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Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

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Un altro esempio in tema con l'argomento. Questo e' di oggi.

Times online titola "Climate change data dumped" - "Scientists at the University of East Anglia (UEA) have admitted throwing away much of the raw temperature data on which their predictions of global warming are based"

Cazzo, grave, no?

No. Intanto nessun dato e' stato distrutto. CRU lavora con due tipi di dati: quelli che acquisiscono essi stessi che sono li' sul sito da scaricare da chiunque; quelli che vengono donati dalle societa' meteorologiche dei vari paesi e che non sono di loro proprieta' ma sono solo prestati e che, purtroppo, per stupide ragioni di restrizione dei singoli paesi non possono essere resi pubblici sul sito o ridistribuiti. Stupido? Si'. La colpa e' del CRU o degli altri scienziati? No. La colpa e' dello stato di vattelapesca che decide che i suoi dati sono sensibili e possono essere utilizzati solo da centri di ricerca o da chi paga. Sono sicuro che succede tutti i giorni con qualsiasi database di proprieta' dei governi, pure quelli di economia.

Ad ogni modo, sono quelle copie di quei dati ad essere stati cancellati dal CRU - perche' tanto gli originali li hanno i centri metereologici e comunque il CRU coi dati raw non ci puo' fare piu' nulla. Quindi non solo non c'e' nessuna distruzione dei dati, non solo non c'e' nessuna "ammissione", ma addiritura la notizia risale all' 11 Agosto del 2009 quando il CRU lo ha specificato sul proprio sito.

Quando gli scienziati possono, quei dati li rendono tutti disponibili. Altro che nascondere.