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Lo "scudo fiscale" americano

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La premessa dello scudo fiscale è l'essere arrivati davvero alla quasi disperazione per raggranellare quattrini. L'anonimato manda un odore sgradevole di foglia di fico. Un dato di cui non si legge nulla, almeno per ora, riguarda l'entità dei capitali fisicamente rientrati i Italia. Se non vado errato, i capitali giacenti nei paesi UE vanno dichiarati ma possono rimanere dove sono. E quindi non potranno essere ,irabilmente investiti in Italia secondo le radose previsioni del governo.

Tremonti ha sostenuto che il 98% delle dichiarazioni sono di capitali effettivamente rientrati. 

Non si devono far rientrare i capitali depositati in paesi UE e altri paesi OCSE con raccordi di reciprocità sulla trasmissione di informazioni, fra i quali USA, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, e altri. Lo ha chiarito una recente circolare ministeriale. Il grosso dei fondi comunque è in Svizzera.