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Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato?

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Ad esempio, nessuno vuole lavorare per le imprese di pompe funebri, eppure so per certo che pagano piuttosto bene.

Non ho mai visto un becchino negro.

Bravo MicheleElle, avrei fatto la tua stessa osservazione. Mi sembra che chi si strappa i capelli perchè "ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare" sia un teorico del modello superfisso™.
È interessante notare che in Svizzera i primi a volere regolamentare l'immigrazione siano proprio i siandacati che temono il dumping salariale. In Italia si è mai tentato un ragionamento simile?

È interessante notare che in Svizzera i primi a volere regolamentare l'immigrazione siano proprio i siandacati che temono il dumping salariale. In Italia si è mai tentato un ragionamento simile?

Questa è un'altra osservazione interessante: non sarà che i nostri sindacati difendono l'immigrazione perchè gli immigrati, attraverso tutta una serie di servizi che vengono loro offerti, hanno tassi maggiori di sindacalizzazione e quindi rappresentano un ottimo "mercato".

Come dicevo..sono in molti a volere questo tipo di immigrazione; e non sono solo le imprese.

sinceramente non sarei così "complottista". anche perché l'alto tasso di penetrazione dei sindacati all'interno dei lavoratori immigrati è tutto da dimostrare (e a naso non mi sembra sia così).

secondo me regna una grande impreparazione culturale di fondo. i sindacati, non capendo le conseguenze dell'immigrazione, continuano ad invitare all'accoglienza sulla base di un'ideologia buonista

Ma quale "complottismo"..ci sono dati dei sindacati stessi; semmai potresti dirmi che lo fanno solo nell'interesse dei lavoratori (seppur immigrati), ma questo è un altro discorso.

Puoi trovare molti dati semplicemente cercando in un motore di ricerca "sindacalizzazione immigrati", ma forse basterebbe la prima riga di questo rapporto della Caritas

http://www.focsiv.org/impegno/eco/testi/XIII%20PUNTATA%20-%209%20febbrai...

È interessante notare che in Svizzera i primi a volere regolamentare l'immigrazione siano proprio i siandacati che temono il dumping salariale. In Italia si è mai tentato un ragionamento simile?

Anche negli USA sono i sindacati e i democratici ad opporsi all'immigrazione, e per quanto so questo e' lo standard di tutto il mondo avanzato dove un certo grado di razionalita' prevale su oscurantismo ed ideologie, mondo cui purtroppo l'Italia non appartiene.

Secondo me in Italia sindacati e sinistra sottomettono ancora qualunque considerazione razionale a ideologie bacate e fallite, secondo le quali per es. e' bene che ci sia immigrazione di massa per disarticolare il nazionalismo conservatore e tutte le sovrastrutture culturali conservatrici tradizionali. Si muovono ancora per forza d'inerzia, senza capire. Sul tema immigrazione le forze di sinistra sono coadiuvate dai cattolici, che seguono una religione universalistica e quindi incline a non riconoscere la sovranita' degli Stati per es. sui movimenti dei migranti. L'appoggio catto-comunista all'immigrazione e' forte e difficilmente intaccabile, perche' sono in buona fede convinti di aiutare il mondo e anche gli italiani alla ricerca della colf a pochi euro all'ora senza tasse e contributi, fantastico posto di lavoro che "purtroppo" i nativi non vogliono piu' fare. Poi sono anche convinti, ritengo a torto, che gli immigrati voteranno per loro.

mah, io sarei anche disposto a cambiare le mie posizioni "bacate e fallite" a favore dell'internazionalismo proletario (ole',  esageriamo ahah..). Ma, se ho capito bene, l'analisi alternativa, "razionale", che alberto lusiani propone e' osservare che il pil non cresce, l'immigrazione cresce, ed inferire che l'immigrazione non e' necessaria, ed e' anzi dannosa per la crescita? Molto francamente, se questo e' il livello alternativo di analisi , preferisco ascoltarmi i Sud Sound System

 

alberto lusiani propone e' osservare che il pil non cresce, l'immigrazione cresce, ed inferire che l'immigrazione non e' necessaria, ed e' anzi dannosa per la crescita?

