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Assenze per malattia: facciamo i conti

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Buongiorno a tutti. Sono anch'io un dipendente pubblico e volevo fare alcune considerazioni su quanto il collega CarloB ha affermato. Ma non prima di aver fatto i miei complimenti ai professionisti che scrivono con grande competenza su questo blog. E' con sollievo che constato la loro indipendenza dalla mostruosa macchina mediatico-propagandistica costruita intorno a Brunetta. Ed è con soddisfazione che noto come la conclusione a cui arrivano - senza farsi condizionare dalle chiacchiere da bar, oscillanti tra moralismo da retrobottega e segreta invidia, sui fannulloni del pubblico impiego - non sia dissimile dal titolo della famosa, seppure brutta e fatta male, inchiesta dell'Espresso: Brunetta Bluff. Che il sistema Brunetta sia per certi versi un colossale bluff i dipendenti pubblici lo sanno. Purtroppo non è un bluff per quanto riguarda il trattamento e i diritti dei dipendenti pubblici. I quali, se la "riforma" verrà applicata alla lettera, saranno massacrati. Come offerta sacrificale a Confindustria.

Ora a noi, caro collega.

Ferie: 32 giorni all'anno non sono "tante" e non sono un "privilegio" (sento odore di sindrome di Stoccolma o sbaglio?). Io non mi sento per nulla imbarazzato ad avere 32 giorni di ferie. Mi dispiace per i poveracci che ne hanno meno. Sono loro che dovrebbero averne di più. Il lavoro è importante ma la qualità della vita di ciascuno lo è di più. Un ammontare discreto, e nemmeno esagerato, di giorni di ferie ci aiuta a ricordare che non viviamo in funzione della produttività aziendale, ma per qualcosa di più. E' di questi giorni la crescente protesta di lavoratori del settore privato contro la deriva schiavistica del lavoro domenicale forzato. La massiccia quantità di psicofarmaci consumati negli Stati Uniti è molto probabilmente legata anche alla irrisoria quantità di giorni di ferie a disposizione della grande maggioranza dei lavoratori americani. Preferisco avere 32 giorni di ferie e non consumare psicofarmaci, non assumere droghe per essere "più competitivo" e non vivere per lavorare. Facendo di conseguenza una vita - scusate il termine - di merda.

Qualità del lavoro: nell'Ente in cui lavoro è mediamente elevata, su uno standard europeo. La convinzione corrente, e abilmente sfruttata/amplificata da Brunetta, che il nostro lavoro sia improduttivo è falsa e infondata - ho sentito dire che il pubblico impiego produce il 14% del PIL, non so quanto il dato sia affidabile - , ma ci condurrà alla rovina perché l'obiettivo finale del Ministro e dei suoi mandanti è la privatizzazione del settore pubblico. Naturalmente l'equazione privato = più efficienza è una delle tragiche bufale del nostro tempo, come mille esempi di privatizzazioni disastrose per utenti e lavoratori ci mostrano ad abundantiam, e la tua esperienza lo prova. In realtà le privatizzazioni di pezzi del settore pubblico di cui io personalmente sono a conoscenza sono finite o stanno finendo in catastrofi inenarrabili. Specialmente, purtroppo, per chi ci lavora(va). Ma dei lavoratori non frega più niente a nessuno. Si arrangino.

Assenze per malattia: io sto anche dietro al protocollo e vedo i certificati e le visite fiscali dei miei colleghi di servizio. Da quando Brunetta imperversa con il suo populismo furibondo e leggermente teppistico nei toni e nelle intenzioni, sono un po' calate quelle di un giorno, è vero, ma il tasso di assenze per malattia non è e non è mai stato alto. Perché la gente da noi è in linea di massima onesta. Io lo definisco fisiologico, tenuto conto - via, cerchiamo di essere umani - della preponderanza numerica di collaboratori di sesso femminile spesso con figli e/o con genitori malati o malandati. Stipendio medio, lo ricordo agli smemorati, intorno ai 1,200 euro mensili all inclusive. Ovviamente visto che il sullodato Ministro ci bastona sulla malattia, la gente aguzza l'ingegno e alcune tipologie di permessi, retribuiti e non, che ante Brunetta erano poco gettonate ora lo sono di più. Chi se ne meraviglia è un ingenuo, chi se ne scandalizza un ipocrita. O un moralizzatore degli altri, categoria disprezzabile quant'altre mai e ben rappresentata dal Ministro in carica.

Per finire, due notizie.

Come avete sentito, il Ministro si accinge ad allargare ancora una volta le fasce orarie per la visita fiscale, ormai note come "la fisarmonica di Palazzo Vidoni", dopo che si è inventato un aumento delle assenze per malattia (smentito giorni fa da fonte ufficiale, ma Brunetta se ne impippa delle fonti ufficiali se non sono le sue. Straordinario esempio di rigore scientifico). Una modalità di intervento del genere è di una tale e scoperta demagogia imbecille che non metterebbe neppure conto commentarla. Non avrà alcuna incidenza sul reale andamento delle assenze per malattia, ma consente a Brunetta di continuare la mascherata acchiappavoti dell'eroe castigamatti. Tra qualche mese il Ministero pubblicherà la solita statistica, tendenziosa e manipolata come tutte quelle del mancato premio Nobel, la quale ci rivelerà che il colpo di frusta ha rimesso in riga i dipendenti pubblici. E saranno tutti felici e contenti.

