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Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato?

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Ho usato il termine "classe" perché era usato nell'intervento precedente.

Comunque penso che uno mantiene uno status se i vantaggi che gli derivano sono maggiori dei costi: in questo caso forse molti non fanno questo calcolo o lo fanno male.

Nella rivista dei commercialisti veneti un membro del consiglio nazionale si lamenta perché l'Agenzia Entrate obbliga il visto di conformità per compensare i crediti IVA dicendo che è inutile ed incivile (quindi un costo aggiuntivo inutile per la "classe media"). Dopo poche righe si lamenta perché per questa attività inutile vengono ammessi soggetti diversi dai commercialisti.

Questo è il prosciutto. Conservare  un privilegio per una cosa che si sa che è inutile.

Il punto, a mio avviso, è proprio questo.

Il sistema si regge sul fatto che ogni sua componente è tutelata da privilegi veri o percepiti (esiste "l'albo dei buttafuori"!!!) ed è quindi spaventata, in un'ipotetica "riforma", di perdere più di quanto possa guadagnare. Come fai notare tu, si considerano privilegi cose inutili (ed addirittura, in ultima analisi, controproducenti) ma, allo stesso tempo, esistono una miriade di norme e tutele che impediscono una reale concorrenza. Cose che ognuno vorrebbe togliere, alle altre categorie ma non alla propria e così nessuno tocca niente e si continua con l'attuale situazione.

Ogni componente del "sistema" ne è complice, anche quelle che ne ricevono più svantaggi che vantaggi.

Se vuoi è la differenza tra essere furbi ed essere inteligenti. Noi siamo furbi. Talmente furbi che ci freghiamo da soli.

PS

Sul termine "classe" mi sono permesso una battuta ;-)