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Sanita pubblica USA: un mito da sfatare

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6000 volte 350 milioni [...]

Hai fatto crescere la popolazione degli USA di circa 1/6, ma il resto è condivisibile. Divertente, le nostre assicurazioni sanitarie costano praticamente lo stesso e sono simili (incluso il POS!).

Tieni però conto che, in quel 16% che è quasi 17%, ci sono anche tutte le medicine che compri e paghi, i copayments (i tuoi $500), ed una serie di altre cose. Ossia, la tua (e mia) assicurazione è alquanto di lusso e mi sembrerebbe un po' troppo sperare di generalizzarla a tutti. Insomma, è come decidere che possiamo permetterci tutti la nuova Ferrari. But the basic point, again, I agree with.

 

Grazie per la correzione. Sai, vivendo in California, volevo essere sicuro di contare tutti i clandestini...

I miei calcoli rudimentali, prendendo a base la mia assicurazione, intendevano far vedere che, da qualche parte, ci devono essere delle grosse perdite se è vero che la spesa del 17 percento del GDP (14.000 *.17 = 2.380 miliardi di dollari che divisi per 305 milioni di abitanti = 7803 dollari a persona) potrebbe coprire l'intera popolazione degli US con un'assicurazione di lusso come la mia e la tua, inclusi i copayments e le medicine.  È qui che Obama e i democratici si sono fatti incastrare con la loro public option, a mio parere.

 

YUP!

Ottimo e chiarissimo argomento: da qualche parte qualcuno riceve reddito in cambio di beni&servizi che si potrebbero fornire a prezzi ben inferiori. Condivido. E credo sia la chiave del problema. Somewhere markets are not working.

La domanda seguente è: markets are not working or regulations and incentives are distorting the game? Ma questa domanda, a Washington, i grandi economisti che consigliano Obama non se la sono nemmeno posta.

Grazie, Quirino.

Dato che l'assicurazione medica viene "amministrata" (offerta?) - in buona parte - con la mediazione del datore di lavoro, i mercati sono segmentati a livello statale.  Cioè, un lavoratore della California non può comperare un'assicurazione di una compagnia della Florida. Ma nemmeno un datore di lavoro della California potrebbe fare un contratto assicurativo con una compagnia assicuratrice della Florida. Inoltre, per i lavoratori in proprio, che non possono usufruire del potere contrattuale di un grande datore di lavoro, i premi - credo - siano molto superiori e le condizioni meno soddisfacenti. Tra queste persone, probabilmente, si verificano gli scandali riportati dalla stampa riguardo alla dismissione di un assicurato che si sia ammalato, eccetera.  Quindi, le assicurazioni si comportano come dei "monopolisti discriminanti" con il beneplacito del legislatore.

La competizione tra società di assicurazione, cioè, non è al livello che potrebbe essere con un semplice intervento legislativo di liberalizzazione del mercato in modo tale che sia a livello federale. Questa analisi, Michele, è un primo tentativo di rispondere alla tua domanda.

Quirino, grazie di nuovo.

Davvero, perché mi scordo sempre che in questo paese dove lo stato (dicono) non interviene mai, tutti fanno ciò che vogliono e c'è il capitalismo selvaggio, la regolazione delle compagnie assicurative avviene a livello degli stati, non federale. 50 stati, 50 regolazioni diverse, 50 mercati segmentati. È vero, ed hai ragione.

La cosa ironica, per me, è che dovrei averlo avuto ben presente: vale anche per le assicurazioni che agiscono sui mercati finanziari, ovviamente. Questa è stata una delle, tante, distorsioni regolatorie che ci hanno regalato la crisi finanziaria, le follie di AIG, l'incapacità dei regolatori federali di controllare cosa AIG e compagnia facessero (erano regolate dagli stati, né Fed né Tesoro potevano ficcarci il naso) ed il conseguente mega-salvataggio (quello sì, con soldi federali: ironico, no?)!

Ed anche in questo caso la pomposa, e mai attuata, proposta di riforma del sistema finanziario che il Presidente Obama ha annunciato sei mesi fa circa, nemmeno si sogna di toccare questi mercati delle vacche statali. More power to monopolies, alla faccia del capitalismo neoliberista e selvaggio!

P.S. Good to have you on board, man! Where have you been all this time? ;-)

Non sono sicuro che i calcoli del prof. Quirino Paris siano completamente corretti. E' probabile che la sua assicurazione si faccia carico, per gli ultrasessantacinquenni, solo delle spese non coperte da Medicare. Questo significa che i costi per fornire un'assicurazione di lusso a tutti gli americani dovrebbero essere sommati ai costi di Medicare. Forse mi sbaglio perché la mia conoscenza degli SU è ormai per sentito dire. Ma per voi residenti non dovrebbe essere difficile smentirmi.

Domanda da profano:

Un assicurazione del genere permette servizi di qualità per loro natura limitati nell'offerta, anche se per assurdo fosse disponibile per tutti a carico del contribuente non esisterebbe un offerta sufficiente, o sbaglio?

Detto questo per chi ha la fortuna di abitare nel Nord Italia e si informa adeguatamente ci  sono ospedali pubblici di ottima qualità, se ci sono miti sulla sanità usa, anche il mito della malasanità italiana non corrisponde al 100% alla realtà.

Credo che la tua seconda affermazione sia sacrosanta. Lo credo a naso, basandomi su racconti e poca esperienza personale. Sarebbe interessante se qualche esperto ci raccontasse le cose come sono per davvero.

Sulla prima domanda: duro a dirsi. L'offerta crea la sua domanda, ma anche la domanda crea la sua offerta. È perfettamente possiibile che se la domanda per farsi curare dai medici delle top dieci scuole di medicina del paese crescesse, forse il tutto risulterebbe solo in un aumento del loro reddito. Ma, forse, arriverebbero altri, dall'Italia o dall'India, egualmente capaci ... e le top 10 dovrebbero accettare di far parte delle top 20! A priori, è davvero difficile decidere, però sarebbe interessante provare, no?

Se il reddito dei sanitari USA è già molto maggiore di quello degli europei (mi pare di averlo letto sopra) questo dovrebbe già accadere.Immagino ci siano delle barriere all' ingresso, a cominciare da quelle linguistiche ( superabili, ma con uno sforzo); magari ci sono anche problemi di riconoscimento dei titoli.