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Concorsi manipolati: il caso di Roma Tre

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Desidero dire in modo molto chiaro che considero fuor di luogo e non corretto tirare in ballo nella discussione sul concorso per trasferimento di Roma3 (attivata su nFA da Michele Boldrin e su cui io stessa ho offerto nello stesso giorno una testimonianza e qualche più generale considerazione)  persone totalmente esterne  a tale vicenda.

Mi risulta inoltre difficile comprendere come una firma anonima possa manifestare sconcerto per il fatto che alcuni docenti di Roma3 non si siano esposti assumendo pubblicamente una posizione sulla vicenda.

Infine, dare ampia possibilità di parlar d’altro, creando diversivi fumosi e assai poco eleganti, è l’ultima cosa di cui questa discussione ha bisogno.

 

Capisco la vostra opinione (mi riferisco a malpassotu e alla professoressa Potestio) e la rispetto sinceramente, ma non sono per nulla d'accordo.

Finchè queste vicende rimarranno circoscritte al solo consiglio di facoltà, continueranno ad andare avanti. Ovviamente continueranno ad andare avanti anche se qualche professore le "denuncia" su un blog o sui giornali (cosa che in tanti fanno da un bel po' di tempo), in quanto ben altri sono i rimedi. Personalmente, però -- e questa è solo la mia opinione -- penso che informare il pubblico di quello che succede potrebbe aiutare. Trovo auspicabile che gli stessi professori "dissenzienti" lo facciano, come peraltro ha ben fatto lei su questo blog, senza limitarsi al solo verbale del consiglio di facoltà. I genitori che iscrivono i figli all'università dovrebbero essere informati, ad esempio, che quella certa facoltà ha scelto una Termini piuttosto che un Lippi, mentre magari la Luiss o Tor Vergata hanno fatto scelte differenti, e trovo molto utile anche la "dietrologia da blog" che spiega al pubblico le possibili ragioni, quello che comporta, che rende disponibili i CV e le classifiche, come hanno ben fatto Perotti, Giavazzi e Boldrin.

Chi è che può informare su questo se non voi professori?? E chi è che conosce meglio la situazione se non i professori del Dipartimento coinvolto? Io lo trovo auspicabile, e ovviamente nessuno deve farlo "per forza" e non saprei dire se sia fuori luogo sollecitare una loro opinione, ma farlo sarebbe in primo luogo nel loro stesso interesse (visto che loro per primi lavoreranno a fianco di Tizio piuttosto che di Caio) e in secondo luogo in quello del pubblico.

Secondo me questo può essere importante, specie in una città come Roma, dove tra Economia a Roma1, a Roma2, a Roma3, alla Luiss, a Statistica, ecc. la scelta è ampia e "non costosa" (non c'è bisogno di trasferirsi armi e bagagli a Milano, Venezia o Bologna). Mi viene in mente, per dare un esempio, Statistica a Roma1, che forse anche per certe scelte che ha fatto in passato (ad esempio il "caso Guiso" di cui ha scritto Marco Lippi, o quello di Mary Fraire) sta "sprofondando" (e non solo nelle classifiche). E stiamo parlando di una facoltà in cui, come lei professoressa Potestio sa bene, c'erano Sylos Labini e Spaventa, e poi Marco Lippi, Pietro Reichlin, Dosi, ecc.. Forse anche per le scelte fatte in seguito, ora non hanno quasi più studenti (né la reputazione di una volta).

 

Sarò più precisa. Nominare la figlia di Fabiani, la quale non ha nulla a che vedere con la vicenda di Roma 3 né con Roma 3, crea, poco elegantemente, inutili diversivi. Nominare Mario Tirelli, il quale per il suo ruolo di professore associato non ha potuto partecipare all’iter decisionale della vicenda, non è, di nuovo, il massimo della delicatezza.

Per quanto riguarda l’utilità di denunce pubbliche  e il coraggio di informare sono totalmente d’accordo. Sostenerlo apertamente, cioè firmandosi davvero, è più efficace. Tutto qua.

 

Sottoscrivo.

Le prediche, per avere credibilità, olte che essere cogenti dovrebbero anche essere adeguate al pulpito da cui provengono.

Bene, peraltro non avevo dubbi che eravate d'accordo sull'utilità di denunce pubbliche, visto che lo avevate già dimostrato nei fatti con i vostri post e articoli.

Sono un po' meno d'accordo sulla storia del pulpito. Magari è un pulpito che non è né ordinario, né straordinario, né associato, o magari neanche ricercatore. Magari è un pulpito che a qualche concorso a Roma3 ci sta per partecipare o intende parteciparci (e spera tanto, forse invano, che non accadano altre cose del genere). Ma dico solo il primo esempio che mi è venuto in mente, perché ce ne sarebbero altri cento. A me, poi, sembrava che gli ordinari/associati di Roma3 fossero in condizioni molto migliori delle mie, soprattutto dal punto di vista delle informazioni, per parlare dell'argomento. Tra l'altro, a proposito di informazioni (o meglio, di mancanza di informazioni), Leon scriveva sul Fatto che la votazione era stata del Consiglio di Facoltà, che mi pare comprenda anche gli associati. Tutto qui.

PS: a proposito di coraggio, e anche se questo pulpito non è adeguato, non posso che farvi i complimenti e ringraziarvi per i vostri due post e per gli articoli di Michele sul Fatto, che sono stati veramente coraggiosi e puntuali

Leon scriveva sul Fatto che la votazione era stata del Consiglio di Facoltà, che mi pare comprenda anche gli associati. Tutto qui.

 

Non è corretto: i professori associati  non hanno diritto di partecipare ai consigli di facoltà che decidono le chiamate dei professori ordinari (detti ristrettissimi). Hanno diritto di partecipare ai consigli che decidono chiamate di professori associati (consigli ristretti). I ricercatori (o loro rappresentanti)  hanno diritto a partecipare solo ai consigli che chiamano altri ricercatori. Un sistema assurdo, ma coerente con l'impianto feudale dell'università italiana

Perché assurdo? Per decidere se dare la tenure a un professore votano solo quelli che sono già tenured e non quelli che ancora non lo sono. Mi sembra ragionevole.