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Giorgio Fidenato vs. l’INPS

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Interessante. Come datore di lavoro i 600 euro di contributo per il dipendente li metto in un money market per 18 giorni (diciamo di trovare qualcosa short-term che mi da un 2% annuo) e ci guadagno (2%*18/365=) 0.1% di 600 euro. 0.6 euro al mese ogni mese mi fa 7 euro per dipendente all'anno.

Ora, se sono una piccola impresa con una 50ina di dipendenti non perdo neanche tempo. E anzi, in tempo di crisi quasi quasi faccio come Fidenato. Se sono una grossa impresa con 10mila dipendenti, 72mila all'anno saranno sempre briciole, pero' preferisco pagare il fisco tra 18 giorni che il dipendente subito. In questo caso mi schiero con il fisco che e' molto clemente nel concedermi 3 settimane per pagare le tasse degli altri.

 

Beh, nel mondo reale non funziona proprio così. La quasi totalità delle imprese paga gli stipendi il 10 o anche il 15 del mese successivo, questo per avere l'esborso nel giorno (o oltre) dell'incasso delle fatture emesse (almeno due mesi prima). Perchè, in realtà, quei soldi che investiresti short-term, non ci sono, se non nel castelletto, che ha un costo ben superiore a quel 2% che potresti guadagnare.

Se poi mi dici qual'è quel money market che investendo solo per 18 giorni ogni mese mi garantisce un 2% ogni volta, fammelo sapere che di questi tempi si raccoglie tutto :-)

L'esempio era per quantificare un opportunity cost. Il caso parallelo è di una impresa con poca liquidità che si fa dare un short-term loan (e qui il 2% annuo è forse più realistico) per pagare i dipendenti nella data giusta. I vari ritardi nei pagamenti (non solo ai dipendenti ma su tutto) sono una forma di indebitamento a costo zero.