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Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

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3. rendere lentamente ma certamente più costoso il petrolio, ed i fossili in generale, funziona da pre-emptive strike contro questa banda di buzzurri, da un lato, e per "accompagnare" il nostro sviluppo e quello di Cina ecc. rendendolo possibile nel lungo periodo. Forse leggermente più lento ora, ma più duraturo e continuo nel lungo. A mio avviso stiamo investendo troppo poco in altre fonti, nucleare SOPRATTUTTO. Credo solo facendo salire lentamente ma sicuramente il prezzo del petrolio e dei fossili renderemo incentive-compatible l'investimento sul nucleare di cui abbiamo bisogno. Questo, poiché rende solo nel lungo periodo, ha bisogno di un path di prezzi futuri crescenti e abbastanza "certi", cosa che al momento non mi sembra essere.

 

Perdonami, non capisco chi dovrebbe tassare cosa esattamente.

1) Quale pensi possa essere una "massa critica" sufficiente per avere "effetti benefici" a livello aggregato? In altre parole:il "noi" è lo stesso che hai usato nel resto del commento (≈USA+Canada+Western Europe+Japan)?  Sono questi governi che dovrebbero coordinarsi e cominciare a tassare idrocarburi e simili? Pensi che gli USA dovrebbero/potrebbero cominciare una strada del genere da soli oppure no?  Trattandosi di politiche fiscali e politiche energetiche, vedo problemi di coordinazione notevoli.

 

...per "accompagnare" il nostro sviluppo e quello di Cina ecc. rendendolo possibile nel lungo periodo.

 

2) Cosa c'entra qui la Cina?  Coordinare un'azione come quella da te proposta con stati come Cina o India mi pare impossibile. Né il segnale può arrivare dal "mercato" sottostante: come tu stesso scrivi,  quello è  in mano ad "una banda di oligopolisti con interessi strategici sostanziali, e non allineati con i "nostri"."  Quindi: nel tuo "modello" tassa anche la Cina? Cosa succede se invece la Cina non tassa e il mondo occidentale tassa?  per usare la stessa terminologia del punto (1): la "massa critica" che hai in testa include la Cina?

Grazie

Poiché il modello di consumo corrente di petrolio è in parte basato su sprechi evidenti (automobili che consumano troppo, congestione del traffico, riscaldamento inefficiente, ecc.) vi sono ampi spazi per studiare un sistema di tassazione che non danneggi il sistema economico: Ovviamente non vi sono imposte che non generino qualche scontento, in questo caso l'importante è avere ben chiaro l'obiettivo finale. Ad esempio, se guardiamo il caso dell'Italia si nota che il sistema economico non è più autosostenibile (ovvero la bilancia commerciale segnala uno squilibrio) per prezzi del petrolio inferiori a quelli attuali (qualcuno si potrebbe divertire a calcolare un prezzo del petrolio "sostenibile" per l'Italia). Chiaramente il sistema non va in tilt per un piccolo deficit commerciale, ma quello è un segnale importante da saper cogliere in anticipo. Lo stesso varrebbe a maggior ragione per gli Usa se non ci fosse il signoraggio del dollaro. Le bilancie dei pagamenti di molti paesi sarebbero le prime a beneficiare di una razionalizzazione dei consumi.