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Assenze per malattia: facciamo i conti

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Aggiungo a quanto scrivi che Striscia la Notizia documenta ripetutamente con riprese televisive casi aneddotici - che pero' hanno tutta l'aria di essere endemici - di dipendenti pubblici che timbrano oltre al proprio anche 1-5 cartellini di altri dipendenti e poi magari escono per fare la spesa o portare i figli a scuola o addirittura per tornare a casa. Dubito che casi del genere siano diffusi nel settore privato.  Ma cio' che e' documentato e' quanto ci si puo' aspettare in uno Stato dove il servizio pubblico e' inteso come la creazione di posti di lavoro pagati con fondi pubblici piuttosto che come il mezzo per provvedere utili servizi comuni spendendo efficientemente le risorse pubbliche.

Io ho conosciuto uno che lavorava in qualche ministero e che si faceva 4 mesi di ferie l'anno mentre l'amico gli timbrava il cartellino tutti i giorni. D'inverno facevano a cambio. Questi sono quelli che nelle statistiche appaiono come piu' virtuosi perche' non si fanno mai ne' un giorno di ferie ne' di malattia. Chiedo scusa se e' solo evidenza aneddotica ma come fai a fare emergere questa gente in statistica se non responsabilizzando il loro superiore o facendo controlli blitz continui?

Io ho conosciuto uno che lavorava in qualche ministero e che si faceva 4 mesi di ferie l'anno mentre l'amico gli timbrava il cartellino tutti i giorni. D'inverno facevano a cambio. Questi sono quelli che nelle statistiche appaiono come piu' virtuosi perche' non si fanno mai ne' un giorno di ferie ne' di malattia. Chiedo scusa se e' solo evidenza aneddotica ma come fai a fare emergere questa gente in statistica se non responsabilizzando il loro superiore o facendo controlli blitz continui?

In statistica questi imbrogli emergono quando si conteggiano i costi medi e i tempi delle procedure burocratiche in Italia. Se ricordo bene la CGIA di Mestre ha fatto dei rapporti su questi costi e tempi (inclusi tempi e costi di cause civili come recupero credito o di lavoro come licenziamenti) ed emerge chiaramente che a parita' di impresa in Italia si paga molto piu' e i tempi sono molto maggiori della media europea.  L'effetto degli imbrogli emerge anche quando si fanno indagini campionaria sul fatto che la pubblica amministrazione risponda o no e in quali tempi a richieste standard del cittadino.

Per contrastare questi imbrogli sarebbe sufficiente comunque fare controlli periodici a campione con conseguenze in termini di sanzioni pecuniarie, eventualmente nei casi piu' seri penali e con licenziamento.  Si tratta di misure banali che per incompetenza dei vertici e/o connivenza pero' in Italia non vengono attuate. I vertici forse non hanno interesse ad esigere correttezza dai pubblici dipendenti per evitare che si metta in moto meccanismi e aspettative diffuse che col tempo arrivino a sanzionare il loro assenteismo e i loro imbrogi.

Certo e' che se io fossi uno di quelli che invece i giorni di malattia se li prende solo quando deve, mi incazzerei come una biscia prima col collega fregone e poi con Brunetta e i suoi predecessori  che se la prendono con me invece che con l'altro.