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Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato?

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Morale, banalotta a dire il vero:

Il problema non sono gli "immigrati" per se. Il problema sono le politiche sottostanti, la struttura dei mercati e di quello del lavoro in particolare, il sistema scolastico, i meccanismi attraverso cui si premia o meno il merito e la competenza, il grado di concorrenzialità e mobilità interna al sistema. Il problema è il sistema, assieme alla sua "robusta minoranza" (forse maggioranza) di protetti-sussidiati-parassiti.

Anche io penso qualcosa di simile.  Ovviamente i responsabili sono gli italiani e specificamente i vertici della politica.  Gli immigrati entrano dove lo Stato li fa entrare, non hanno mica cannoneggiato i nostri porti come il commodoro Perry, e gli altri Stati europei comparabili sono stati in grado di limitare l'immigrazione a livelli molto piu' bassi di quello italiano sul totale dal 1990 ad oggi, specie in periodi di crisi economica e bassa crescita.

La ragione prima di quanto e' accaduto ritengo sia il sistema a Casta che e' connaturato con la storia, la societa' e la cultura italiana: le elites italiane significativamente piu' che nei Paesi dell'Europa centro-settentrionale amano avere masse incolte, ben differenziate verso il basso, relegate in un ruolo subordinato e possibilmente servile in cui devono rimanere invischiate con una bassa mobilita' sociale (quindi poca istruzione e meno meritocrazia possibile, chi eccelle ma non ha relazioni di Casta si accomodi in uscita all'estero).

In un contesto formalmente democratico e moderno, la Casta protetta, sussidiata e parassita al vertice deve per forza offrire posti di sotto-casta ad una parte delle masse per ottenere il loro supporto per tenere su tutto il sistema piu' o meno democraticamente. Questo viene ottenuto con le posizioni garantite e sussidiate nelle grandi imprese di interesse nazionale e con i posti pubblici, particolarmente nel Sud Italia: i dipendenti pubblici meridionali costituiscono una delle fondamentali sotto-caste di massa, ben pagati e garantiti in misura estrema relativamente ai loro concittadini che sono invece immersi in un'economia privata non assistita asfittica e per 2/3 in nero. Questa sottocasta di massa e' uno dei cardini alla base della tenuta e della conservazione del sistema italiano.

Per estendere lo status di sottocasta ad una parte maggiore dei nativi politici e sindacalisti italiani danno dal 1990 spazio agli immigrati regolari e irregolari: seguendo l'impostazione culturale storica italiana le masse native dovrebbero assurgere alla posizione di casta intermedia tra la casta delle elites e la casta asservita degli immigrati, che accorrerebbero volonterosi "per fare i lavori che gli italiani non vogliono piu' fare" a tempo indeterminato, discendenti inclusi. Le masse italiane native accettano di buon grado perche' come sempre (e particolarmente se incolte) seguono l'esempio delle elites e non sognano altro che di giocare il loro stesso ruolo protetto, sussidiato e garantito da assenza di mobilita' sociale.

Il sistema quindi tende a mantenere la Casta di vertice, poi una sottocasta di nativi italiani, e sotto le masse immigrate non qualificate, poco istruite e sottopagate. Dubito tuttavia che gli immigrati accetteranno questa sistemazione, probabilmente certe proto-rivolte come quelle di Rosarno sono forse i primi sintomi che il sistema a caste scricchiola e non continuera' a tempo indeterminato. Ma nel frattempo la Casta al vertice arraffa quello che puo' e lo mette al sicuro nei conti all'estero e nelle finanziarie lussemburghesi e affini.

Il fenomeno-badanti potrebbe essere un paradigma di questo.

Fermo restando che una che si sposta migliaia di chilometri per migliorare la propria situazione merita il nostro rispetto, è lampante che il dilagare delle badanti riflette l'incapacità di mettere su un sistema di servizi e di sicurezza sociale funzionante e adeguatamente remunerativo per tutti gli operatori.

E poi ci lamentiamo se si beccano l'eredità di qualche anziano solo...

è lampante che il dilagare delle badanti riflette l'incapacità di mettere su un sistema di servizi e di sicurezza sociale funzionante e adeguatamente remunerativo per tutti gli operatori.

