Titolo

Lo Spreco

10 commenti (espandi tutti)

Re(1): Lo Spreco

crav 9/1/2010 - 17:17

"In questo caso lo spreco di pane è un non-problema, non deriva da inefficienze nella produzione e nella distribuzione" bensì, per farla breve, dalle preferenze. (Gli sprechi, grandi o piccoli, sono fisiologiche conseguenze delle preferenze). OK.

Il fatto che la questione non si possa mettere in termini di un problema economico, perchè dovrebbe implicare che un problema non c'è? dipende dal punto di vista.

Perchè Bagnasco, data la sua visione etica, non dovrebbe dolersi, rammaricarsi, lagnarsi o scandalizzarsi se le preferenze degli italiani (pane fresco e di tante qualità) non cambiano in modo tale da favorire i più bisognosi? dal suo punto di vista lo spreco non è quindi fisiologico ma è il risultato di comportamenti (dettati da preferenze) in qualche modo egoistici.

Perchè Bagnasco, data la sua visione etica, non dovrebbe dolersi, rammaricarsi, lagnarsi o scandalizzarsi se le preferenze degli italiani (pane fresco e di tante qualità) non cambiano in modo tale da favorire i più bisognosi?

Ma il punto è che l'adozione di quella condotta eticamente connotata che Bagnasco auspica nell'uso del pane non è dimostrato che aiuti davvero i più bisognosi. Il punto della questione è: le buone intenzioni e le lamentazioni accorate aiutano davvero coloro ai quali intenzioni e lamentazioni si indirizzano?

Re(3): Lo Spreco

crav 9/1/2010 - 17:38

ma infatti io non difendevo Bagnasco nei contenuti, ma semplicemente facevo notare che la mancanza di un problema in termini di meccanismi economici non implica l'assenza del problema da ogni punto di vista...

le buone intenzioni in bocca ad un politico valgono zero senza i fatti, ma Bagnasco non è un politico (e qui ci va la facile ironia... :) ), lui non produce policies da valutare in termini di efficienza, lui fa (o dovrebbe fare, credo) appelli al comportamento individuale...

Re(4): Lo Spreco

dd 9/1/2010 - 17:55

Dubito che il signor Bagnasco, però, la mattina inzuppi il pane duro dei giorni precedenti nel latte, o lo tosti per farne delle bruschette quotidianamente.

Il pane come dice Sandro ricopre un ruolo totemico nella nostra cultura cristiana, è il corpo di cristo. Anche se poi è solo acqua, farina, lievito ed un pizzico di sale.

Allora biocombustibili e cereali per i bovini cosa sono? Crimini contro l'umanità?

Esattamente. Guarda crav, io sono noto per avere un alto tasso marginale di sostituzione tra beni materiali e moneta (traduzione per i non-economisti: sono un taccagno) e, in perfetta coerenza con il mio stile di vita, evito accuratamente di buttare via una singola briciola di pane. Ottengo tale risultato facendo come Alberto Lusiani, surgelando il pane avanzato e tostandolo quando necessario. In che modo il mio comportamento aiuta i poveri? La risposta è che non li aiuta affatto. Se comprassi più pane fresco aumenterebbe il mio godimento alimentare (mangerei più spesso il pane fresco anziché pane tostato o surgelato), la mia spesa in pane e il mio spreco di pane. Se lo facessi, non danneggerei in alcun modo chi muore di fame.

Bagnasco ha tutto il diritto del mondo di chiedere ai suoi fedeli che mettano l'interesse degli altri al di sopra del proprio. Ha tutto il diritto del mondo di chiedere ai propri fedeli di donare il denaro in carità anziché destinarlo ai propri consumi. Ma è troppo chiedere un minimo di alfabetizzazione economica? Perché mai concentrarsi sulla spesa extra, che è veramente minima, delle famiglie italiane per assicurarsi una migliore qualità del pane in tavola? Poteva chiedere più in generale che la gente tagliasse i consumi superflui. Scommetto che tre giorni in montagna costano più di quanto sarebbe possibile risparmiare ottimizzando il consumo di pane per un anno intero. E poi che facciamo, chiediamo che la gente consumi mortadella anziché prosciutto crudo? E, soprattutto, che ha questo a che vedere con l'uscita dalla crisi?

