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L'intelligenza dei meridionali

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Grazie per la risposta, leggerò gli interventi sull'Affirmative Action. Vorrei anche aggiungere un commento più “dialogico” e "thought-provoking" che chiarisce il mio pensiero e le mie curiosità. Indipendentemente dalla disponibilità di dati sulla natura delle differenze nell’intelligenza fra meridionali e settentrionali, penso che gli accademici siano esposti a modi di pensare che, penetrando di sé la politica e la società, spesso conducono il mondo accademico a prendere una posizione non del tutto agnostica.

Quando si parla di temi sensibili sia scientificamente che politicamente come il rapporto fra geni e intelligenza (o stupidità), non è storicamente inesatto dire che ci si trova di fronte a un campo di battaglia costellato di forti reazioni, tenaci resistenze, e persino suscettibilità offese.

Lo stesso rapporto fra economia e lo studio delle basi biologiche del comportamento economico non fa parte del canone classico dell’ economia, almeno credo. Le ragioni le possono spiegare gli economisti meglio di me. Quello che so è che per un certo periodo del secolo scorso l’economia, insieme alla scienza politica e alla sociologia, ha trascurato le basi organiche del comportamento. Le "scienze sociali" sono cioè state caratterizzate da un pregiudizio antigenetico. Il dogma prevalente nelle scienze sociali è stato quello della separazione fra fatti sociali e fatti biologici che ha portato ad un oblio della spiegazione biologica del comportamento, incluso quello economico.

Il periodo storico di cui sto parlando coincide, more or less, con la caduta del darwinismo sociale, ma ha origini precedenti, nella distinzione di Weber fra scienze della natura e scienze dello spirito, o nella convinzione di Durkheim che le spiegazioni biologiche non sono adatte a spiegare i fatti sociali. Insomma mi pare di alludere molto grossolanamente alle possibili conseguenze del divorzio fra le due culture.

Si pensi, per fare un esempio secondo me molto efficace, al padre della antropologia strutturalista: qual è il peccato originale dell’antropologia secondo Levi Strauss? La confusione di biologia e cultura.

Insomma, anche gli economisti, forse, hanno avuto la tendenza a considerare cultura e biologia come due ordini eterogenei.

Questo anche perché lo studio dei legami fra intelligenza e geni, ben prima di Lynn, è stato tacciato di conservatorismo politico. Ovviamente non ho la minima idea di quale sia la situazione attuale nel dialogo fra economia e biologia, o fra genetica e scienze sociali ed è interessante che un economista ritenga lo studio di Lynn legittimo e interessante se solo tale studio non fosse sciatto e magari pure inesatto.

La mia domanda di fondo, andando un pochino fuori tema ma non spero troppo, è questa: agli economisti interessano le basi organiche e genetiche del comportamento economico? E se si, cosa si può dire di significativo al riguardo?

Pensare che gli scienziati siano immuni da ideologie e opinioni proprie e' certamente naive, preferisco pensare che la naturale competizione scientifica fra ricercatori di diverse opinioni serva piu' al raggiungimento della verita' di un presunto distacco ideologico. Ma questo e' ovvio, non vale nemmeno la pena di perderci tanto tempo. Un appunto personale, pero': io personalmente conosco poche persone che si mettono in testa un risultato e vanno a cercarlo. Quando ho un'idea per un paper, visto che ne ho poche, me la tengo stretta e la porto in fondo qualsivoglia sia il risultato.

Riguardo ai rapporto fra economia e biologia, io direi che, a naso, senza pretendere di parlare della categoria, la cosa interessa molto agli economisti. Anche metodologicamente ci sono punti in comune (e.g. evolutionary game theory). Faccio fatica a seguirti quando dici che ad un certo punto, durante il secolo scorso, "Il dogma prevalente nelle scienze sociali è stato quello della separazione fra fatti sociali e fatti biologici che ha portato ad un oblio della spiegazione biologica del comportamento, incluso quello economico". Nell'economia neoclassica si assumono preferenze individuali. Siccome sono individuali, che origine possono avere se non biologiche? Qualcuno, che studia dinamiche intergenerazionali, le assume persino ereditabili da genitori a figli. Forse volevi dire qualcos'altro.