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Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato?

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Molto interessante.

Bisognerebbe anche studiare la qualità dell'immigrazione, se vogliamo parlare di PIL.
Tu parli di numeri, ed è il primo aspetto da afrrontare. Ma non possiamo fermarci lì.
Se in un paese entrano 100 ingegneri è diverso da 100 disperati disposti a tutto ma che sanno fare poco o nulla. Al massimo raccogliere pomodori in nero.

Se prendi la Svizzera scopri che ha un 20% di stranieri residenti. Mi pare il dato piu' alto, se escludiamo il lussemburgo.
Dato che diventa 30% a Basilea e quasi 40% a Ginevra.
Una grande fetta dell'immigrazione è da paesi UE (portogallo, spagna, italia, germania, francia) e di buona preparazione tecnico scientifica (anche tu, alberto, se ricordo bene hai lavorato a Ginevra).
Poi c'è un grande fetta di lavoratori dalla turchia e dalle regioni della ex-jugoslavia.
Questi lavoratori producono ricchezza.

la domanda è: cosa producono gli immigrati in Italia?
Quale è il loro contributo al PIL?
(mi pare che un 20% lavori in nero).

C'è poi un problema altrettanto importante: i flussi in uscita. L'emigrazione. I cervelli in fuga.
Se entrano 1000 disperati ed escono 20 biologi e 40 ingeneri .....

Intanto segnalo questo documento, per chi volesse approfondire la prospettiva svizzera:

http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/index/themen/01/22/publ.Document.6...

Francesco

Bisognerebbe anche studiare la qualità dell'immigrazione, se vogliamo parlare di PIL.

Penso che faro' un intervento dedicato al tema dell'immigrazione qualificata.  L'Italia e' nettamente il Paese perdente in Europa sul terreno dell'immigrazione qualificata, nel bilancio tra laureati e PHD che immigrano ed emigrano, l'Italia ha il peggior saldo negativo. L'Italia attira quasi solo immigrati senza qualifiche. Mentre ad esempio circa 1/2 di tutti gli immigrati in Inghilterra sono lavoratori qualificati (come previsto dalle politiche migratorie statali inglesi).  La societa' italiana preferisce avere molti sudditi poco istruiti e ritiene sia un male avere troppi cittadini qualificati ed istruiti, per cui spedisce l'eccesso di laureati e PHD nativi all'estero.