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Lo Spreco

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Re(3): Lo Spreco

Capaneo 11/1/2010 - 14:21

non e' economico impiegarli in altro modo.

Ma perchè non devo potere intervenire per rendere invece questo impiego economico?

E' questo che non capisco e non capirò mai.

Perchè accettate la sentenza del mercato come fosse la bibbia? Perchè se buttare tot pane risponde ad un comportamento assolutamente razionale secondo le leggi del libero mercato, allora quel comportamento assolutamente razionale secondo le leggi del mercato deve essere per definizione anche inevitabile? Perchè non posso intervenire secondo principi, modalità e finalità del tutto estranee al mercato, al fine di rendere quel comportamento non più razionale e quindi spingere la gente ad adottare un comportamento differente? Perchè delegate al libero mercato la determinazione di ciò che è giusto o sbagliato, quando invece il libero mercato dovrebbe essere solo uno strumento per raggiungere ciò che la comunità, attraverso la politica, ritiene essere giusto?

Ma cosa è, una condanna questo libero mercato?!

Se lo spreco di pane è giusto o sbagliato non deve deciderlo il mercato, lo deve decidere la politica (cioè, teoricamente, la gente), assumendosi la responsabilità delle sue scelte. Non esiste l'equivalenza: comportamento economicamente razionale=comportamento inevitabile (o, addirittura, giusto)... per il semplice motivo che quello economico NON è l'unico modo possibile di comportarsi e noi esseri umani, facenti parte di una determinata società, abbiamo il sacrosanto diritto di decidere che è auspicabile raggiungere un determinato fine piuttosto che un altro e, di conseguenza, incentivare alcuni comportamenti a discapito di altri...

Quello del pane è solo un esempio. Io ad esso non attribuisco alcun valore simbolico, preoccupandomi lo spreco di risorse in genere (si tratti di pane, pesce, uova o altro), ma anche se fosse? Perchè una data comunità, in un dato periodo storico, non deve essere libera di attribuire al pane un valore così alto da ritenere giusto recuperare ogni grammo di esso, anche al costo di spendere il doppio del suo valore? Perchè dobbiamo applicare per forza la scala di valori sulla quale si fonda il libero mercato? Come se fosse una legge della fisica...

Non sto dicendo che io auspico la raccolta di ogni grammo di pane a qualsiasi costo (quindi per carità evitate di attribuirmi anche questa)... ho ripetuto più volte che il pane deve essere raccolto se ciò può farsi, altrimenti nulla. Ma se ciò si può fare o no NON ME LO DEVE DIRE IL MERCATO! Non devo partire dal presupposto che è automaticamente, irrimediabilmente, ineluttabilmente impossibile recuperare questo pane solo ed esclusivamente perchè i meccanismi del libero mercato, da soli, hanno portato a questa conclusione. E questo vale per il pane, come per ogni altro mercato... qui più che di pane si sta discutendo di qualcosa di più ampio... e cioè se tutto deve iniziare e finire con le regole del mercato libero (e tutto ciò su cui esso si fonda) oppure se è lecito utilizzare altri meccanismi.

E, comunque, io non sono così sicuro che questo spreco sia irrilevante... da quanti anni dura questo spreco? Per quanti anni ancora durerà? Nell'arco di 10 anni, per esempio, quante risorse si sprecano... se non le sprecassimo, cosa potremmo fare con esse? Non è razionale e logico porsi tutte queste domande? Io dico di si... però non ce le porremo mai se partiamo dal presupposto che lo spreco è "economico" e quindi non è un problema...

 

 

Perchè una data comunità, in un dato periodo storico, non deve essere libera di attribuire al pane un valore così alto da ritenere giusto recuperare ogni grammo di esso, anche al costo di spendere il doppio del suo valore?

La risposta credo che sia: SE la comunita' da al bene "pane" un valore tanto alto, dovrebbe costare in maniera congrua; se questo non accade, questo significa (o dovrebbe significare) che la comunita' non le da un simile valore: forse lo fai tu, forse lo fa Giulio, ma non la "comunita'". Io, tanto per dire, non lo faccio...

non e' economico impiegarli in altro modo.

Ma perchè non devo potere intervenire per rendere invece questo impiego economico?

E' questo che non capisco e non capirò mai.

non e' economico impiegarli in altro modo.

Ma perchè non devo potere intervenire per rendere invece questo impiego economico?

E' questo che non capisco e non capirò mai.

In un contesto liberale nessuno ti vietera' mai di migliorare l'efficienza nell'utilizzo del pane fino alle scorte invendute, anzi sarai approvato da tutti quelli che danno un valore simbolico al pane, me incluso. Tuttavia anche un valore simbolico e' di fatto un valore limitato, per cui ci si puo' aspettare che lo spreco di pane sia inferiore a quello dettato da soli principi di efficienza economica, ma non zero, perche' la riduzione a zero comporta dei costi che appaiono essere superiori al valore simbolico attribuito alla riduzione dello spreco.

Il c.d. libero mercato e' piu' un meccanismo utile per capire o raggiungere l'ottimizzazione economica piuttosto che un'ideologia cui sottomettersi acriticamente.

ho ripetuto più volte che il pane deve essere raccolto se ciò può farsi, altrimenti nulla. Ma se ciò si può fare o no NON ME LO DEVE DIRE IL MERCATO!

Non mi sembra che qui il libero mercato prescriva quanto viene fatto.  Piuttosto il libero mercato puo' spiegare perche' in un quadro di inconscia ottimizzazione complessiva e' plausibile che venga sprecata una frazione del pane prodotto, nonostante cio' sia evidentemente contrastato dalla difusa attribuzione di valore simbolico.