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Il Cosimo Mele Fan Club

11 commenti (espandi tutti)

La legge 400 del 23 agosto 1988, all'articolo 15, comma 2, dice:

Art. 15 - Decreti-legge

2. Il Governo non può, mediante decreto-legge:

b) provvedere nelle materie indicate nell'articolo 72, quarto comma, della Costituzione;

L'art. 72 della Costituzione dice (quarto comma)

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale [cfr. art. 138] ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa [cfr. artt. 7679 ], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80], di approvazione di bilanci e consuntivi [cfr. art. 81].

Napolitano dovrebbe andare a scuola per un ripasso della Costituzione.

Mi segnalano che secondo alcuni quotidiani (provo ad indovinare quali) il decreto non sarebbe anticostituzionale perche' non tocca la materia elettorale.

Per chi fosse interessato, il decreto salva-liste e' questo qui: http://blog.nicolamattina.it/2010/03/decreto-salvaliste-il-testo-del-dec... (1)

Art1 comma1, nello specifico, modifica gli articoli 9 e 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 che si puo' leggere qui: http://www.comune.jesi.an.it/MV/leggi/l108-68.htm

Insomma, il decreto modifica la legge che regola le "Norme per la elezione dei Consigli regionali delle Regioni a statuto normale." Se non e' materia elettorale questa io sono pinocchio, dai.

(1) sono siti trovati via google. In particolare nel primo blog segnalo un commento che sara' di interesse per molti su nFA (enfasi mia):

la sinistra italiana becera arrogante ed ignorante ( vedi l’analfabeta Di Pietro) appartiene al mondo degli interisti : come questi ultimi avrebbe voluto vincere a tavolino!!! in galera il farneticante Tonino per le offese al nostro Presidente della Repubblica,ha perso la testa : aveva detto di voler vincere sul campo!! Parolaio!!!!!

Il decreto potrebbe essere incostituzionale anche per violazione dell'art. 122 della costituzione, dato che questa norma prevede la potestà legislativa delle regioni in materia di leggi elettorali regionali.

Il sistema d'elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

Una delle regioni ad aver legiferato è proprio il Lazio, che dopo lo scandalo delle scorse elezioni a base di firme false tra la Mussolini e Storace e l'esclusione della prima (history repeting) ha esercitato i propri poteri costituzionali e ha stabilito delle regole meno "formalistiche" per i partiti che già siedono in Consiglio Regionale.

Il decreto legge, non fissando "principi fondamentali", ma solo questioni (apparentemente) secondarie di interpretazione, rischia di invadere il campo esclusivo delle competenze regionali.

Re(3): Il Cosimo Mele Fan Club_E il Napolitano inciucio fan club

Inviato da: sabino patruno il Marzo 06, 2010 10:14 PM

Il decreto potrebbe essere incostituzionale anche per violazione dell'art. 122 della costituzione, dato che questa norma prevede la potestà legislativa delle regioni in materia di leggi elettorali regionali. Il sistema d'elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi. Una delle regioni ad aver legiferato è proprio il Lazio, che dopo lo scandalo delle scorse elezioni a base di firme false tra la Mussolini e Storace e l'esclusione della prima (history repeting) ha esercitato i propri poteri costituzionali e ha stabilito delle regole meno "formalistiche" per i partiti che già siedono in Consiglio Regionale. Il decreto legge, non fissando "principi fondamentali", ma solo questioni (apparentemente) secondarie di interpretazione, rischia di invadere il campo esclusivo delle competenze regionali.

 

E' partito il  primo ricorso alla corte costituzionale.

A promuoverlo è stata la regione Lazio per violazione delle proprie competenze esclusive in materia elettorale. Nel mio piccolissimo lo prevedevo nel commento qui sopra dell'altro giorno

 

Una delle regioni ad aver legiferato è proprio il Lazio, che dopo lo scandalo delle scorse elezioni a base di firme false tra la Mussolini e Storace e l'esclusione della prima (history repeting) ha esercitato i propri poteri costituzionali e ha stabilito delle regole meno "formalistiche" per i partiti che già siedono in Consiglio Regionale.

Il decreto legge, non fissando "principi fondamentali", ma solo questioni (apparentemente) secondarie di interpretazione, rischia di invadere il campo esclusivo delle competenze regionali.

 

ultim'ora da Sky: lista PDL fuori, avete vinto un seggio alla suprema corte :)

 

Scusate l'ignoranza: ma un decreto "interpretativo" è retroattivo ? In sostanza afferma che la legge è sempre stata così. A qs punto non sarebbe possibile che qualche escluso da una precedente elezione (una a caso: politiche 2008) ricorresse chiedendo l'applicazione del nuovo decreto - a meno che i termini per tutti i ricorsi siano già scaduti - e la ripetizione delle elezioni, almeno in qualche collegio. Sarebbe una soddisfazione impagabile.

Le interpretazioni autentiche sono retroattive, ma credo proprio siano scaduti tutti i termini per impugnare gli atti delle precedenti elezioni!

Scusate, ci riprovo perché evidentemente mi sono spiegato male.  Penso anch'io che il decreto sia incostituzionale (ma non sono certo particolarmente qualificato per pensarlo).  Il problema che ponevo non è questo.  Il problema è che non mi sembra che sia vero che il Presidente della Repubblica si può rifiutare di firmare un decreto (o una legge) se vi ravvisa degli aspetti di potenziale incostituzionalità (chiedo lumi a esperti di diritto costituzionale, se ce ne sono che leggono). Quello è il mestiere della Corte Costituzionale (che infatti si occuperà presto della vicenda, visto il ricorso della regione Lazio.) Anche i tuoi riferimenti normativi potrebbero non essere rilevanti se la Corte ritenesse che il decreto fosse effettivamente interpretativo, cioè che non mutasse la normativa vigente (cosa che io non penso affatto!). Tutto il resto, sergente Garcia incluso, è divertente, ma non mi sembra rilevante.  'Sta mania che Napolitano (e altri PdR prima di lui) sono un giorno baluardi della democrazia, il giorno dopo vecchi rintronati mi fa un po' sorridere.

