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Assenze per malattia: facciamo i conti

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Mi permetto di fare tre osservazioni: [...]

Convincenti, tutte e tre le osservazioni.

Un'implicazione delle quali è che la misurazione dell'"effetto Brunetta" andrebbe fatta sulla base dei dati del 2009.

L'analisi di Giulio era diretta a demistificare i mille proclami mediatici, apparsi a partire dall'estate-autunno del 2008, in gran parte opera del ministro Brunetta, secondo cui l'effetto fu istantaneo e di una dimensione enorme, che operava attraverso l'effetto "annuncio", eccetera.

Insomma, si trattava di dimostrare che l'intera operazione era fondamentalmente mediatica e che di sostanza, al momento, non c'era nulla. Fra le altre cose, per le ragioni che tu qui adduci.

Che l'effetto Brunetta sia piu' fumo che arrosto ne son convinto anch'io, anche se effettivamente qualcosa pare essere successo nell'estate 2008, almeno dai dati postati da Calvin.

Ma credo che l'effetto come sia arrivato sia presto sparito, come del resto ben testimonia la retromarcia di Brunetta sulle clausole vessatorie. Sparite quelle, anche la verifica sul 2009 ha ben poco significato, sempre imho, visto anche il trend in decisa discesa di tutti i tipi di assenza negli ultimi 5 anni. 

Piu' che altro sarebbe interessante (ma non so se fattibile) quantificare quanto sia costato al contribuente la politica "brunettiana", visto che nei suoi sei-mesi-sei di furore ideologico le visite fiscali sono state richieste anche per le assenze di 1 o 2 giorni.