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Il Cosimo Mele Fan Club

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Tutti coloro che qui hanno stigmatizzato l’operato del governo in questa miserabile vicenda, non si sono limitati a puntare il dito sulla scelta autoritaria del decreto e sull’arroganza del boss e dei suoi accoliti, ma hanno escluso l’esigenza di risolvere il problema, quando non l’esistenza stessa del problema.

Questo è un altro degli aspetti tipici della italianità, che si può ravvisare nei più disparati frangenti. Un certo problema quale che sia (migliaia di abusivi alle porte di Roma che mettono in piedi un campo nomadi che ricorda ghetti di tristissima memoria; concessioni televisive ottenute con la corruzione di politici che non possono essere revocate perchè ormai una certa azienda non può andare sul satellite; migliaia di insegnanti che sono inseriti di ruolo ope legis, perchè "e cosa fai? li butti sula strada"; produzioni di alluminio portate avanti perchè: " e cosa facciamo? non c'è altro da fare" ecc. ecc.) non è mai risolto con una programmazione razionale e informata ma appare sempre come il tentativo di ottemperare a un compromesso in cui si agisce in deroga alle leggi giuridiche o del buon senso al solo scopo di accrescere il consenso di chi può gestire l'emergenza e tutelare il suo bacino di sudditi. E su tutto una drammatizzazione molto meridionale e teatrale per cui non intervenire porterebbe a chissà quali drammi.

Ma non sarà forse il caso di smetterla con questa idea che i problemi si affrontano sempre con misure eccezionali che se non si prendono chissà cosa succede? Riusciremo ad assumere le parvenze di un paese che programma le sue politiche o dobbiamo sempre dare l'impressione di essere allo sbando?