Seconda notizia. L'Ente per il quale sono onorato di lavorare ha disposto una franchigia sulle retribuzioni accessorie (quelle colpite dalla tassa Brunetta sulla malattia) per il secondo semestre 2009. Traduzione, chi si è ammalato nel corso del secondo semestre 2009 non si vedrà lo stipendio decurtato per la malattia. Un segno di considerazione dell'Ente nei confronti di lavoratori onesti e mediamente produttivi, e un'indiretta sconfessione di tutto l'impianto terroristico-punitivo-vampiresco messo su dall'uomo di Venezia.

Buon proseguimento a tutti.

 

grazie, giovanni. potresti dirci un po' di piu' su due punti (nelle due "notizie") che mi sembrano molto interessanti?

primo:

[Brunetta] si è inventato un aumento delle assenze per malattia (smentito giorni fa da fonte ufficiale, [etc.])

quale fonte ufficiale ha smentito gli aumenti delle assenze da agosto 2009 in poi?

secondo:

L'Ente per il quale sono onorato di lavorare ha disposto una franchigia sulle retribuzioni accessorie

possono farlo? sai se altri enti lo fanno?

Ciao Giovanni e benvenuto!

Tre note su quello che dici:

- 32 giorni di ferie: qui in America è tanto se te ne danno 24, ma è normale avere gente con una ventina di giorni l'anno. Per questo la percezione è che in Italia si stia meglio, nel senso che la gente lavora meno ore l'anno

- Privatizzare il settore pubblica: su un blog come NfA, va giustificata un'affermazione come "l'equazione privato = più efficienza è una delle tragiche bufale del nostro tempo". Io sono convinto, e penso anche molti altri qui, che invece privatizzare possa avere spesso effetti positivi. Per privatizzare intendo dire, affidare a privati soggetti alle leggi di mercato, alcune cose che adesso fa lo Stato. Penso d'altronde che ci siano cose che lo Stato non dovrebbe privatizzare (e.g. la difesa, la polizia, etc.). Sul fatto che la privatizzazione nuocia ai lavoratori, dobbiamo intenderci. Probabilmente in un'azienda privatizzata il modello sarà diverso: si chiederà a un lavoratore maggiore impegno e maggiore stress, a fronte della possibilità di guadagnare di più

- Stipendio pubblico: 1,200€. Penso che il basso stipendio sia dovuto a una serie di fattori, tra cui il fatto che, come dicevo sopra, in Italia si lavorano meno ore all'anno che in altri paesi, e anche il fatto che in Italia lo stipendio è quasi solo fisso, quindi non ci sono incentivi sulla performance

er privatizzare intendo dire, affidare a privati soggetti alle leggi di mercato, alcune cose che adesso fa lo Stato.

Credo che il lettore sottointenda che perche' si vedano effetti positivi e' importante che ci sia un mercato: se la privatizzazione e' soltanto un passaggio di un monopolio da pubblico a privato, l'utente non e' detto che ci guadagni. Io non sono esperto ma credo che in Italia non siano molto conosciusti i significati degli effetti di privatizzazioni e deregolamentazioni. In particolare deregulation mi sembra che sia quello che serve di piu', prima di privatizzare ma potrei sbagliarmi.

Riguardo ai 32 giorni di ferie pagate vorrei chiedere a Giovanni una cosa. Giovanni: mettiamo che io sia il tuo ministro e ti proponessi la seguente modifica al contratto. I tuoi giorni di ferie pagate passano da 32 a 4. Sei pero' libero di prenderti ferie non pagate - se e quando vuoi. Il tuo stipendio mensile aumenta pero' del 15%. Accetti la proposta?

 

Riguardo ai 32 giorni di ferie pagate vorrei chiedere a Giovanni una cosa. Giovanni: mettiamo che io sia il tuo ministro e ti proponessi la seguente modifica al contratto. I tuoi giorni di ferie pagate passano da 32 a 4. Sei pero' libero di prenderti ferie non pagate - se e quando vuoi. Il tuo stipendio mensile aumenta pero' del 15%. Accetti la proposta?

Scusa, ma non capisco l'esempio.

1) scommetto che neppure il più pro-fannullone dei contratti pubblici permette ovunque e comunque ai dipendenti di "prendere le ferie se e quando vuoi": sarebbe la fine di ogni programmazione del lavoro...

2) Se ho fatto bene i conti l'aumento del 15% stipendio corrisponde all'incirca alle ore lavorate in più medie mensili (20 contro 18 o 22 contro 25, a seconda se la settimana lavorativa è di 5 o 6 giorni).

Insomma, l'aumento dello stipendio dell'entità da te proposta è un semplice effetto "naturale" del ridotto numero di giorni di ferie.

3) Si o no cosa dimostrerebbe? Io, da metalmeccanico con 33 giorni di assenze retribuite, direi di no, ma conosco almeno un mio collega che esulterebbe :)