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L'Assoluto e il Relativo

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A me polemizzare piace. Questo non e' sicuramente il problema. Ne' mi sognerei mai, come ho scritto nel primo commento, di obiettare a che uno si ponga su posizioni anti-clericali. Ognuno e' libero di pensare e scrivere come crede. Ci mancherebbe. Io pero' ho il diritto di ribadire che trovo assai stucchevole e noioso che molti si ricordino della Chiesa solo ed esclusivamente quando si pone su posizioni che non condividono.

Il tuo commento offre tanti altri stimoli per la discussione. Ne colgo uno che esprime un fascino particolare. 

un'istituzione terrena che si configura ( e si è configurata in passato) come collegata ANCHE, ma non solo, a tutto un insieme di valori politici e morali, oltre che medici e sanitari, che sono del tutto regressivi e fondati sulla sconfessione sistematica di quei principi di eguaglianza morale tra le persone e libero esercizio di critica, scientifica e argomentativa, che sono, fra le altre cose, i valori ai quali tu, da un punto di vista accademico, sono certo ti ispiri. 

Non solo quali esperienze dirette tu abbia avuto circa la liberta' di dialogo ed espressione all'interno della Chiesa. A giudicare da questo paragrafo, devono essere state molto negative. Forse addirittura traumatizzanti. Il dibattito interno alla Chiesa (che non si risolve nel vertice della gerarchia) e' molto vivace - soprattutto su temi di morale e di politica sociale. C'e' un confronto costante, sia tra teologi che tra semplici fedeli. La sconfessione sistematica del principio di uguaglianza morale e' storia -- tranne poche eccezioni. Caro Marco, continuate a battere su concezioni che non rispondono a verita' fattuale. Il libero esercizioni di critica scientifica e argomentativa ha piena cittadinanza nella Chiesa del 2010. Le questioni su cui esprimere dissenso equivale a chiamarsi fuori sono quelle centrali alla fede, che generalmente agli anti-clericali non interessano particolarmente.

Non solo quali esperienze dirette tu abbia avuto circa la liberta' di dialogo ed espressione all'interno della Chiesa. A giudicare da questo paragrafo, devono essere state molto negative. Forse addirittura traumatizzanti. Il dibattito interno alla Chiesa (che non si risolve nel vertice della gerarchia) e' molto vivace - soprattutto su temi di morale e di politica sociale. C'e' un confronto costante, sia tra teologi che tra semplici fedeli.

Davvero, Gianluca, non credo alle mie orecchie. Secondo me stiamo facendo confusione. Se io discuto animatamente con il mio amico prete (cosa che succede davvero, perchè lo stimo), posso dire che c'è dibattito nella Chiesa? Si, visto che dove ci saranno due o più riuniti in mio nome ecc ecc...

Ma che quelle circostanze di discussione che si verificano in una canonica di provincia, o in una sede Agesci implichino che nella Chiesa come istituzione vi sia un ampio un dibattito, e addirittura vivace, significa confondere i termini: infatti tu scambi la discussione inevitabile che avviene tra fedeli, con il recepimento dei frutti di quella discussione nella dottrina della chiesa. Il che non è. La Chiesa ha un magistero i cui termini sono decisi da una gerarchia e l'accesso a quei contenuti di fede o alla interpretazione di quella NON E' UN FATTO DI LIBERA DISCUSSIONE. E' tutto che mi citi i Barbecue della parrocchia in quei raccontate le barzellette sul papa che veste Prada: a quel livello c'è sempre discussione. Per me una discussione che su questioni morali non conduca, potenzialmente, a un rovesciamento delle posizioni iniziali non è una discussione ma una enunciazione di Fede. La vostra è Fede appunto. Va tutto bene, ognuno può credere in quello che vuole, ma non facciamo finta che adesso la chiesa quando discute di morale lo faccia all'insegna dello spirito critico. (Discutere significa etimologicamente scuotere dalle fondamenta. Gli uomini di fede quando discutono hanno un recinto e delle fondamenta ben definite per le loro discussioni, specie uomini di fede legati a dottrine stabilite da uno stato. La Chiesa Cattolica è una forma, anzi la forma peggiore di Statalismo in tutti i sensi: al suo interno possiede tutti i mezzi materiali e dispone di tutti i fini per i suoi membri. Come ci si possa trovare a proprio in agio in tutto quello per me è un mistero. Ma evidentemente c'è una fenomenologia dell'esperienza religiosa che tu sinceramente sperimenti e che io ignoro...e lo dico senza ironia, credimi)

Voglio dire. Quanti cattolici usano il preservativo? Quanti cattolici sono a favore dell'aborto? Quanti cattolici sono a favore della libertà delle direttive anticipate in tema di trattamento di fine vita? A giudicare dagli espositori di condom in ogni dove e dalla diffusione dell'aborto sembrerebbe che quei temi sono discussi anche dai cattolici, o sbaglio? Ebbene, dov''è che la dottrina della chiesa ha recepito tutta la vivacità di queste discussioni? Dove? In realtà la discussione cui ti riferisci è quella che avviene in quelle assurde commissioni con nomi roboanti (commissioni tipo: Pace, Giustizia e Amore tra i Popoli) che producono documenti che NESSUNO legge e che finiscono regolarmente in quegli scaffali delle librerie Paoline accatastati fitti fitti. Su questa esplosione di documenti ecclesiali che ripeto, sono uno zuppone di retorica, buoni sentimenti e taboo spacciati per alti problemi  morali, c'è stata in passato tutta una polemica perchè davvero qualcuno e più di uno si è chiesto il cui prodest di tutta quella carta.

Caro Marco, continuate a battere su concezioni che non rispondono a verita' fattuale. Il libero esercizioni di critica scientifica e argomentativa ha piena cittadinanza nella Chiesa del 2010.

Spiegati meglio, che non capisco. Però attento, che con le verità fattuali i cattolici hanno sempre problemini ;) .