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Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato?

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Bell'articolo.

Una sola osservazione: non ti pare che stiamo dicendo che la superimmigrazione copre le disfunzioni del sistema-paese più che dello Stato?

Cioè: i flussi migratori appaiono una necessità in un sistema che non vuole migliorare la propria produttività.

Di per sé, in un'ottica liberale, non sarebbero né positivi, ne negativi: in un sistema che funziona sarebbero una possibilità e non una necessità.

Una sola osservazione: non ti pare che stiamo dicendo che la superimmigrazione copre le disfunzioni del sistema-paese più che dello Stato?

Cioè: i flussi migratori appaiono una necessità in un sistema che non vuole migliorare la propria produttività.

No, io ritengo che la super-immigrazione sia dovuta alla disfunzionalita' dello Stato italiano, in primo luogo i politici e in secondo luogo gli apparati pubblici.

In tutti i Paesi avanzati l'immigrazione e' ristretta (anche se molti italiani sembrano o fingono di ignorarlo) e in tutti i Paesi l'economia spinge per l'afflusso di lavoratori non qualificati del terzo mondo che accettino bassi salari. Questa tendenza puramente economica viene contrastata democraticamente dalle preferenze degli elettori, che in presenza di immigrazione ritenuta eccessiva, per es. rispondono di essere d'accordo all' 83% (o 80% o 65%) con l'affermazione: "l'immigrazione deve essere maggiormente controllata e ristretta".  I governi degli Stati non disfunzionali come l'Italia tengono conto delle preferenze degli elettori, restringono l'immigrazione, e l'immigrazione risultante dipende dall'equilibrio tra la forza del mercato (che tende a mescolare totalmente le popolazioni ricche con quelle povere) e le preferenze democratiche degli elettori.

Gli Stati disfunzionali come l'Italia si riconoscono per il fatto che non sono capaci di tradurre in azione concreta le preferenze degli elettori e quindi ad esempio non sono capaci di regolare l'immigrazione, per cui lasciano la soluzione delle situazioni piu' critiche ai pogrom tollerati dalle autorita' esattamente come l'immigrazione di massa e il lavoro nero diffuso. Esempi di pogrom verificatisi in Italia sono l'espulsione di massa degli africani da Rosarno e l'incendio del campo Rom e l'espulsione di massa di circa 500 Rom da Napoli avvenuta alcuni anni fa.