E anche per Bagnasco vale la considerazione che l'individuazione di problemi sbagliati porta a soluzioni sbagliate. A sentir Bagnasco sembra che chi mangia pane surgelato o secco anziché fresco faccia cosa buona, il ché non ha senso. Un po' come quando da bambini ci dicevano ''mangia, pensa ai bambini del Biafra'', i quali con tutta evidenza non beneficiavano in alcun modo dell'eccesso calorico inflitto ai bimbi italiani.

A meno che Bagnasco non assegni un particolare valore simbolico-totemico al pane in quanto tale. Se è così sono interessato alle motivazioni teologiche del trattamento differenziale del pane rispetto, che so, al riso o alla frutta.

Un po' come quando da bambini ci dicevano ''mangia, pensa ai bambini del Biafra'', i quali con tutta evidenza non beneficiavano in alcun modo dell'eccesso calorico inflitto ai bimbi italiani.

ASpe', il senso della frase non e' far capire al bambino che se lui mangia la zuppa i bambini del biafra stanno meglio ma far capire che che nulla ha valore assoluto e tutto ha valore relativo. Se non fossi in grado di capire quel concetto (tanta gente non lo e') non sarei in grado di capire l'articolo di Giulio.

 

Re(4): Lo Spreco

dd 9/1/2010 - 18:09

"È in virtù della parola vivente di Cristo e per la potenza dello Spirito che il pane e il vino diventano i segni sacramentali del corpo e del sangue di Cristo. Essi rimangono tali in vista della comunione".

http://it.wikipedia.org/wiki/Eucaristia

Re(4): Lo Spreco

crav 9/1/2010 - 18:26

riprendo il tuo ragionamento: le preferenze (tanto e svariato pane) determinano una necessità di scorte che ha come conseguenza uno spreco. Le preferenze sono quelle che sono, se si potessero (e volessero) cambiare con la bacchetta magica lo spreco potrebbe essere minimizzato (o un qualche altro criterio venir ottimizzato). Bagnasco si augura un cambiamento che in qualche modo favorisca i bisognosi. Tu mi dici che lo spreco in questione è marginale rispetto al problema dei bisognosi. Ok, ma questo, sebbene per te e me sostanziale, è un argomento "economico". Prova a vederlo da un punto di vista differente: se le preferenze sul pane cambiano in modo tale da minimizzare lo spreco non è una questione che attiene al pane ma attiene ad una diversa considerazione nei confronti dei bisognosi. Ergo il cambiamento delle preferenze sul pane va visto come una conseguenza, una delle tante perchè molte altre preferenze, nella stessa logica, cambierebbero e non solo in termini di consumi ma anche di altri tipi di comportamento.

Il ragionamento di Bagnasco però non riguarda la marginalità o meno dello spreco del pane in questione wrt i bisognosi nel mondo: in questo caso la marginalità sarebbe più o meno nulla e questo sarebbe un ragionamento economico ossia quello che fai tu e che mi sembra perfettamente lineare.

Credo che Bagnasco volesse fare invece un ragionamento più che altro pedagogico (in particolare attraverso un elemento simbolico) la cui marginalità o meno wrt i bisognosi nel mondo non va più calcolata sullo spreco del pane a Milano o da qualche altra parte, bensì sugli effetti di un cambiamento delle preferenze (al centro del quale stanno i bisognosi e non il pane!) in merito ad una sfera molto più ampia di comportamenti.

Che sia legittimo auspicare un cambiamento delle preferenze e' chiaro. Pretendere pero' che questa sia la soluzione ai problemi e' un po' velleitario, e forse pericoloso. Ne abbiamo parlato qui io e Marco Boninu. Un po' lungo, ma forse vuoi darci un'occhiata. 

Un po' come quando da bambini ci dicevano ''mangia, pensa ai bambini del Biafra'',

Si vede che io ero un bastian contrario fin da piccolo, perche' rispondevo: "fai un pacchetto e mandaglielo".