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Ma sono davvero troppi ?

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Bepi e' contento di assumere Mohammed ma non tiene in conto che Mohammed e i suoi amici bloccano il marciapiede quando pregano. 

Non e' ovvio che questa esternalita' sia grande e importante. Si puo' discutere. Ma altre esternalita', di carattere economico io non ne vedo e non ho sentito nessuno che ne ha identificate nella discussione.

I risultati dei sondaggi (l'83% degli italiani desidera maggiori restrizioni all'immigrazione) corrispondono ad una misura da parte degli elettori del risultato netto - percepito quindi come negativo - dei benefici di mercato e delle altre esternalita' prodotte dai flussi e dagli stock accumulati di immigrazione.

E' possibile che gli elettori italiani si sbaglino, ovviamente, si tratta di una loro percezione, tuttavia noto che una volta tanto concordano con spagnoli, francesi, tedeschi e inglesi.

Alcune delle  esternalita' negative percepite dai nativi hanno probabilmente a che fare con il welfare (cui accenna anche Milton Friedman in relazione alle norme restrittive dell'immigrazione) e i servizi pubblici, che in Italia sono di livello miserabile, contingentati e caratterizzati da lente e complesse code di ingresso.

Per esempio un italiano che fatica a prenotare e ottenere una prestazione medica, pagando poi il relativo ticket, puo' non gradire che i servizi sanitari siano erogati spesso con procedure d'urgenza tramite pronto soccorso, e senza alcun pagamento di ticket, agli immigrati irregolari. E' ben possibile che gli immigrati usino complessivamente la sanita' meno degli italiani, ma in presenza di servizi scadenti e razionati l'affollamento visibile puo' dare l'impressione contraria.

In Italia poi ci sono poche case popolari, e gli immigrati essendo mediamente piu' poveri ne vengono beneficiati in misura molto superiore alla loro consistenza numerica. Il grande e ricco comune di Roma ad esempio non riesce nemmeno a dare una casa popolare ad una giovane precaria con bambino piccolo sotto sfratto, senza che si debba ricorrere ad un articolo in prima pagina del Corriere della Sera per sputtanare il sindaco al punto da forzarlo a trovare una soluzione, ovviamente solo per quella singola persona e non generale.

Nel Nord Italia dove i disoccupati italiani sono il 2-3%, la percentuale di immigrati disoccupati corrisponde all'8-9% della loro popolazione: anche in questo caso gli immigrati fruiscono di welfare in misura piu' che proporzionale al loro numero. Dato il livello miserabile dei sussidi statali ai disoccupati in Italia, qualche nativo puo' non gradire che gli immigrati ne prendano, in rapporto al loro numero, una proporzione 3-4 volte superiore.