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Il Cosimo Mele Fan Club

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E se fosse vero quello che si dice in rete? Sarebbe uno scheletro abbastanza ingombrante... E potrebbe spiegare tante cose, a partire da (o finire con) quel panegirico di Craxi di qualche settimana fa.

Sarebbe bello che qualcuno, in Italia, potesse rileggere e commentare tutti numeri della rivista Il Moderno, che non si trova in rete.

Il problema del ricambio generazionale delle classi dirigenti non è solo una questione estetica (Obama è più aitante di Napolitano); è anche ovviamente una questione di capacità di avere una ispirazione che viene da storie di vita che si confrontano con cose nuove che le generazioni passate non hanno conosciuto. Tutte cose ovvie, se non fosse che nel nostro paese siamo così fottutamente avversi al futuro, inteso come possibilità di cambiamento, che riteniamo che le figure di garanzia per essere veramente tali, debbano essere una sorta di monumento ai progressi medici della geriatria. E anche questo atteggiamento è non solo il riflesso della perdurante cancrena familista e antimeritocratica, che deve mettere sempre il più anziano al centro di tutto, quali che ne siano i meriti; ma secondo me è anche il riflesso inconscio del fatto che avere vecchi ai posti di comando serve a garantire che la supposta maturità di giudizio, maturata con l'eta avanzata, possa supplire alla mancanza di regole certe e alla perenne litigiosità delle fazioni che si disputano le spoglie del paese... o quel poco che di esse rimane...come se fossimo così poco sicuri delle nostre capacità di lavorare su regole certe che abbiamo sempre bisogno della figura carismatica, vecchia (napolitano) o  sacrale (papa) che sia. Quello è potere carismatico però, non razional-legale come si converrebbe a un paese normale. Insomma, Max Weber non è servito a nulla. E questa propensione anti-moderna per figure "calde" di rassicurazione gli italiani la esprimono sempre. E infatti, tutte le volte che si fanno studi statistici su quali siano le istituzioni che più stanno a cuore alla gente in Italia, quelle più amate, in genere prevalgono carabinieri, chiesa e corpi assistenziali-autoritari...perchè noi mica siamo uno stato  moderno che si riconosce nelle sue istituzioni civili: parlamento, imprese....no no, noi siamo dentro questa prosecuzione di un film neorealista di serie Z, dove conta il maresciallo che da un buffetto ai nostri figli, il prete che viene a benedire case e così via. E nonostante tutti gli indicatori dicano che la nostra qualità della vita sia infima rispetto al novero di quei paesi civili che pure ci guardano con sospetto, noi siamo DAVVERO convinti che viviamo meglio degli altri proprio in ragione di questa ragnatela viscosa e gelatinosa di rapporti "umani".

Ma tornando alla necessità del ricambio generazionale dei politici. Io dico sempre che se uno fa politica per oltre 70 anni come mi pare di capire abbia fatto Napolitano, è OVVIO che avrà qualche ombra: come si può passare indenne tutta la storia di una Repubblica fatta di stragi e corruzione e uscirne immmacolati?

Voglio dire. Magari le cose che riporta Quirino non hanno alcun legame con le scelte attuali di Napolitano, ma siccome lui è la stessa persona di allora, i dubbi sorgono legittimamente. Se invece al suo posto, oggi ci fosse uno molto più giovane, dico un 40enne, tutta la discussione sarebbe almeno sgombra da questi sospetti. Il passato in Italia non passa non perchè noi siamo interessati a fare i topi di archivio che cercano cosa faceva/pensava/diceva Napolitano 40 anni fa, ma perchè quelle stesse persone sono ancora qui e sono loro che ci costringono a fare i conti col loro passato. Se Napolitano o D'Alema si levassero una buona volta dagli zebedei, io francamente non starei certo pensando a queste figurine di secondo ordine e a tutte le cazzate che hanno commesso politicamente nei loro trascorsi.

Sottoscrivo tutto quello che ha detto Marco. Temi cui volevo, in qualche modo, alludere con i miei riferimenti alla rivista Il Moderno e i suoi finanziamenti. Purtroppo dobbiamo fare i conti con le persone che sono al potere, in generale solo anziani o vecchi rimbambiti, incluso Berlusconi che negli anni 80, da "imprenditore venuto da chissà dove" faceva politica sia con Craxi che con il PCI e Gorbacev, quindi molto prima di Putin.  Ma questi anziani, seppur rimbambiti, hanno la memoria lunga (la "memoria istituzionale"!) e la fanno pesare.

Quando la Corte Costituzionale bocciò il Lodo Alfano, Berlusconi strillò che "si sentiva tradito dal Presidente della Repubblica"...  perchè con la sua firma aveva garantito... Garantito che cosa?  A quel tempo mi sorpresi moltissimo sia della firma di Napolitano che di questa uscita di Berlusconi. E, ingenuamente, non sapevo spiegarmi né l'una né l'altra.

Ma, oggi, dopo la verifica che Fininvest (e Ligresti) finanziava(no) la Rivista "Il Moderno" della corrente di Napolitano (una rivista che aveva una tiratura infima di circa 500 copie) e finanziava anche la Festa dell'Unità (secondo Ludovico Festa, direttore de Il Moderno, poi passato al Foglio), capisco che lo strillo di Berlusconi sul Lodo Alfano era un "messaggio" per il Presidente della Repubblica:  "queste cose non devono più ripetersi"...  (un po' come Gennaro Mokbel con l'ex senatore Nicola Di Girolamo...).

In questo modo, mi "spiego" anche l'inneffabile uscita di ieri di Napolitano 

Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo...

Queste cose scritte e firmate dal Presidente della Repubblica garante della Costituzione e delle leggi...  Chissà come la Mafia se la ride...