Leggetevi poi l'ex presidente Scalfaro sul Corriere di oggi, che pone tra l'altro il problema (che in questi commenti Anxia ha esposto più volte, e per poco non la sbranano) di un diritto degli elettori del PdL a trovare comunque il loro partito sulla scheda, nonostante l'idiozia dei suoi dirigenti. Oltretutto, non credete che tra qualche giorno Bersani e Berlusconi si sarebbero comunque messi d'accordo per trovare una soluzione condivisa? E in quel caso, l'eventuale decreto che ne sarebbe scaturito non sarebbe stato comunque incostituzionale, a voler seguire il criterio in punta di diritto che leggo qui?

Leggetevi poi l'ex presidente Scalfaro sul Corriere di oggi

http://www.corriere.it/politica/10_marzo_08/intervista-scalfaro-marzio-b...

è proprio quello che penso e che ho cercato di sostenere, ma certo scalfaro nell'intervista lo fa con ben altre chiarezza ed efficacia

Mi spiace ma continuo a dissentire, ed il testosterone non c'entra.

Finchè dici che l' estromissione di una lista popolare falsa il risultato delle elezioni siamo d'accordo, e ti concedo pure che ci sia un problema di rappresentatività.Se questo dipendesse da un qualche sopruso burocratico sarei d'accordo con te, ma non ci sarebbe bisogno di scomodare governo e presidente, basterebbero poliziotti e magistrati.

Il rispetto delle regole, e soprattutto dei principi che non vadano cambiate a metà partita e che il governo non dovrebbe legiferare in materia elettorale per me sono più importanti.

Ma oltre al rispetto delle regole c'è un'altra cosa importante che han già sottolineato altri: non è in gioco il diritto di voto, ne attivo ne passivo.Mi spiace che molti non possano votare il loro candidato preferito, ma se questo non si candida (anche solo per un vizio formale) non posso farci niente.

Quanto poi alle possibili rivoluzioni e tafferugli, sono problemi di ordine pubblico.Se no tanto vale che legalizziamo la mafia nei quartieri dove ha sostegno popolare.

Grazie della tua risposta.  Se mi permetti, nel risponderti per punti, la butto un po' sul testosterone anch'io :-)

"basterebbero poliziotti e magistrati."

Ma guarda che, a parte la lista PdL della provincia di Roma, sono bastati i magistrati e le norme previgenti (al decreto "interpretativo"), per cui sono stati riammessi il listino in Lazio e la lista Formigoni in Lombardia. Sicché almeno in questi due casi sono proprio i magistrati che ti danno torto. E già esistevano precedenti, in altre elezioni, di liste comunque riammesse anche in presenza di vizi formali, perché il magistrato aveva ragionevolmente fatto prevalere il diritto non dei presentatori della lista a essere candidati, ma degli elettori a trovare il simbolo sulla scheda.

"Il rispetto delle regole, e soprattutto dei principi che non vadano cambiate a metà partita"

Non hai letto quello che ho scritto. L'argomento (dal mio punto di vista fallace!) del Governo è che le regole non sono state cambiate. Legittimato a decidere se questo punto (cioè se il decreto sia solo formalmente interpretativo, ma invece sostanzialmente modifichi la norma) sia vero o no non è Napolitano, ma la Corte Costituzionale. Sicché Napolitano, dal mio punto di vista, non aveva altra scelta che firmare.  Se vuoi difendere la forma, questa va difesa sempre e comunque, anche quando ti dà torto.

"Mi spiace che molti non possano votare il loro candidato preferito, ma se questo non si candida (anche solo per un vizio formale) non posso farci niente."

Evidentemente non ti dispiace abbastanza :-) Sul vizio formale ti ho risposto sopra (o meglio, la magistratura ti ha risposto, dandoti torto: un vizio formale non è sufficiente per rifiutare una lista). Io (che aborro Berlusconi) non sarei affatto felice se in Lombardia e in Lazio il centrosinistra vincesse per mancanza dell'avversario, e non perché abbia paura di chissà quali rivoluzioni, ma perché molti milioni di italiani non avrebbero rappresentanza politica. Capisco che molti qui e altrove li ritengano decerebrati, rintronati dalla TV, o collusi (che sarà anche vero), ma finché non si fa una norma (speriamo di no) che toglie il diritto di voto a chi guarda il Grande Fratello, hanno diritto ad una rappresentanza esattamente come me e te. Oltretutto, sul lungo termine questo sarebbe un gravissimo danno politico per il centrosinistra, ed invece una vantaggio per il centrodestra che potrebbe giocare il ruolo della vittima (già ci sta provando).

"Quanto poi alle possibili rivoluzioni e tafferugli, sono problemi di ordine pubblico.Se no tanto vale che legalizziamo la mafia nei quartieri dove ha sostegno popolare."

Che Napolitano abbia firmato per paura della piazza non ha alcun riscontro oggettivo.  Io credo che abbia firmato per i motivi formali che ti ho esposto sopra sul limite delle sue competenze (come da lui percepite) e per il motivo sostanziale di non negare rappresentanza agli elettori del PdL. Del resto, è scritto tutto nel suo messaggio immediatamente successivo alla firma.