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Lo Spreco

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Re(4): Lo Spreco

crav 9/1/2010 - 17:26

riprendo il tuo ragionamento: le preferenze (tanto e svariato pane) determinano una necessità di scorte che ha come conseguenza uno spreco. Le preferenze sono quelle che sono, se si potessero (e volessero) cambiare con la bacchetta magica lo spreco potrebbe essere minimizzato (o un qualche altro criterio venir ottimizzato). Bagnasco si augura un cambiamento che in qualche modo favorisca i bisognosi. Tu mi dici che lo spreco in questione è marginale rispetto al problema dei bisognosi. Ok, ma questo, sebbene per te e me sostanziale, è un argomento "economico". Prova a vederlo da un punto di vista differente: se le preferenze sul pane cambiano in modo tale da minimizzare lo spreco non è una questione che attiene al pane ma attiene ad una diversa considerazione nei confronti dei bisognosi. Ergo il cambiamento delle preferenze sul pane va visto come una conseguenza, una delle tante perchè molte altre preferenze, nella stessa logica, cambierebbero e non solo in termini di consumi ma anche di altri tipi di comportamento.

Il ragionamento di Bagnasco però non riguarda la marginalità o meno dello spreco del pane in questione wrt i bisognosi nel mondo: in questo caso la marginalità sarebbe più o meno nulla e questo sarebbe un ragionamento economico ossia quello che fai tu e che mi sembra perfettamente lineare.

Credo che Bagnasco volesse fare invece un ragionamento più che altro pedagogico (in particolare attraverso un elemento simbolico) la cui marginalità o meno wrt i bisognosi nel mondo non va più calcolata sullo spreco del pane a Milano o da qualche altra parte, bensì sugli effetti di un cambiamento delle preferenze (al centro del quale stanno i bisognosi e non il pane!) in merito ad una sfera molto più ampia di comportamenti.

Che sia legittimo auspicare un cambiamento delle preferenze e' chiaro. Pretendere pero' che questa sia la soluzione ai problemi e' un po' velleitario, e forse pericoloso. Ne abbiamo parlato qui io e Marco Boninu. Un po' lungo, ma forse vuoi darci un'occhiata.