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Il Cosimo Mele Fan Club

2 commenti (espandi tutti)

Quindi la regolarità dell'autentica non si discute (questo vuol dire comunque) anche se è impossibile sapere chi quella firma ha autenticato e in quale luogo lo ha fatto.

Sabino, a me pare non dica questo. Mi pare dica semplicemente che il timbro fornisce una presunzione di autenticita', che puo' essere fornita con altri mezzi. Cioe' se ad uno un giorno, per dire, il timbro non funziona, o manca l'inchiostro, puo' pungersi il dito, firmare col sangue, e poi fornire la prova del dna. Mi pare ragionevole....

Non sono un esperto giurista, ma mi diletto anch'io di semantica. A mio parere ha ragione Sabino: l'intenzione del legislatore-interprete è senz'altro quella indicata da Andrea, ma aver inserito il secondo 'comunque' rende perfettamente legittimo intendere nel senso di Sabino, poiché equivale a dire che la regolarità dell'autenticazione delle firme non è mai inficiata da irregolarità formali, quindi nemmeno nel caso in cui "gli elementi richiesti" per l'autenticazione non "siano desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta".

"2. Il terzo comma ... si interpreta nel senso che le firme si considerano valide anche se l'autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti ... purche' tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la regolarita' della autenticazione delle firme non e' comunque inficiata dalla presenza di una irregolarita' meramente formale...

Servirà un decreto interpretativo del decreto interpretativo?