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Concorsi manipolati: il caso di Roma Tre

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Scusa la domanda banale, ma qui forse non c'è qualcuno che ha scelto? E non si è ipso facto preso la responsabilità di questa scelta?

La commissione, in teoria espressione della comunita' scientifica nazionale della disciplina, ha scelto e condivide la responsabilita' della scelta. Tuttavia questo e' solamente uno schermo che nasconde e confonde quanto e' realmente accaduto e quali sono le reali responsabilita'. I veri responsabili della scelta sono molto probabilmente i vertici della facolta', rappresentati dal membro interno nella commissione.  Il membro interno e' in minoranza, ma tipicamente il resto della commissione asseconda le sue scelte in cambio di un favore simmetrico a ruoli invertiti in altri concorsi.

Con concorsi organizzati in tal modo risulta semplicemente irrealizzabile da un punto di vista pratico far soffrire le conseguenze di una cattiva scelta su commissari venuti da altri Atenei, e allo stesso tempo vengono surrettiziamente molto attenuate le responsabilita' interne, almeno dal punto di vista formale. Sarebbe molto meglio a mio parere se 1) gli interni fossero unici responsabili delle scelte 2) ci fossero meccanismi efficaci per ridurre fondi e stipendi a tutti gli appartenenti di Dipartimenti che fanno scelte che deprimono la produzione scientifica aggregata del Dipartimento.

Dunque, secondo i miei non aggiornatissimi archivi legislativi, le procedure di trasferimento rimangono regolate da:
Art. 3, L. 3 luglio 1998, n. 210
Art. 2, L. 18 marzo 1958, n. 311

In particolare, si ha che:

- Con regolamenti emanati dalle università sono stabilite le procedure per la copertura dei posti mediante trasferimento, nonché per la mobilità nell'ambito della stessa sede dei professori e dei ricercatori.

- Tali regolamenti disciplinano i trasferimenti, assicurando la valutazione comparativa dei candidati secondo criteri generali predeterminati e adeguate forme di pubblicità della procedura, nonché l'effettuazione dei medesimi esclusivamente a domanda degli interessati e dopo tre anni accademici di loro permanenza in una sede universitaria, anche se in aspettativa ai sensi blablabla

- Salvo che tali regolamenti dispongano diversamente, le deliberazioni riguardanti la procedura per i trasferimenti, sono adottate con il voto della maggioranza assoluta dei professori di ruolo appartenenti alla facoltà, tenuto conto di quanto stabilito [...] relativamente alla partecipazione dei professori fuori ruolo alle adunanze di facoltà.

Non sappiamo chi abbia istruito la valutazione comparativa a Roma 3 (magari una commissione nominata dal Preside, e comunque di interni), cominciamo a vedere quello. Poi, c'è la chiamata della Facoltà, e di questo abbiamo letto.

Tutte assunzioni di responsabilità, con nome e cognome (nel caso della Facoltà, direi che la deliberazione è collettiva, e tuttavia non è malaccio, no?). Comunque NON sto difendendo le attuali procedure, sia ben chiaro, sto solo cercando di capire, tanto per cominciare.

Sulla depressione della "produzione scientifica aggregata" non mi pronuncio in questo post, ma ci ritorno senz'altro.

RR

Dunque, secondo i miei non aggiornatissimi archivi legislativi, le procedure di trasferimento rimangono regolate da:

Hai ragione, questo di cui si parla e' un concorso per trasferimento e quindi anche formalmente unicamente responsabilita' della facolta', mentre quanto ho scritto vale per altro genere di concorsi, quelli dove non si trasferisce un ordinario da una sede all'altra ma si promuove un non-ordinario ad ordinario.