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Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

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Una precisazione: almeno in Italia, il grosso del consumo di olio combustibile è per riscaldamento/autotrazione (immagino), comunque non per produrre elettricità. L'energia impiegata nelle centrali è circa il 36% del totale, ma di questa solo il 5% viene da olio combustibile (per contro, i prodotti petroliferi rappresentano il 41% del totale).  [Dati statistici TERNA 2008 (da MSE, bilancio energetico nazionale)]

Quindi interventi drastici sul settore del trasporto, e sull'efficienza energetica degli edifici avrebbero le loro ripercussioni sui consumi di petrolio. 

 

PS Credo che anche in Europa di petrolio "elettrico" se ne usi poco: costa troppo a fronte del rendimento delle centrali che lo brucia(va)no - Dovrei controllare, però.

Quanto scrive è verissimo, ma non rappresenta il quadro completo.

E' vero che non si genera elettricità con il petrolio, ma se ne preduce molta con il gas naturale. Ed il gas puo' venire efficacemente usato tanto per autotrazione che per riscaldamento. E l'elettricità puo' essere usata per riscaldamento, tanto in modo elementare e poco efficiente (resistenze) che in modo evoluto e molto efficiente (pompe di calore).

Pertanto se è vero che non esiste una relazione diretta fra il mercato del petrolio e l'uso di energia nucleare, ne esiste una indiretta, e molto evidente. E lo sviluppo dei veicoli elettrici potrebbe crearne anche una diretta.

La mia affermazione sul petrolio era solamente "locale", riguardo all'impiego nella produzione elettrica (sempre in ambito elettrico, lei ha perfettamente ragione riguardo al gas naturale, che oggi rappresenta quasi il 50% dell'impiego di energia negli impianti termoelettrici).

Se il petrolio, a parte le materie plastiche, da noi è impiegato per autotrazione e riscaldamento è in questi settori che si deve intervenire, direttamente o meno.

Sugli altri usi del gas non sono assolutamente d'accordo. Mi sembra che l'uso diretto di combustibili (o peggio, dell'elettricità) per riscaldamento sia un grave spreco; idem per il condizionamento.

Idealmente, l'acqua calda andrebbe ricavata dai "cascami" termici della produzione di energia elettrica come si fa in tanti settori industriali, con la cogenerazione di energia elettrica e calore di processo, più o meno pregiato. Insomma, cogenerazione a manetta, anzi trigenerazione visto che con le macchine ad assorbimento si può "produrre" il freddo a partire da calore di scarto. Peccato che il mercato veda già una solida presenza cinese...

La questione dell'autotrazione la vedo molto meno semplice - certo che in ambito urbano moltissimo si potrebbe fare con macchine elettriche ridicolmente piccole e lente.

La questione dell'autotrazione la vedo molto meno semplice - certo che in ambito urbano moltissimo si potrebbe fare con macchine elettriche ridicolmente piccole e lente.

Sarà che da ligure che vive in costa azzurra ho la forma mentis per cui lo spazio è sempre una risorsa scarsa, ma non vi sembra che l'automezzo privato -- che occupa prezioso suolo pubblico senza fare niente per la maggior parte del tempo e viaggia portando, credo, una media minore a due persone su cinque posti quando si muove -- sia terribilmente inefficiente quantomeno per il trasporto cittadino?

La tecnologia (smartphone, GPS a prezzo minimo, connettività) per combinare trasporto pubblico, car sharing e magari anche car pooling in maniera comoda ormai c'è quasi ovunque: non è ragionevole pensare che la macchina privata in città debba diventare un'eccezione? In uno scenario come questo, l'abbattimento dei consumi (prendo la macchina grossa e veloce solo quando mi serve davvero che sia grossa e veloce) verrebbe da sé...