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Lo Spreco

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Giulio scrive:e., il senso del post e' questo: poiche' quegli avanzi di pane sono fisiologici (sommandoli tutti viene un numero grande ma i conti di alberto lusiani mostrano che si tratta di briciole per una famiglia) e non hanno usi alternativi, gridare allo scandalo e' inutile moralismo. tutto qui.

Come diceva il sommo padre Arrow, che di aggregazione se ne intendeva, “è la somma che fa il totale”. Consentimi di dire parafrasando Stalin che se una famiglia spreca briciole di pane questa è una statistica, ma la somma di queste briciole è una tragedia. Ti prego di non fraintendermi, non grido allo scaldalo e faccio del moralismo. Dico che se il dato aggregato è attendibile, è un’enormità e dire che non esiste un uso alternativo di quel pane è forse una conclusione frettolosa… Mi pare che dalle tue parti poi col pane raffermo, invece di buttarlo, ci si facesse la ribollita… ;-)

Scrive Giulio_ quanto al rispetto, impara tu a rispettare il pane toscano :-). ma non te ne faccio una colpa: lo so che voi altri di fuori non capite che il pane "sciocco" s'abbina al companatico salato. prova a mangiare una fetta di soppressata di cinta senese con un pezzo di panaccio milanese e poi mi dirai. per non parlare della fettunta (con l'aglio, s'intende).

Io di sopressata conosco solo quella calabrese, divina! Quella toscana anche se di cinta è grassa e inespressiva (manca del peperoncino che la rende digeribile anche ai neonati) e non la mangio ;-)))

 

Dico che se il dato aggregato è attendibile, è un’enormità e dire che non esiste un uso alternativo di quel pane è forse una conclusione frettolosa…

Lo sai che se ogni cinese ti manda un centesimo di euro puoi smettere di lavorare e puoi vivere da pascià il resto dei tuoi giorni? E non è frettoloso concludere che sto dicendo un'insensatezza, no? Stessa cosa per il pane. L'uso alternativo esiste, naturalmente, ma non è feasible.

Scrive Giulio (scusate ma non mi riesce di citare con questo programma, come si fa??): Lo sai che se ogni cinese ti manda un centesimo di euro puoi smettere di lavorare e puoi vivere da pascià il resto dei tuoi giorni? E non è frettoloso concludere che sto dicendo un'insensatezza, no? Stessa cosa per il pane. L'uso alternativo esiste, naturalmente, ma non è feasible.

Non dici una inesattezza, fai un'ipotesi irrealistica... però sei vuoi spargere la voce in Cina non ne rimarrò contrariato...

Ma chi ha decretato la non-feasibility? Mi auguro non sia stato un economista...

Il fornaio sotto casa mia a Milano regalava il pane (e i cornetti) che gli avanzavano alla sera ai "barbun" del naviglio... ma forse lui non aveva un phd in economics e non sapeva che cos'era la feasibility e che gli conveniva buttarlo...

No, no, chi ha mai detto che sia conveniente buttare via il pane piuttosto che regalarlo? Il tuo fornaio era (è?) perfettamente razionale. Se sai a chi dare il pane avanzato, sai che regalarlo non ti diminuisce le vendite e il regalarlo ti costa poco sforzo allora è perfettamente razionale (e feasible; dai che non è parola difficile, si usa) farlo. Però se regalarlo ti costa tempo e fatica allora lasci perdere.

Questo vale ancor più per il pane buttato dalle famiglie. Quando uno avanza il mezzo sfilatino anziché mettersi a vagare per la città alla ricerca del barbone a cui regalarlo (o surgelarlo, o tenerlo per il latte la mattina dopo) lo butta semplicemente nella spazzatura. Onestamente, se uno vuole far del bene, siamo convinti che sia la cosa migliore da fare quella di andare in giro la notte a regalare il pane avanzato sulla tavola?

Dove vivo io in amerika ci sono organizzazioni di volontariato che passano la sera a raccogliere pane e altri prodotti da forno avanzati per le mense dei poveri. Qualcuno lo fa anche in Italia, non so se lo di più o di meno. Forse in amerika sono favoriti dal fatto che i punti vendita sono più concentrati e la benzina costa meno. Nota che il pezzo del Corriere non suggerisce da nessuna parte che i produttori di pane siano riluttanti a regalare i loro avanzi. Quello che dice il Corriere è che la raccolta del pane avanzato non vale il costo per le organizzazioni di volontariato.

Le grandi associazioni del volontariato spiegano così il paradosso del pane buttato. «Attrezzarsi con un furgoncino per andare a raccogliere ogni sera quel che resta ai panettieri comporterebbe uno sforzo e un costo considerevoli», fa notare Pier Maria Ferrario, a capo di Pane Quotidiano, associazione che a Milano garantisce pasti a 660 mila persone l’anno. «I 2.000 quintali di pane che abbiamo distribuito nel 2009 ci sono stati garantiti da Panem, un grande marchio della distribuzione industriale».

Per una volta tanto l'articolo spiega le cose bene. A questo punto, dove sta lo scandalo?

P.S. Se vuoi mettere la citazione in evidenza, come sopra, seleziona ''blockquote'' nella finestrella in cui vedi scritto ''paragraph''.

Ma chi ha decretato la non-feasibility? Mi auguro non sia stato un economista... Il fornaio sotto casa mia a Milano regalava il pane (e i cornetti) che gli avanzavano alla sera ai "barbun" del naviglio... ma forse lui non aveva un phd in economics e non sapeva che cos'era la feasibility e che gli conveniva buttarlo...

I 180 quintali di pane buttati a Milano non se li vanno a prendere ne' i barbun ne' le associazioni di volontariato perche', evidentemente, c'e' un costo di trasferimento per ogni unita' di pane che ne rende non feasible il consumo. Gli altri x quintali (che includono quelli del fornaio sotto casa tua) sono gia' stati trasferiti e non compaiono nelle "statistiche" dello "spreco".

I 180 quintali di pane buttati a Milano non se li vanno a prendere ne' i barbun ne' le associazioni di volontariato perche', evidentemente, c'e' un costo di trasferimento per ogni unita' di pane che ne rende non feasible il consumo. Gli altri x quintali (che includono quelli del fornaio sotto casa tua) sono gia' stati trasferiti e non compaiono nelle "statistiche" dello "spreco".

Pensi sul serio che la statistica includa anche il mio fornaio generoso di via Brioschi? Credi che i barbun e loro trasformazioni lineari affini di tutta Milano hanno un costo di trasferimento nell'andare dal fornaio all'angolo a rimediare un francesino ancora croccante qualora quest'ultimo (il fornaio e non il francesino) sistematicamente donasse loro il pane avanzato di giornata?

Evidentemente i 4-5 che stazionavano sul naviglio a 100metri da via Brioschi avevano abbattuto detti costi... forse gli economisti dovrebbero chiedere a loro come si fa a rendere feasible il consumo del bombolone....

ps. finalmente ho capito come si fa a citare, un grazie a Sandro Brusco