La Casta politico-sindacale incassa tanto quanto e piu' incassano in tasse e contributi Francia e Germania, oltre il 40% del PIL, ma poi usa queste risorse primariamente per finanziare privilegi di Casta e le clientele necessarie al funzionamento piu' o meno democratico del sistema. Indicatori di questo sistema sono gli stipendi ai vertici mondiali per amministratori e legislatori pubblici, il fenomeno delle case di lusso degli entri previdenziali affittate ad equo canone o addirittura sotto l'equo canone a politici e sindacalisti e loro amici e parenti, il livello miserabile di molti servizi pubblici e l'assenza di sussidi statali decenti per handicappati e non autosufficienti, cui lo Stato ovvia senza spesa accogliendo immigrati irregolari e poi periodicamente facendo mega-sanatorie. Grazie alle rapine di Casta sul patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, finanziato con i contributi ai vertici mondiali, il rendimento del patrimonio immobiliare stesso era e credo continui ad essere addirittura negativo.

Premesso che condivido tutta l'analisi fatta da te, da Michele Boldrin e il "riassunto" sotto di Marco Esposito però, tutto questo, mi fa sorgere una domanda (non so quanto OT) : come ci riusciamo? Come fa l'Italia (oggettivamente, per storia e capacità, inferiore a Germania e Francia) a sprecare tutte queste risorse, rispetto a loro, e ad essere dove siamo?

Intendo dire: non siamo un paradiso e siamo chiaramente in decadenza ma rimaniamo nel G8 e le condizioni di vita e benessere sono (nella maggior parte del paese) buone.

Se potessimo investire i soldi fagocitati dal sistema delle caste in maniera "sana" come in quei paesi cosa diventeremmo? Il paese delle meraviglie?

O noi stiamo vivendo ben al di sopra delle nostre capacità, in attesa che i nodi vengano al pettine (ma quando?), o abbiamo delle potenzialità incredibili (ma quali sono?) che ci consentono di rimanere nella scia di paesi più popolosi e ricchi di risorse, pur sprecando allegramente le nostre, o qualcosa non torna. Qualcuno mi aiuta a capire?

 

Il mio piccolo contributo da emigrato....

Qui in Spagna la maggior parte degli immigrati sono hispanohablante, come è gia stato fatto notare, e un buon 99% di questi sono stati destinati al settore della costruzione, dove hanno contribuito al boom economico del paese.

Credo che in questo caso i "torsi robusti" sono stati decisivi per il balzo in avanti del pil spagnolo, essendo "carne de cañon" per le imprese edili che si sono arricchite grazie alla super barata mano d'opera.

Magari non è un esempio da generalizzare, ma senza di loro non si sarebbero costruite le 800.000 case nel 2005 che hanno fatto la fortuna di tanti squali e segnato poi la crisi del paese negli anni a venire.

Nel 2009 il governo di Zapatero ha in realtá provato a sbarazzarsi degli immigrati in surplus con un piano di rientro volontario che peró, adire il vero, non ha avuto molto successo.

La caduta della percentuale degli immigrati che si vede nel grafico di Alberto è invece dovuta a una naturale discesa della contrattazione degli immigrati nel loro paese di origine, in pratica, i cacciatori di braccia delle imprese di costruzione edili, non avendo più lavoro da offrire, sono rimasti a casa cercando di vendere le case costruite invece di andare in sud america in cerca di braccianti.

Il discorso è praticamente lo stesso se guardiamo all'altro settore portante dell'economia spagnola, ovvero il turismo (camerieri, lavapiatti, etc. etc.).

Qui in Spagna la maggior parte degli immigrati sono hispanohablante, come è gia stato fatto notare,

Quando ho tempo cerco di fare il grafico per il saldo migratorio escludendo gli immigrati della stessa lingua, in questo caso prevedo che l'Italia sara' al vertice superando anche la Spagna.

Nel 2009 il governo di Zapatero ha in realtá provato a sbarazzarsi degli immigrati in surplus con un piano di rientro volontario che peró, adire il vero, non ha avuto molto successo.

La caduta della percentuale degli immigrati che si vede nel grafico di Alberto è invece dovuta a una naturale discesa della contrattazione degli immigrati nel loro paese di origine, in pratica, i cacciatori di braccia delle imprese di costruzione edili

Non si e' mai visto finora un rimpatrio di massa in seguito all'immigrazione di massa.  Gli immigrati arrivati rimangono, ci sono poche storie, e poi ci sono i legittimi ricongiungimenti familiari.  La Spagna e' passata da 15/1000 immigrati all'anno a circa 1.5/1000, gli immigrati continuano ad arrivare ma in numero 10 volte inferiore a prima. In Italia invece c'e' apparentemente ancora richiesta di badanti e raccoglitori di pomodoro, e in ogni caso gli apparati statali di controllo lasciano passare anche chi non e' invitato.