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Assenze per malattia: facciamo i conti

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Quello che sembra accadere è quindi un fenomeno curioso ma tutt'altro che sorprendente: alla forte riduzione delle assenze per malattia corrisponde un altrettanto forte aumento delle assenze per altre cause. Come dire: si trova comunque il modo di giustificare le stesse assenze che si facevano prima.

Le variazioni sul totale sono cosi' modeste che l'evidenza della sostituzione secondo me e' poco significativa.  Se cosi' fosse avvenuto, ritengo comunque positivo che assenze mediche dovute a certificati medici disonesti siano state sostituite con assenze per formazione o permessi presumibilmente concessi discrezionalmente dai capouffiicio: ritengo sia piu' grave e indice di manlfunzionamento e corruzione del sistema ricorrere a certificati medici disonesti.

L'implicazione è che alla riduzione delle assenze per malattia non segue affatto l'aumento delle giornate di lavoro a favore dell'utenza che doveva essere il principale beneficio dell'azione di Brunetta. Segue certamente un risparmio di denaro pubblico nella misura in cui si fanno meno assenze retribuite e più assenze non retribuite. Ma lo scopo delle misure anti-assenze non è far cassa.

Finche' le assenze oltre alle ferie dei dipendenti pubblici rimangono superiori a quelle dei settori privati corrispondenti mi sembra appropriato almeno non retribuirle, almeno per la frazione eccedente, e quindi piu' che in passato, presumo.  Si otterrebbero piu' giustizia e migliori incentivi se la parte non retribuita delle assenze fosse calibrata dipendente per dipendente sulla base del totale delle assenze annuali oltre la media che non abbiano una forte ed evidente giustificazione. Fare queste valutazioni presuppone tuttavia purtroppo un livello di correttezza ed efficienza nelle gerarchie del pubblico impiego che temo non sia raggiunto in Italia. In altre parole, indipendentemente dalla qualita' e dall'intelligenza del ministro, rendere piu' efficiente la pubblica amministrazione italiana e' un compito titanico, anche piccoli ma statisticamente significativi miglioramenti, purche' progressivi e consolidati nel tempo, sarebbero apprezzabili.