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Lo Spreco

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@Capaneo

E' lì che sbagli.

Il modello prevede delle inefficienze. Se il 70% della benzina che brucia il motore della tua macchina viene dispersa in calore, non parli di spreco. Cercherai dei modelli più efficienti, è vero, ma nessuno utilizzerà il 100% della benzina solo per il trasporto (fino a che valgono i principi della termodinamica).

Se il modello del libero mercato secondo te provoca troppa inefficienza, allora proponi alternative, modifiche. Qui nessuno ti viene a dire che quel pane deve essere buttato.

Ma tu mischi tutto, ci dai degli spacconi (e io son solo studente), ci dici che abbiamo visioni limitate, e non proponi una, dico una, alternativa al modello che tu dici essere troppo (il troppo è importante) inefficiente.

Oltretutto, la visione limitata è frutto del ragionamento scientifico che va dagli assiomi alle teorie. Per dire, l'utilità che tu critichi è un'assioma, non c'è solo quello in economia. Non avrai mai il 100% della realtà spiegata da una teoria, semplicemente perché tutte le teorie discendono, e ne sono limitate, da assiomi.

Tu puoi fare 2 cose per "colpire" un'economista: 1) gli invalidi gli assiomi (e lo hai parzialmente fatto criticando l'utilitarismo); 2) gli invalidi le connessioni logiche tra i concetti.

Ergo, proponici degli assiomi e relazioni fra concetti, proponi una teoria fondata, facci capire perché quell'inefficienza è troppa. Perché fino ad ora hai solo mischiato etica, mercato, papa, religione, morale e io, sarò limitato, non capisco dove vuoi arrivare.

Che vuoi farci, Capaneo è avvocato: dilungarsi mescholare un po' la carte sarà una seconda natura :)

Però sulla mancata condivisione delle premesse da parte del clero (papa o bagnasco cambia poco) ha ragione.

La sua critica mi pare piuttosto infondata dal punto di vista razionale: la massimmizzazione dell' utilità sarà pure un' assioma, ma non è arbitrario: si sposa molto bene col fatto che gli uomini sono principalmente mossi dal tornaconto personale.Ed ha imbastito un discorsone giocando sul cavillo che lo spreco inevitabile sarebbe comunque spreco, ineccepibile dal punto di vista formale quanto irrilevante da quello pratico.

Certo, si potrebbero buttare soldi pure per sensibilizzare contro lo spreco del pane, o per mettere sensori nei cassonetti e multare chi lo butta, ma sinceramente non sento il bisogno di nuove follie, tanto più che il valore totemico del pane è tanto arbitrario da essere una fissazione italiana: gran parte di Asia, Africa e Sudamerica il ruolo del pane è occupato dal riso, in Belgio dalle patate fritte.

 

Re(1): Lo Spreco

Capaneo 11/1/2010 - 02:19

Ed ha imbastito un discorsone giocando sul cavillo che lo spreco inevitabile sarebbe comunque spreco, ineccepibile dal punto di vista formale quanto irrilevante da quello pratico.

Io non ho sostenuto questo. Rileggi più attentamente quello che ho scritto:

se c'è del pane che viene sprecato questo è un problema (di economia o di economia domestica, non ha importanza) e si devono cercare possibili soluzioni. Se poi queste possibili soluzioni non esistono, o costano di più del pane che verrebbe recuperato, allora ci teniamo lo spreco e amen. Ciò che non posso condividere è l'idea che, siccome lo spreco è determinato da un comportamento economicamente razionale da parte dei soggetti interessati, allora non è un problema.

se lo liquido immediatamente come un comportamento economicamente razionale e quindi, quasi per definizione, un non-problema, tutto questo non lo posso fare...

A me questo, se permetti, non sembra affatto un cavillo...

 

 

 

 

Tenersi lo spreco esistente è un comportamento economicamente razionale appunto perchè le alternative esistenti sono più costose o hanno altre controindicazioni (es. quando hai preso poco pane e scendi a comprarlo tardi è finito, perchè attingevi ai 3 kg buttati).

Insomma, la frase che contesti è sostanzialmente analoga a metà di quella in neretto.La differenza tra le due mi sembra un cavillo.E se la prima metà è un cavillo (ossia razionale=sostanzialmente inevitabile) la seconda è inutile.