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Concorsi manipolati: il caso di Roma Tre

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Guarda, io ci provo a spiegartelo. Questa cosa dei codici deontologici e delle norme informali, per non parlare di una cosa simile ed altrettanto importante che si chiama peer pressure, insomma tutte queste norme non scritte e indipendenti (direttamente) dal salario  e da un sistema di premi/punizioni direttamente incentivante, sono certamente molto importanti, come sembri tu asserire. MA SI SOSTENGONO SOLO IN UN SISTEMA in cui, alla fine i premi e le punizioni, gli incentivi, di tipo monetario, esistono e vengono usati, almeno come extrema ratio. Se non ci sono puoi invocare al dio deontico tutte le norme e i codici che vuoi. Dove ci sono invece, allora i codici deontologici, le norme, la peer pressure che a te tanto sembrano piacere cominciano a nascere spontaneamente e ad acquisire un loro valore, e, soprattutto, ad essere osservate. 

Guarda, su quello che scrivi io posso convenire ampiamente. Quindi sulla tua posizione io metto subito una firma e me ne vado a mangiare.

E' ESATTAMENTE di queste cose che discutiamo in Europa.

RR

Ma dove esattamente? L'Europa è grande (certo, meno dell'Asia).

Beh se di questo discutete, al prossimo meeting puoi dire suggerire che la mia posizione equivale a questo: prima si comincia a ridurre il salario e, eventualmente, mandare a casa chi non lavora, e poi eventualmente si parlera' di codice deontologico. Anzi, suggerisco una misura stile nazi: ridurre il salario non solo di chi non lavora, ma anche dei suoi colleghi. Vedrai che la peer pressure e i codici deontologici spuntano come funghi.

Far-fetched? Guarda, questo e' esattamente questo che esiste qui, in EUROPA non so: se il mio collega vince un grant, aumentano automaticamente le risorse anche per me. Di poco, e indirettamente. Ma aumentano. Se non lo vince, per me e' peggio. 

suggerisco una misura stile nazi

allora te la puoi tenere

e' esattamente questo che esiste qui, in EUROPA non so: se il mio collega vince un grant, aumentano automaticamente le risorse anche per me.

E' quello che si sta promuovendo e affermando sempre più: il cosidetto Modello full-costing, che per certe azioni del Programma Quadro arriva a coprire il 100% dei costi ammissibili, nonchè a richiedere una contabilità economico-patrimoniale per l'Ente sovvenzionato (non banale per gli Enti pubblici), onde poter disporre di una prezzatura congruente. Con una simile situazione l'Ente arriva a disporre di cifre ben superiori alle cazzatine dei costi marginali tipiche dei progetti di ricerca italiani, e nei Rettorati già da tempo vi sono rumori di sciabola per la redistribuzione di tale manna (che ovviamente in base al sistema italiano è sempre un "di più" rispetto agli stipendi garantiti e al minimo di materiale di consumo).

RR

RR