho questa cosa delle "tre volte" e tu sei solo alla seconda, ci riprovo.

La contraddizione sta, figliolo, che mentre prima invochi che le nostre "sensazioni" (whatever that means) non dovrebbero influenzare la nostra attività di ricerca, poche righe più sotto, in 2), ti lasci andare alle tue impressioni del tutto gratuite su chi siano gli scienziati e chi no ed in che senso siano diversi dagli economisti. Avendo essi un'affinità diversa alla materia (ma quale? La discussione è completamente di statistica e matematica, figliolo!) essi raccolgono più dati, e via dando giudizi che non si capisce su cosa si fondino se non, appunto, le tue sensazioni. And thereby the contradiction.

Sai perché la gente sta zitta, qualche volta? Perché studia. Poi, dopo aver studiato, parla.

Lei "castiga" come un matto, professor Boldrin,

Ma e' anche una persona estremamente corretta e questo vorrei sia chiaro, lo apprezzo molto.

Ho effettivamente reputato quelle mie "sensazioni" come veri e propri assiomi: se la generalizzazione che postula l'affinita' degli scienziati per le materie che studiano e' fallace, allora cado proprio dalle nuvole, come un novellino.

Non concordiamo su di Rustichini, perche' ha ripetuto il suo precedente articolo, ma includendo accuse precise che richiamano fatti, avvenimenti, dati, persone in un quadro organico e coerente... Ovvero, ha "rettificato" il pezzo precedente, il quale attaccava una teoria scientifica ormai istituita - cosa di per se assolutamente legittima - con un supporto lacunoso e confusionario: apparendo inevitabilmente, anche un po' dolorosamente, fratello (seppur maggiore!) di altri sterili, controproducenti attacchi a nozioni ritenute acquisite...