Titolo

Lo Spreco

3 commenti (espandi tutti)

L'articolo in questione dice che allo spreco di pane di 3-7 Kg al giorno per panetteria. pari a 3,5 ton/giorno si possono sommare dalle 13 alle 15 ton/giorno di pane buttato dalle famiglie in base ad una analisi statistica a campione dei sacchi della spazzatura, 13 ton su 1,3 milioni di abitanti sono 10 kg annui, cioè 200 g settimanali, io che compero il pane al supermercato una volta alla settimana ( quello dell'Esselunga è BUONO ), e lo faccio surgelare, fatico a non sprecare qualche panino ogni tanto e quindi anche nella situazione più efficiente mi sembrano dati realistici.
Ma la cosa che mi sembra più assurda è la dichiarazione finale dell'articolo, «Ma la vera soluzione sarebbe abbassare i prezzi di vendita del pane dopo le sei del pomeriggio—conclude con una proposta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo —. Così i negozi ridurrebbero l’invenduto. E le famiglie avrebbero una strada per risparmiare».
Se la maggior parte dello spreco è dovuto alle famiglie la logica elementare è che una riduzione dei prezzi dovrebbe peggiorare la situazione.

Ma la cosa che mi sembra più assurda è la dichiarazione finale dell'articolo, «Ma la vera soluzione sarebbe abbassare i prezzi di vendita del pane dopo le sei del pomeriggio—conclude con una proposta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo —. Così i negozi ridurrebbero l’invenduto. E le famiglie avrebbero una strada per risparmiare».

Se la maggior parte delo spreco è dovuto alle famiglie la logica elementare è che una riduzione dei prezzi dovrebbe peggiorare la situazione.

esattamente...

Disclaimer: sono iscritto ad Altronsumo da nonsopiùquanti anni.

Epperò, talvolta, penso che il motivo potrebbe essere ormai solo un'abitudine, anziché la convinzione di una reale utilità. In particolare quando leggo sciocchezze come quella profferita da Paolo Martinello che, come non di rado avviene a chi scrive nelle pagine della rivista, pone - giustamente, dal suo punto di vista - l'interesse di un ipotetico consumatore al di sopra di ogni cosa, ma evidenziando scarsa conoscenza delle fondamentali nozioni d'economia. In alcuni casi - duole dirlo - ci si lascia anche prendere la mano da una sorta di sacro furore, e si giunge ad richiedere (benché più raramente rispetto ad altre organizzazioni consumeristiche, in particolare quelle legate al carro della politica) il varo di normative draconiane ed immancabilmente dirigistiche, con poco rispetto della libertà individuale.

Tempo addietro, da socio che si preoccupava di fornire un contributo fattivo al miglioramento, scrissi loro una e-mail in tal senso. Non ricevetti risposta.

@ Gilberto: sono assolutamente con te. Da amante del pane, inorridisco all'immondo paragone ...... :-)