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Concorsi manipolati: il caso di Roma Tre

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Ho molto apprezzato il contenuto dell'articolo di Michele Boldrin e per la prima volta avrei sottoscritto anche l'articolo di Roberto Perotti di cui condivido la battaglia, ma raramente le proposte.

Rispondere da interessato sarebbe cosa lunga e penosa in un blog. Solo un paio di considerazioni.

Come fa osservare di sopra MarcoP e come lo stesso Boldrin nota in una risposta a Figà Talamanca in un altro post: dall'università italiana ci si può aspettare di tutto...

Prediligire un candidato anzicchè un altro, ad esempio in un concorso per trasferimento, è cosa banale. Basta inserire un profilo scientifico del candidato da trasferire: non vogliamo persone che fanno eeg, bensì stiamo cercando uno che studi la correlazione tra la gelata del 2 febbraio del 1980 e la produzione di latte delle vacche del teramano, ed il gioco è fatto.

Mi pare che nel concorso di cui in oggetto non abbiano inserito nemmeno un profilo, che avrebbe supportato una scelta contraria a qualsiasi criterio bibliometrico.

La motivazione, riferitami da un interno al gruppo degli economisti di Romatre, all'esclusione dei Lippi, Schivardi, Vitale è che Romatre sarebbe una delle ultime roccaforti di economisti eterodossi (neosraffiani, neokeynesiani, post-marxisti e combinazioni varie di questi aggettivi) "bravi" (???) e prendere un altro neoclassico avrebbe turbato gli equilibri (?).

Personalmente, ho seguito la vicenda di questo concorso passo dopo passo attraverso uno dei tre "contestatori" che Boldrin cita, che è un mio ottimo amico da anni: ci si indigna, si rimane amareggiati, schifati, ma impotenti.

Una delle poche cose che condivido del Milanese (di cui in un altro post) è l'idea che l'Università italiana sia irriformabile dall'interno. La speranza di cambiamento dovrebbe venire dall'alto e dall'esterno, ma questi, a mio inadeguato parere, non hanno idee e le poche che hanno sono sbagliate e pronte ad essere mercanteggiate alla prima occasione.

La motivazione, riferitami da un interno al gruppo degli economisti di Romatre, all'esclusione dei Lippi, Schivardi, Vitale è che Romatre sarebbe una delle ultime roccaforti di economisti eterodossi (neosraffiani, neokeynesiani, post-marxisti e combinazioni varie di questi aggettivi) 

Questa frase mi ha incuriosito e sono andato a controllare se Termini rientrare nella definizione di economista "eterodossa". Operazione piuttosto difficile, vista la scarsa produzione scientifica. Ma in quel poco che ho visto (per esempio qui, paper del 2003, non pubblicato in una rivista peer-reviewed, anzi non pubblicato proprio, pare), ci sono agenti che massimizzano una certa funzione di utilita' e imprese che massimizzano i profitti. Insomma tutto rientra nell'ambito del neoclassicismo standard. Quindi non credo Termini domini neanche in questa "dimensione". La motivazione a te riferita sembra essere "noi neosraffiani e post-chissa'-cosa non riusciamo piu' a trovare qualcuno di "giovane" che faccia le nostre cose, quindi meglio che prenda il posto una qualsiasi piuttosto che qualcuno bravo ma appartenente ad una corrente metodologica diversa dalla nostra". 

Se poi analisi descrittive di dati come questa pubblicata sulla Rivista di Politica Economica nel 2005 possano definirsi eterodosse, allora siamo eterodossi anche noi di nFA che ne facciamo in continuazione (senza metterle nel cv a dire il vero, anche se, tecnicamente, peer-reviewed lo sono). 

Diciamo che tra i 4 candidati è senz'altro quella meno neoclassica, quantomeno secondo l'accezione riportata da un neosraffiano di ferro, (o forse è un neomarxista?).

 

Scusa se replico, non voglio polemizzare con te perche' so che siamo d'accordo sul merito, ma voglio sottolineare un punto che ritengo importante. 

La replica dei tuoi conoscenti neo-o-post-whatever e' rilevante perche' introduce una dimensione di merito non considerata dall'articolo di michele. Se la vincitrice fosse neo-whatever, allora potrebbe in effetti dominare i candidati sconfitti in quella dimensione. Quindi sarebbe possibile trovare dei parametri di valutazione che giustificano l'esito. Io non sono riuscito a trovare nelle cose che ha scritto alcun documento che giustifichi questa classificazione metodologica, ma magari ho guardato male. Quello che ho trovato rivela il contrario. 

[PS grazie della correzione, mi sono permesso di modificare il tuo commento per evitare confusione per i lettori]

 

Nessuna polemica per carità.

Io riporto quanto mi è stato replicato.

Il punto sostenuto dal mio interlocutore, provo a spiegarlo secondo la logica dei cosiddetti eterodossi italiani, è che i tre perdenti-concorso sono paladini feroci del mainstream, che avrebbero fatto comunella con altri tagliatori di teste-eterodosse già presenti in facoltà, provocando quindi lo scompiglio degli equilibri di una delle poche cittadelle rimaste a difesa della "verità".

La vincitrice, al contrario, sempre secondo il ragionamento del mio interlocutore, pur non essendo una sodale in senso stretto, fosse anche per mero ringraziamento nei confronti di tanta grazia concessa, non avrebbe mai osato interporsi all'avanzare dialettico della "verità"...

Quando a quel punto ho fatto notare al collega il delirio onirico in cui stava "inturciniandosi" e che lo spessore scientifico di uno qualsiasi dei tre perdenti-concorso era schiacciante rispetto alla vincitrice, stizzito mi ha risposto "Io un anno ho dovuto insegnare Blanchard (Macroeconomia base per i non economisti), mi sono vergognato, (alzando la voce) hai capito? mi sono vergognato!", ed è scappato via.

