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L'intelligenza dei meridionali

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Non vorrei dire corbellerie, ma ci sono dati che dimostrano che gli omosessuali vengono da famiglie in cui le femmine sono più numerose. Potrebbe essere anche una questione di diversa correlazione genotipo-fenotipo nei due sessi (gli stessi geni che rendono gli uomini omosessuali, rendono le donne più fertili), oppure un meccanismo legato all'esposizione in utero agli ormoni femminili magari selezionato nel corso dei millenni come "feedback negativo" per ridurre un eccesso di natalità. Nel complesso a me pare che l'omosessualità non sia questo grande mistero evolutivo, anche perchè ha una forte componente culturale.

Per quanto riguarda il teorema della mamma degli stupidi, qua si sta facendo confusione mi pare... non è rilevante ai fini dei vantaggi evolutivi del QI quello che succede adesso (=negli ultimi secoli, diciamo), ma quello che è successo per decine di migliaia di anni nelle società di cacciatori raccoglitori, dove è abbastanza ragionevole pensare che i figli delle persone più intelligenti raggiungessero in maggior numero l'età riproduttiva.

L’omosessualità è un fenomeno per l’appunto culturale, e non genetico-evolutivo. Stiamo dicendo la stessa cosa (se non ho frainteso il commento).

Infatti l’omosessualità è un mistero dal punto di vista genetico ed evolutivo, ed ho cercato di illustrare il carattere a mio parere poco convincente delle spiegazioni addotte per spiegare come essa si sia potuta evolvere, posto che essa dipenda da fattori genetici.

Vorrei spezzare brevemente una lancia in favore degli studi genetici volti a comprendere la natura umana sul piano biologico, perché i risultati di tali studi potrebbero avere ricadute teoriche rilevanti per alcune fra le teorie morali a nostra disposizione. Mi spiego meglio, sperando che ciò che dico sia anche interessante.

Nella misura in cui la descrizione scientifica della natura umana fornita da  biologi evoluzionisti e genetisti di popolazione si rivelasse attendibile, alcune dottrine morali che definiscono immorali determinati comportamenti umani perché contrari alla “legge naturale” potrebbero trovarsi nella condizione di dover trovare nuovi argomenti per giustificare le proprie convinzioni morali.

In altre parole: se l’omosessualità ha un significato evolutivo come affermano i biologi evoluzionisti, alcuni circoli in cui ancora sopravvive una morale fondata sulla “legge naturale”, ad esempio la Chiesa Cattolica Romana, non potrebbero più sostenere che l’omosessualità rappresenta un ‘disordine morale oggettivo’, dove con il termine oggettivo si intende evidentemente richiamare la “legge naturale”.

Con questo non si vuole affermare che l’omosessualità non possa essere considerata un ‘disordine morale’, ma soltanto che non si può invocare la “legge naturale” al fine di giustificare (giusti-ficare, cioè rendere giusto) il carattere immorale dell’omosessualità.

In conclusione, credo insieme all'autore dell'articolo sul "caso Lynn" che gli studi sulle relazioni tra geni e comportamento siano importanti, e ho cercato di fornire un esempio del perchè credo siano interessanti. Sono interessanti, come ho cercato brevemente di spiegare, perchè ci costringono a rivedere alcuni assunti delle nostre teorie morali.

Per quanto riguarda il teorema della mamma degli stupidi, qua si sta facendo confusione mi pare... non è rilevante ai fini dei vantaggi evolutivi del QI quello che succede adesso (=negli ultimi secoli, diciamo), ma quello che è successo per decine di migliaia di anni nelle società di cacciatori raccoglitori, dove è abbastanza ragionevole pensare che i figli delle persone più intelligenti raggiungessero in maggior numero l'età riproduttiva.

 

Suppongo, però, che quello che succede adesso sarà rilevante ai fini dei vantaggi evolutivi del QI nei prossimi secoli...

 

E allora mi viene in mente questo:

http://www.youtube.com/watch?v=L0yQunhOaU0

 

Mi ha fatto ridere.