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Giorgio Fidenato vs. l’INPS

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Mi è venuto in mente che la battaglia libertaria di Fidenato potrebbe essere una sorta (mutatis mutandis e apprezzando le rilevanti differenze umane che i due casi implicano) di caso Englaro, fiscale invece che bioetico...eppure, sono sicuro che coloro i quali sono pronti a stracciarsi le loro impeccabili vesti per non essere costretti a subire alimentazioni forzate vedono invece di buon occhio che lo stato obblighi i datori di lavoro a fare i ragionieri dei propri dipendenti....siamo sempre di fronte a libertari dimidiati, che vogliono decidere per tutti quale sfera di libertà possiamo sopportare.

vogliono decidere per tutti

Eppure è proprio che così che funziona, 'sta democrazia. Non si fanno connessioni logiche a priori. C'è chi vorrebbe venisse ricosciuta la "liberta' A" e anche la "libertà B", chi solo la A e non la B, chi la B e non la A, chi nessuna delle due.

Ed è giusto che sia così, perchè le "connessioni logiche" stanno nella testa delle persione, non in qualche realtà oggettiva che lo Stato laico "debba riconoscere". Nemmeno se il questuante, anzichè vestire una tonaca, si fa chiamare libbertario - cosa che non lo qualifica di maggiore dignità d'ascolto di quello con la tonaca.

RR

Eppure è proprio che così che funziona, 'sta democrazia. Non si fanno connessioni logiche a priori.

La logica è sempre a priori. Se hai dubbi o pensi il contrario, confuta la Critica della Ragion Pura. Ma ti avverto, la vedo dura :-).

Quanto al resto, cosa proponi che anche la logica sia soggetta ad un criterio di legittimazione per via maggioritaria? Ma non potrebbe essere, come peraltro già accade da circa qualche centinaio di anni, che alcuni diritti siano sottratti a quella forma di legittimazione? Dove ricavi l'idea che l'attribuzione di quei diritti comporti la sottoscrizione di un'ontologia realista che implica l'esistenza oggettiva di quei diritti? Si può essere obbiettivisti in etica, senza essere realisti in ontologia, o no? Quale tipo o livello di oggettività ritieni accettabile? E dove ricavi l'idea che un libertario, in quanto tale, richieda il riconoscimento di un suo diritto da parte dello stato? In genere, i libertari predicano l'esatto contrario: i diritti discendono, casomai, verso lo stato, certo non derivano da esso. Quindi qui non c'è nessuna questua in atto, e in ogni caso l'obolo che hai versato nel tuo commento è assolutamente insufficiente.

 

Quanto al resto, cosa proponi che anche la logica sia soggetta ad un criterio di legittimazione per via maggioritaria?

Torniamo seri, qui la logica c'entra poco. Stiamo parlando di valori politici, di etica (nelle scelte politiche, di quali leggi fare o non fare e come farle).

E se a qualcuno piacciono gli spaghetti al pomodoro, non per questo gli devono piacere anche al ragù, per il solo fatto che tu vedi che gli spaghetti li mangia. Le situazioni che stiamo apprezzando sono diverse, ciascuna ha la sua specificità, e verso di esse sono possibili e legittimi dei giudizi diversi.

Questo avevo detto e così ho parafrasato adesso, che ti aggrada o no.

RR