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Ma sono davvero troppi ?

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Questo è un sofisma. Se ci fosse la necessità dell'immigrato X, costui sarebbe entrato regolarmente e pertanto non sarebbe un clandestino. Se invece è un clandestino, necessariamente non è riuscito a entrare in modo regolare, e pertanto dobbiamo presumere che non sia necessario.

 

Poi c'è l'interessante teoria di Milton Friedman (che peró si rifersca agli USA e non all'Italia) secondo il quale l'immigrazione clandestina è utile in quanto tale, perchè gli immigrati clandestini non hanno accesso ai servizio sociali e pertanto "costano" meno di quelli regolari. Le implicazioni sono cosí numerose e complesse che meriterebbe una trattazione separate.

Se ci fosse la necessità dell'immigrato X, costui sarebbe entrato regolarmente e pertanto non sarebbe un clandestino. Se invece è un clandestino, necessariamente non è riuscito a entrare in modo regolare, e pertanto dobbiamo presumere che non sia necessario.

A mio parere, questa relazione di implicazione tra "utilitá" (comunque intesa) e "regolaritá" non é, hic et nunc, vera.

Forse lo sarebbe se le norme che regolano l'ingresso fossero puramente economico-sociali (niente decreti flussi predeterminati dal "Grande Regolatore", niente regolarizzazioni a posteriori o vincoli irrazionali sulle assunzioni dall'estero), e se le leggi reagissero in tempo nullo alle variazioni del mercato e della societá. (Personalmente, mi accontenterei di un tempo T < ∞ )

Tanto per spiegarsi: secondo te le badanti clandestine dell'Ucraina sono diventate "utili" nel momento esatto in cui é entrato in vigore la relativa regolarizzazione, mentre n secondi prima erano un "pericolo sociale"?

O anche: supponi che domani vada al governo Diliberto (!), il quale subito proclama le frontiere aperte per tutti e senza vincoli: ipso facto riterresti il problema dell'immigrazione risolto o solo in via di risoluzione, visto che sono tutti regolari?