Hai dimenticato qualche pezzo che ti ricordo: l'immigrazione di massa e' avvenuta dal 1990 ad oggi solo in Italia, Germania, Spagna, e in Germania solo in occasione di eventi eccezionali esterni. La Germania e' per molti aspetti simile all'Italia (natalita', produzione manifatturiera) ma il suo PIL e' cresciuto molto di piu' pur in assenza di sostanziale immigrazione dal 1995 al 2009. Francia e Inghilterra hanno avuto immigrazione solo moderata in confronto all'Italia dal 1990 ad oggi, e sono cresciute molto piu' dell'Italia. La Spagna ha accolto moltissimi immigrati (anche se una buona frazione sono di lingua spagnola, come ho appreso nella discussione) in un periodo di vigorosa crescita economica riducendo poi il saldo immigratorio di un fattore 10 in occasione della recente crisi.

Dal quadro elencato non emerge nessuna correlazione tra immigrazione di massa e crescita economica, e il Paese dei campanelli e' quello che fa peggio di tutti gli altri, mantenendo un comportamento sempre molto peculiare e distinto rispetto agli altri Paesi comparabili.  Questa distinzione in negativo dell'Italia riguarda anche altri aspetti, per esempio l'Italia ha il peggior saldo migratorio negativo di laureati e PHD, paga i politici ai vertici mondiali, come trasparenza dei mezzi di comunicazione e dell'economia e' agli ultimi posti dell'OCSE e puo' competere solo con Paesi sottosviluppati, nei tempi delle cause civili e penali e' tra i primi al mondo per lentezza, come livello di istruzione dei 15enni e' tra gli ultimi dell'OCSE. Una delle spiegazioni piu' plausibili che mi vengono in mente e' che tutti questi primati dell'Italia, incluso quello per l'immigrazione in un'economia stagnante, siano dannosi e nocivi al benessere, come anche al PIL.

Una delle spiegazioni piu' plausibili che mi vengono in mente e' che tutti questi primati dell'Italia, incluso quello per l'immigrazione in un'economia stagnante, siano dannosi e nocivi al benessere, come anche al PIL.

Attenzione Alberto. Sono d'accordo che dai tuoi dati non emerge correlazione tra immigrazione e crescita del PIL pro capite, tuttavia non penso che questo ci autorizzi a dire che l'immigrazione sia dannosa per la ricchezza. Potrebbe essere un fattore che non incide tanto sulla produzione di ricchezza, oppure, come dici tu, potrebbe essere che l'immigrazione incide negativamente, visto che correlazione non vuol dire causalità.

 

Una delle spiegazioni piu' plausibili che mi vengono in mente e' che tutti questi primati dell'Italia, incluso quello per l'immigrazione in un'economia stagnante, siano dannosi e nocivi al benessere, come anche al PIL.

Attenzione Alberto. Sono d'accordo che dai tuoi dati non emerge correlazione tra immigrazione e crescita del PIL pro capite, tuttavia non penso che questo ci autorizzi a dire che l'immigrazione sia dannosa per la ricchezza.

Credo che quanto ho esposto autorizzi ad affermare il sottosviluppo dell'Italia rispetto a Francia, Germania e altri Paesi ha come plausibile spiegazione anche una relativamente significativamente piu' massiccia immigrazione non qualificata.  Ovviamente come quasi sempre nelle scienze umane non posso certo dimostrare i nessi di causalita' tra le due quantita' misurabili elencate.

abbi pazienza, alberto. Nel primo paragrafo la tesi e'  che non ci sia correlazione tra immigrazione e crescita, e la dimostri (diciamo euristicamente) osservando che alcuni paesi crescono e altri non crescono e l'immigrazione fa quello che gli pare. So far  so good.

Poi nel secondo paragrafo sostieni che il primato dell'immigrazione per l'italia sia dannoso e nocivo al PIL.  Cioe' nel primo paragrafo sostieni che A non implica B e nel secondo sostienti che la spiegazione piu' plausibile per B sia A?