Beh mi vergogno anche io, ma non perchè non l'ho preso a maleparole, chè è una cosa che poi mi avrebbe fatto vergognare ancora di più, ma perchè un ordinario relativamente giovane (poco sopra la 50ina) possa ragionare in questo modo e vantarsene...

 

Io ho insegnato Blanchard per DUE anni. Non mi prendere a maleparole, però. 

... e io che ti credevo un puro... allora anche tu hai i tuoi scheletri nell'armadio?!...

Stai scherzando? A parte econometria ho insegnato di tutto nei 21 anni di insegnamento che ho alle spalle. 

non dirmi? anche contabilità nazionale e geografia economica??

hai per caso insegnato anche "economia della conoscenza"?

io l'ho insegnata in un Master di II-livello, ma non saprei dire di che tratta...

La ricostruzione di malpassotu non mi trova affatto d'accordo: tra coloro che non si sono opposti alla nomina di Valeria Termini figura Corsetti che proprio eterodosso non è!!

La ricostruzione di malpassotu non mi trova affatto d'accordo: tra coloro che non si sono opposti alla nomina di Valeria Termini figura Corsetti che proprio eterodosso non è!!

Io infatti non ricostruisco un bel niente...non faccio l'investigatore accademico...

ho riportato uno scambio di opinioni con un collega che, da abbastanza vicino agli ambienti di Roma3 Economia, cercava di fornirmi una giustificazione expost alla decisione presa dalla facoltà...

i fatti per linee generali li ha ricostruiti semmai Boldrin nel suo post...

Appunto: i fatti li ha ricostruiti Boldrin. Le persone coinvolte in questa faccenda sono state chiamate in causa e se vogliono intervenire lo possono fare direttamente ...

Io mi sono limitato a sostenere che i "rumors" riportati sono sconfessati dalla presenza di Corsetti nel gruppo dei sostenitori della Termini!

Non so se sia eterodosso o no, ma credo sia all'Istituto Universitario Europeo e non a Roma 3.

Esatto, ma i professori italiani con contratto dell'EUI sono fuori ruolo ai sensi dell'articolo 17 della 382/80 e quindi mantengono i diritti accademici. In particolare possono partecipare ai consigli di Dipartimento e di facoltà, se vogliono

Vero, ma sarebbe difficile considerare negligente o peggio chi è on leave per non avere partecipato ad un CdF della sua Facoltà.

Colazione a pane e coniglio di nuovo? Guarda che con il caffélatte non viene bene ...

Io? Mica sono io quello che è on leave. Io quando devo votare contro, lo faccio. E vado spesso in minoranza. Ma credo che condannare Corsetti perchè non è andato a votare sia eccessivo.

condannare Corsetti perchè non è andato a votare sia eccessivo

Io non ho condannato proprio nessuno! Andiamoci piano.

Scopro ora, se interpreto bene quanto scrivi, che non è andato a votare (c'è il TAV, comunque, fra SMN e Termini).

Io ho solo chiesto (a lui ed a molti altri economisti italiani) che ne pensa(no) dei meriti accademici della vincitrice in comparazione a quelli dei tre perdenti, tutto lì.

Vediamo se qualcuno dice la sua, o se è sempre e solo il buon Perotti che fa da Don Quijote.

P.S. A proposito, Biasco ha poi querelato Perotti? O ha fatto come fece Alfredo Medio con me alcuni anni fa quando rovinai la manipolazione udinese? Fuoco e fiamme in un'imbarazzante lettera al mio dean e poi nada de nada? Just curious ...

La vincitrice, al contrario, sempre secondo il ragionamento del mio interlocutore, pur non essendo una sodale in senso stretto, fosse anche per mero ringraziamento nei confronti di tanta grazia concessa, non avrebbe mai osato interporsi all'avanzare dialettico della "verità"...

Ecco questo mi pare interessante. Ne deduco che la vincitrice ha ottenuto il posto non perche' dominava gli altri candidati in una qualsiasi dimensione, ma proprio perche', non dominandoli in qualsiasi dimensione accettabile, sarebbe e sara' piu' manipolabile degli altri in decisioni future. Questo, ovviamente, non ha niente a che vedere con la preferenza per l'eterodossia. Mi sembrava giusto precisarlo. E' possibile anzi che fra due candidati "eterodossi", questi avrebbero preferito il peggiore, come e' succede ed e' successo in continuazione anche quando la questione metodologica non viene invocata. 

Ne deduco che la vincitrice ha ottenuto il posto non perche' dominava gli altri candidati in una qualsiasi dimensione, ma proprio perche', non dominandoli in qualsiasi dimensione accettabile, sarebbe e sara' piu' manipolabile degli altri in decisioni future. Questo, ovviamente, non ha niente a che vedere con la preferenza per l'eterodossia.

Diciamo che è una giustificazione ex-post del mio interlocutore che non necessariamente rispecchia la motivazione fornita (if any) dalla facoltà che ha deciso per l'una o per l'altra.candidatura...

Pesantemente sgrammaticata la prima frase dell'articolo sulla Rivista di Politica Economica, ma i geni, si sa, possono permettersi tali licenze letterarie perché impegnati in alti ragionamenti analitici. Per fortuna, la seconda frase del medesimo articolo si apre con un trionfale "Invero" di vetusta memoria, per inciampare poi rovinosamente su una "privatizzazione del monopolista pubblico"...

Trattandosi di economisti eterodossi di matrice keynesiana, forse la presenza di un neoclassico (o del classico neo?) avrebbe messo in discussione gli equilibri interni di sottoccupazione. Scusate, ma questi eterodossi non erano quelli che si battevano per il pluralismo anche nell'analisi economica?