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Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato?

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a) la differenza tra la "necessità economica" di immigrazione in Italia e negli altri paesi europei non può dipendere dalle caratteristiche peculiari nella nostra economia, cioè la predominanza di piccola e media impresa? Non saprei bene spiegare il nesso, ma è un dato di fatto che la piccola impresa del Nord Italia assume tantissimi lavoratori stranieri.

Direi che e' soprattutto la tolleranza per il lavoro nero che da' ai datori di lavoro degli immigrati vantaggi aggiuntivi in Italia: ottengono le prestazioni degli immigrati (che specie se irregolari non possono nemmeno protestare di fronte al beneficio di lavorare in Italia) ma non pagano tasse e contributi, scaricando inoltre l'assistenza degli immigrati sui pochi che pagano le tasse.

Altro fenomeno tipicamente italiano è quello delle badanti, visto che altrove in Europa i pazienti anziani ricevono assistenza ad onere del contribuente

Riguardo le badanti, c'e' un evidente scambio tra Stato e famiglie: lo Stato contrariamente agli altri Paesi avanzati non si fa carico degli anziani non autosufficienti e degli handicappati, eccettuato un miserabile assegno di accompagnamento, e in cambio consente alle famiglie di assumere badanti immigrate in nero.  I problemi di queste politiche di immigrazione di massa sottopagata vengono rinviati al futuro.

b) quando si dice che la natalità in Italia è di 1,2 bambini per famiglia, e che è uguale a quella tedesca, si dimentica di aggiungere: la natalità DOPO l'immigrazione di massa. Il 19% (DICIANNOVE) dei nuovi nati in Nord Italia ha genitori stranieri (e nel centro è il 14%, vedi dati ISTAT del 2008: http://www.initalia.rai.it/educivica.asp?contId=320). Quindi non è completamente da escludere il fattore della "necessità demografica" (penso anche al problema delle pensioni).

Nel 2008 gli immigrati saranno stati a spanne il 10% nel Nord Italia, se il 19% dei nuovi nati sono figli di immigrati significa che a spanne hanno il doppio della natalita' italiana, questo significa che la natalita' degli italiani e' x tale che 0.9*x+0.1*(2*x) = 1.2 ovvero 1.1 figli per donna: non mi sembra che la presenza di immigrati (che ci sono anche in Germania) cambi drasticamente il quadro, anche perche' dopo un po' di tempo per quanto so tendono alla media dei nativi, specie se si integrano. Fra l'altro mi sembra che i dati piu' recenti di natalita' siano 1.3, probabilmente l'immigrazione accumulata finora ha portato da 1.2 a 1.3.  Non e' certo questa differenza che rende l'Italia piu' ricca o piu' sostenibile, inoltre la Germania e' piu ricca dell'Italia e cresce piu' dell'Italia con immigrazione molto ridotta dal 1996 in poi.

La mia opinione personale poi e' che sia Italia che Germania (ma piu' l'Italia) sono Paesi sovrappopolati in rapporto alla superficie abitabile e sarebbe opportuno che la densita' di popolazione si dimezzasse, gradualmente certo.

d) se c'è un fallimento delle politiche di immigrazione in Italia (nonostante 10 anni di Lega al governo), da cosa dipende?

In tutti i Paesi i datori di lavoro sono generalmente favorevoli all'immigrazione (aumentando l'offerta diminuisce il prezzo del lavoro dipendente) mentre si oppongono sindacati, lavoratori nativi poco qualificati, e contribuenti che temono la crescita della spesa pubblica per irregolari e lavoratori poveri.  L'immigrazione e' determinata dall'equilibrio di queste tendenze. In Italia ritengo io l'equilibrio e' piu' sbilanciato sull'immigrazione per l'incompetenza e l'obnubilazione ideologica dei politici, e per la disfunzionalita' degli apparati pubblici.  Poi e' anche possibile che politici incapaci di promuovere politiche di crescita economica, di natalita' (vedi Francia), di previdenza sostenibile, trovino piu' semplice ed economico fa affluire immigrati per aumentare il numero di sudditi: piu' sudditi piu' PIL a livello nazionale, piu' auto Fiat vendute, piu' alto lo stipendio dei Parlamentari.  Ma probabilmente piu' basso il PIL diviso il numero dei residenti, cioe' il PIL pro-capite dell'italiano medio. In cambio una parte degli italiani potra' avere la colf immigrata in nero.

 

Nei paesi di immigrazione più antica i dati si perdono un poco: una volta che gli immigrati hanno acquistato la cittadinanaza i loro figli non vengono più registrati come "nati da genitori stranieri", come è assolutamente ovvio.

Si va quindi inevitabilmente sulla mera aneddotica, come per esempio il fatto che ormai da anni nella due maggiori città del Belgio (Anversa e Bruxelles) il nome più comune per i neonati maschi è Mohammed

http://statbel.fgov.be/fr/modules/publications/statistiques/population/prenoms_des_nouveau-nes.jsp

Si va quindi inevitabilmente sulla mera aneddotica, come per esempio il fatto che ormai da anni nella due maggiori città del Belgio (Anversa e Bruxelles) il nome più comune per i neonati maschi è Mohammed.

Credo che l'Italia non sia rimasta indietro rispetto al Belgio come totale di immigrazione accumulata, neanche aneddoticamente: se non erro anche a Milano il cognome piu' comune non e' piu' Brambilla ma un cognome straniero, cinese se ricordo bene.

Grazie per le risposte.

Il problema va dicotomizzato IMHO:

1) l'immigrazione è un fenomeno virtuoso che contribuisce alla crescita economica?

2) L'immigrazione (in eccesso) è un fenomeno prevenibile, legato in Italia a fallimenti di policy e di law enforcement?

E dati 1) e 2), potrebbe lo stato italiano ridurre gli ingressi come misura anti-crisi? E servirebbe qualcosa? Non sarebbe l'equivalente di una misura protezionistica?

 

Il problema va dicotomizzato IMHO:

1) l'immigrazione è un fenomeno virtuoso che contribuisce alla crescita economica?

Non ne vedo evidenza dai dati, per l'Italia se c'e' correlazione  mi sembra che piu' immigrazione corrisponda a meno crescita (dal 2002 ad oggi).

2) L'immigrazione (in eccesso) è un fenomeno prevenibile, legato in Italia a fallimenti di policy e di law enforcement?

Altri Stati comparabili restringono l'immigrazione molto piu' dell'Italia, pur in presenza di percentuali inferiori anche se ampiamente maggioritarie di elettori favorevoli ad una maggiore restrizione degli ingressi.  Pertanto ritengo che l'immigrazione in eccesso sia conseguenza della disfunzionalita' dello Stato italiano nel tradurre con atti concreti le preferenze degli elettori.