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Giorgio Fidenato vs. l’INPS

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Dalla concorrenza fiscale di questo tipo non usciranno motivi di gioia, per il futuro. Anche un liberale illuminato come Monti ha detto che serve un coordinamento delle politiche fiscali, per il futuro dell'Europa.

RR

Posso capire essere contro le guerre fiscali dove si finisce col sussidiare le ditte. Sono invece contrario alle collusioni fiscali come incitate nel link. Preferisco la concorrenza fiscale tra stati perche' solo cosi' l'Europa puo' sconfiggere gli inferni fiscali che la attanagliano.

La concorrenza è uno strumento non un fine. Si vuole la concorrenza per vivere meglio, non si vive per concorrere ad ogni costo.

RR 

Er veneto ha scritto, en italiano:

Preferisco la concorrenza fiscale tra stati perché solo così l'Europa può sconfiggere gli inferni fiscali che la attanagliano.

Io nun so bbene l'italiano, come poi vedé. Però credo que vor di que la concorrenza la vole per un fine ben preciso, ch'è la distruzione degli inferni fiscali che l'attanagliano, a li paesi europei. Nun me pare che la vole come fine a se stessa ... no?

Nun so, tu che sei più istruito magari me spieghi c'ha detto n'artra cosa, pero io c'ho letto questo. Inzomma, ma cche dicci Renzi?

D'accordissimo, ma occhio che spesso il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Da freelance migratore mi son fatto una discreta cultura sui sistemi fiscali europei, e sono un casino: confrontare le aliquote è del tutto fuorviante.

Per esempio in Belgio per il 2008 a fronte di un reddito superiore a quello 2007 ed a fronte di un rate ufficiale leggermente più alto di quello italiano, pagherò (in Italia avrei già pagato tutto, il grosso da un'anno buono) circa il 20% in meno.E senza barare: questioni di detrazioni e dividendi.

L' Olanda ha un tax rate alto, ma hanno facilitazioni per i lavoratori "pregiati": mi pare un 30% di reddito tax free,e una cosa simile mi pare ci sia anche in Danimarca.Sempre in Olanda, le multinationli pagano solo sul reddito prodotto in loco.

Tempo fa ho sentito qualcuno blaterare di qualche manovra italiana per migliorare la competitività fiscale "ad invarianza di gettito": non sapevo se ridere o piangere.

Per esempio in Belgio per il 2008 a fronte di un reddito superiore a quello 2007 ed a fronte di un rate ufficiale leggermente più alto di quello italiano, pagherò (in Italia avrei già pagato tutto, il grosso da un'anno buono) circa il 20% in meno.E senza barare: questioni di detrazioni e dividendi.

Ma in Belgio le tasse si pagano. Non c'è un'ampia fetta di imponibile che elude/evade, quindi non accade che chi paga deve contribuire al salvadanaio anche per chi non paga. Comunque ho trovato anche questa descrizione:

"In 2006, the Organisation for Economic Co-operation and Development revealed that Belgium has the highest tax burden - including social security - in Europe at 55.4% for a single earner. This compares to an average 42% in Europe. An expatriate working  in Belgium will typically be liable to Belgian income tax. Additionally, property tax, gift and succession duty may be relevant. For most circumstances there is no capital gains taxes or wealth tax for individuals in Belgium, thus pushing the burden firmly onto the employee.

Residents of Belgium pay personal income tax on their total income from all worldwide sources on a sliding scale. The basic exemption for 2008 is 6,040 EUR regardless of marital status with further exemptions for dependent children and a spouse. For 2008 marginal income tax starts at 25%, moves to 30% at over 7,420 EUR, 40% over 10,510 EUR, 45% over 17,610 EUR with a top limit of 50% for incomes above 32,270 EUR.

     
Residents also pay communal and regional taxes at rates between 0% and 8.5% of the total income tax payable. The most common rate is 6%. Income tax is paid on the taxable base which is determined from salary less compulsory social security contributions (paid either in Belgium or abroad). Professional expenses can be deducted either directly supporting documentation or more usually on a lump sum basis depending on salary. The 2008 rate for this standard professional deduction is a maximum 3,320 EUR."

Comunque non era mia intenzione aprire una discussione sui dettagli. Evitare le ideologie, invece, sì.

RR

Nemmeno la mia.Il mio punto era solo che la concorrenza fiscale si fa anche per nicchie.

Ho l'impressione che la differenza tra un liberale illuminato e uno non illuminato si riassuma nel fatto che il primo dica quello che vogliamo sentire.

La concorrenza fiscale dovrebbe servire da incentivo per gli Stati per razionalizzare la propria spesa, visto che per il momento di incentivi mi pare ne abbiano pochi. Inoltre puo' servire a diversificare l'offerta di sistemi pubblici, permettendo - in un'Europa maggiormente integrata - ai cittadini di scegliersi il mix tasse/spesa che preferiscono. Parafrasando Friedman, non tutti preferiscono le cravatte blu, ci sono anche quelli che vorrebbero indossare cravatte verdi.

Boh, ho citato Monti a testimonianza in quanto è sicuramente "persona informata dei fatti", ed inoltre classificato come "liberale" nella geografia politica. Tra l'altro è stato recentemente incaricato da Barroso di redigere un rapporto sullo stato del mercato unico. Monti ha espresso le idee citate anche in relazione ad un altro incarico, e cioè quello di componente di un gruppo di Saggi sul futuro dell'Europa, presieduto da Gonzales, e che dovrebbe presentare anch'esso un rapporto.

Per fare le cose, non e' necessaria la concorrenza. E' necessario volerlo. Nessuno vuole parlar male della concorrenza, ma talvolta se si deve si deve. Si e' da poco dato ufficiale bando ai "paradisi fiscali". Sono state indicate (a livello di G-20, di UE, ecc.) delle ricette invariabilmente composte dall'implementazione di regole. Quindi anche la concorrenza (come un laico dovrebbe sapere) non è un dio, un mito, ma un concetto, un principio direttivo, che nella laica discussione assieme ad altri principi ed altre esigenze può anche dover lasciare strada. Da destra.

RR