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Concorsi manipolati: il caso di Roma Tre

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1. Voci dall’interno degli economisti di Roma 3– emerge dai commenti -  attribuiscono la chiamata fatta dal consiglio di facoltà a contrapposizioni, diciamo, di scuola. Se così è stato, devo essermi persa qualcosa in quel consiglio di facoltà!

Ad essere precisi non è proprio così. Rileggendo quanto da me scritto e replicato dovrebbe essere abbatanza chiaro. Comunque lo ribadisco: un economista vicino agli ambienti degli economisti di Romatre (quindi non uno "strutturato" della Facoltà di economia di Romatre) in una conversazione privata in cui si commentava l'esito del concorso di cui in oggetto, riportava un personale parere sulla scelta, parere che suonava più o meno così: " romatre è uno dei pochi posti dove c'è un nucleo di economisti sraffiani (o più genericamente eterodossi) bravi, (implicito era nelle sue parole, l'idea che costoro costituiscano un bastione a difesa della "verità" in economia), una scelta diversa da quella fatta (che lui stesso per altro apprezzava poco) avrebbe comportato l'introduzione di un elemento (neoclassico) perturbatore degli equilibri". Personalmente non so a quali equilibri si riferisse, credo che nella logica consolidata dell'accademia italiana volesse dire "una scelta diversa equivale ad uno in più nelle truppe del nemico". Nel ragionamento dell'economista vicino agli economisti di romatre il nemico è ideologico e di scuola di pensiero, ma si sa che, nella realtà dei fatti, le famose "Scuole" di pensiero italiane, si aggregano non per temi e approcci alla ricerca, ma per tornate concorsuali.