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Super-immigrazione italiana: per necessità economica o per disfunzione dello Stato?

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Hai ragione, ho perso la calma: mi sono ricordato perche' non ho piu' letto nulla di Landes da quel di'.

Quella che esponi e' innegalmente la tesi di Landes, ma le sue giustificazioni sono assolutamente risibili secondo me per i motivi sopra descritti e anche altri. Questi motivi inoltre sono esempi delle ragioni per cui e' stato criticato.

Personalmente ritengo che le societa' nord europee fossero dispotiche esattamente come le altre, con in piu' una molto minore mobilita' sociale dovuta essenzialmente a una piu' rigida divisione in caste (presente in molte culture indoeuropee), una minore massa di popolazione in termini assoluti, e un minor tempo di evoluzione in stati e in senso se non altro timocratico.

Non ha senso poi partire dal 1000 BC, visto che uno stato in senso moderno in europa del nord non e' esistito fino a dopo la caduta dell'impero romano: se nella tribu' X di 100 mila persone, i 20 mila uomini liberi eleggono un re, spesso solo per guidarli in battaglia (*), tra 1000 nobili o nel caso migliore tra di loro, stiamo sempre tenendo da parte l'80% della popolazione. La differenza e' che gia' qualche secolo prima in Egitto non potevi comunque diventare faraone, ma se avevi abbastanza soldi per mantenere un figlio nelle "case della vita" poteva diventare uno scriba e partecipare attivamente all'amministrazione.

Parlando di "civilta' fluviali" poi, Landes dimentica che praticamente tutte le civilta' nascono dove c'e' l'acqua, e un fiume in piu' ti fornisce un mezzo di trasporto a basso costo. I Franchi erano "franchi salii" ovvero uomini affrancati che vivevano presso delle saline, o "franchi ripuari" che vivevano presso una riva del Reno.

Oltretutto, lasciando da parte il supporto egalitarismo delle scritture ebraiche, il cristianesimo ha derivato da esse molta dell'organizzazione religiosa e politica, quindi di fatto questa contrapposizione tra il cristianesimo e le civilta' mediorientali non ha ragione d'essere. L'idea che il re fosse tale per diritto divino, e non piu' nemmeno eletto in una oligarchia guerriera, deriva essenzialmente da questo. La cosa era presente anche in epoca romana, ma e' stata mitigata in vari modi dalla fine dell'epoca regia fino al principato di Diocleziano.

A scanso di equivoci: non ritengo che la civilta' greca o romana fossero nord-europee, per quanto sicuramente indoeuropee. Semplicemente, dopo una evoluzione e un allargamento della popolazione, si erano evolute in senso timocratico.

(*) il giudizio in molti popoli nord europei era affidato ai sacerdoti, oppure si faceva ricorso a faida e dopo al guidrigildo, fino quasi all'epoca carolingia, qualche migliaio di anni dopo dal codice di Hammurabi che era a volte piu' evoluto del diritto germanico, almeno fino ai rapporti con i romani.